Nelle circoscrizioni di Torino si sta discutendo l’odg dei consiglieri 5 stelle per la ripubblicizzazione di SMAT (acqua potabile). E’ un impegno preso dai 5 stelle coi loro militanti che in buona parte arrivano dalla militanza per il referendum sull’acqua pubblica.
Alle riunioni partecipa un consigliere comunale PD, in genere La Volta, per sostenere che è meglio la gestione privatistica. I consiglieri di circoscrizione pd sono perplessi, gli altri di maggioranza sono per la ripubblicizzazione. Che è quello che è avvenuto a Parigi, Berlino e altrove in Europa: solo in Italia persiste nel PD riposizionato da Veltroni il culto della sacra privatizzazione, e i riti di adorazione permanente del Santo Mercato.
Le privatizzazioni hanno qualcosa in comune con le recinzioni dei terreni agricoli pubblici in Inghilterra all’inizio della rivoluzione industriale, che ridussero alla fame i contadini poveri trasformandoli in proletari, cioè costringendoli a emigrare in città per fornire manodopera a basso costo, insieme ai loro bambini, alla nascente rivoluzione industriale. Ma almeno le industrie inglesi prosperavano con il commercio ineguale con le colonie: oggi i proletari d’occidente sono in concorrenza col mondo intero, a partire dal Bangladesh, ed è quella la condizione in cui ci vuol precipitare la religione del liberismo: il fatto che Sanders e Corbyn abbiano raggiunto sorprendenti risultati elettorali sfugge agli ultimi blairiani, purtroppo numerosissimi nel PD, perchè “è tanto di moda”.
Aggiungerei una postilla giuridica: nelle spa l’appropriazione indebita è perseguibile solo su denuncia in termini di rapida decadenza da parte del legale rappresentante, che, in genere , è il capo della banda dei ladri: forse che la religione delle privatizzazioni trova in questa comoda scappatoia un’ulteriore spinta?
Claudio Bellavita

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