• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Papa Wojtyla e la decozione della Polonia comunista

Giovanni Paolo II emerge da queste pagine per ciò che egli fu, effettivamente: servo di Dio, dotato di forza e convincimento non comuni, ma anche grande politico.

di Paolo Marini | 15 Gennaio 2017

Ricostruzione puntuale e documentata di fatti, che non obbedisce ad altro impulso che a sé stessa: tale è il volume dello studioso della Polonia contemporanea Massimiliano Signifredi dal titolo “Giovanni Paolo II e la fine del comunismo – La transizione in Polonia (1978-1989)” (Guerini Associati, pp. 496). Valore specifico dell’opera è la ricchezza di riferimenti a testi e a circostanze inedite, frutto di ricerche negli archivi polacchi e di interviste ai protagonisti dell’epoca, che produce una sequenza articolata e coerente, anche se talora inevitabilmente greve.

La Chiesa – afferma l’Autore – è un attore generalmente trascurato negli studi sulla Guerra Fredda; senonché qui l’attore – più che la Chiesa – è Karol Wojtyla, il cardinale polacco che la sera del 16 ottobre 1978 si affacciava su piazza San Pietro – primo pontefice straniero dopo 455 anni – con la confidente umiltà del pastore. La sua elezione generò un immediato sussulto di orgoglio e di speranza nel ‘suo’ popolo, mentre l’establishment veniva colto di sorpresa, come traumatizzato. L’avvento del 263°mo successore di Pietro condensò una grave incognita sul cielo comunista di Varsavia e determinò il revirement di quella ‘ostpolitik’ vaticana che, nelle parole del cardinale Villot segretario di Stato di Paolo VI, era divenuta “ars non moriendi” più che “modus vivendi”; con il suo rivolgersi, con il parlare direttamente alle masse dei credenti, egli disorientò gli stessi ambienti vaticani, adusi a tessere le fila della diplomazia, impreparati al salto.

Il papa dell’Est fu la variabile che rimise in gioco tutto quanto, compreso quell’Atto di Helsinki con cui la Santa Sede aveva sottoscritto l’inviolabilità dell’ordine emerso dal secondo conflitto mondiale. Non a caso il Ministro degli Esteri di Breznev, Andrej Gromiko, ebbe a dire di lui, con espressione efficace: “Sul trono papale c’è un uomo esperto, un furbo di tre cotte, un nostro minaccioso avversario ideologico e politico.”

Giovanni Paolo II emerge da queste pagine per ciò che egli fu, effettivamente: servo di Dio, dotato di forza e convincimento non comuni, ma anche grande politico, sol che si intenda bene il termine: non di politica nel senso di schieramento si tratta, bensì di istanze di libertà e di riconoscimento dei diritti umani. Attribuendo importanza fondamentale alla cultura, egli sapeva che “a dispetto di oltre trent’anni di propaganda ateistica, la fede cristiana continuava ad essere la chiave interpretativa della storia polacca” e si saldava pienamente con le istanze di autogestione e di libertà del popolo: v’era un “legame inscindibile tra nazione e religione”. Egli sapeva anche che il comunismo non sarebbe durato in eterno e che il dialogo con l’Est doveva investire anche la sfera dello sviluppo sociale, politico e culturale, che dovevano volgersi al servizio dell’uomo.

Giiovanni Paolo II portò la Chiesa, con coraggio e con prudenza, a navigare in acque sconosciute e seppe ‘cuocere’ il regime polacco a fuoco lento, senza tuttavia esasperarlo. Se poi non fu mai rottura tra i due poteri, fu anche perché entrambi erano consapevoli della posta in gioco e il fattore patriottico imponeva agli stessi uomini del Poup di non dare adito ad un intervento militare esterno. Anche i comunisti polacchi erano, a modo loro, prima polacchi e poi comunisti. E il contegno ‘liberale’ del regime verso la Chiesa fu un unicum nell’universo socialista.

Il libro di Signifredi ha come orizzonte temporale un decennio cruciale, in cui si inquadrano eventi drammatici per la Polonia: le trattative estenuanti per il primo viaggio apostolico (giugno ’79) e il segno profondo che lasciò nel Paese, la nascita di Solidarnosc e l’occupazione a Danzica dei cantieri Lenin (estate ’80), il colpo di Stato del 13 dicembre 1981; e poi il secondo viaggio nel giugno 1983, l’assassinio dell’abate Popieluszko (ottobre ’84), l’arrivo della perestrojka a Varsavia (primavera 1985) e il terzo viaggio papale (giugno ’87) prima della dissoluzione dell’impero sovietico.

C’è un motivo in più nel tornare a questa storia recente, oggi che sappiamo che le promesse legate a quella dissoluzione non sono state in parte mantenute, il mondo non è diventato più pacifico e più sicuro e ci domandiamo se non fosse addirittura migliore, prima della caduta del Muro? La risposta è: si. Perché oggi è l’Occidente che rischia una dissoluzione – certo, diversa da quella dell’Est comunista – e il pontificato di Giovanni Paolo II offre (ancora) spunti importanti per una cura.

Paolo Marini

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, caduta del muro, chiesa, comunismo, di pietro, espressione, giovanni paolo, guerini, importanza, mondo, nazione, Papa Wojtyla, Polonia, regime, Solidarnosc, speranza, sviluppo

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti