Giampaolo Mercanzin è un socialista di quelli tosti. E’ un irriducibile, ma non un piagnone, di quelli che stanno sempre a lamentarsi per l’ingiusto destino che ha portato in pochi anni alla scomparsa o alla clandestinità dell’area politica laica, liberale e socialista. Giampaolo è allegro, ottimista,sempre pronto a ricominciare con il sorriso sulle labbra. Ed è un combattente, non si spaventa. Mai. Nemmeno quando gli parve di riconoscere, ad una Festa dell’Avanti, a Padova, il giovane che dieci anni prima, cioè nel 1978, lo aveva “gambizzato”. Dei terroristi Giampaolo era diventato obbiettivo in quanto responsabile dei servizi amministrativi dell’Università di Padova. Se le menti malate dei terroristi lo avevano scelto, significa che era uomo coraggioso. E che era nel giusto. Questo preambolo, che non è una sviolinata, serve solo per spiegare perché abbiamo scelto un suo messaggio per tornare sull’argomento di una raccolta di fondi, o meglio di un impegno a sottoscrivere, da lanciare come premessa di un’eventuale iniziativa tesa alla nascita di un soggetto politico nuovo, ispirato alla cultura laica, liberale e socialista. Ci scrive Mercanzin: “ Spero proprio che non abbiamo “ssssscritto” per nulla. Non armiamoci e partite, ma armiamoci e PARTIAMO.
I soldi? ho presente un raggruppamento, poi divenuto potente ed oggi tra i maggiori concentramenti economico/finianziari in Italia, che ha cominciato nei primi anni ’70 a far proprio uno slogan commerciale che diceva grosso modo: il risparmio di una sigaretta al giorno.
Ed è vero, solo che questa CASSA PEOTA (piccolo risparmio veneto) si fa se ci si crede e come sappiamo VOLERE E’ POTERE, altra cosa fondamentale ed indispensabile. l’altra sono le linee fondamentali da cui non si DEVE derogare.
Pensiamoci bene e riferiamoci sempre allo slogan “l’unione fa la forza” che da qualche sindacalista che mi legge è stato tramutato in “uniti si vince”!
Proviamoci e, seguendo gli slogan che ho profuso qui sopra aggiungo: TENTAR NON NUOCE!”
Rassicuriamo Giampaolo. Non disarmiamo. O, almeno, ancora non lo abbiamo fatto. Stiamo lavorando ad un incontro di venti o trenta persone per iniziare. Dovremo pensare tutti assieme al percorso: comitato promotore nazionale, comitati promotori locali, modalità della raccolta, organizzazione, etc. Ci proveremo, ancora una volta. Commettendo, magari, nuovi errori, ma non quelli vecchi.
N.C.

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