Il nodo d’Italia è ancora lì. Il Valico appenninico dell’Autostrada del Sole è ancora un imbuto. Anche con la Variante. Deviazioni, cantieri, restringimenti, i soliti incidenti hanno trasformato nell’ultima settimana la Variante di Valico in “Straziante d’un Valico”.
Non ha ancora compiuto un anno di vita, essendo stata inaugurata proco prima di Natale del 2015, e la mitica Variante Rioveggio – Barberino, tutta luci e fari, cartelli elettronici e freccine verdi o ics rosse, sembra aver bisogno di rattoppi e manutenzione straordinaria, spesso invasiva.
Nel senso che per chilometri e chilometri, naturalmente soprattutto in tunnel, si è costretti a viaggiare su una sola corsia di marcia tra un camion e l’altro. Lentamente gasati. Non è proprio bellissimo. Non si possono fare di tutte le erbe un fascio e quindi è giusto citare orari e luoghi.
Nella sera-notte tra il 21 e 22 novembre la Variante di Valico ha ospitato un mezzo in avaria vicino all’uscita di Badia, rallentamenti non gioiosissimi in galleria (promesso, smetto con le rime facili), deviazioni e restringimenti, di molti chilometri, per interventi sugli impianti di aerazione, deviazioni e cantieri per chilometri e chilometri per preparare gli interventi – si pensa- poiché accanto non si vedeva anima viva. Morale della favola quasi tutto il tratto appenninico nelle ore notturne in corsia di emergenza o su una sola corsia di marcia.
Gestire un’autostrada non è proprio una passeggiata. Ma concentrare in una notte e in 40 chilometri cantieri grandi e piccoli che sono tutta una deviazione è quasi da sadici. Sembra che ti voglian dire: vediamo un po’ come giochiamo stasera con quelli che si avventurano sull’A1 a cavallo dell’Appennino.
Come si ricordava, la Variante di Valico è una bell’ opera costata trent’anni di lavori e sbancamenti di versanti e trafora menti di montagne. Le opere accessorie non sono ancora finite.
Chi imbocca il Valico in direzione Sud ha una possibilità di fermarsi a Badia, area di servizio in completamento, dall’altra parte invece si deve fare ancora tutto un dritto –come si dice- perché è anche prevista una uscita a Firenzuola ma l’è chiusa. Almeno alla data.
Fino a dieci anni fa vicino alla stazione di Sasso Marconi, quella vecchia vicino alla città, si leggeva questo cartello, quasi turistico: Inizio Tratto Appenninico. Non solo una scritta, quasi una sentenza.
Leggevi quel cartello con lo stesso spirito con cui i personaggi danteschi affrontavano la soglia del “Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente..” Ecco, fare il tratto appenninico è ancora un po’ dantesco, spesso è ancora un po’ infernale, è ancora un po’ buttarsi tra la perduta gente. Adesso, inoltre, leggi cartelli elettronici e scritte sui display giganti che oggettivamente è dura capire.
Siccome la scritta Variante di Valico è oggettivamente lunga e se la scrivi in un display ti sei consumato tutte le lettere a disposizione, l’altra sera per segnalare pericolosi rallentamenti in galleria, il display ospitava la seguente scritta “Vdv rallentamenti Badia innesto A1 Barberino”.
Quasi un messaggino, quasi un whatsap autostradale. Vdv e il resto.. tipo Voglia di vederti e sto in rallentamento cara Badia verso Barberino, dove mi innesto. Vdv è quasi da creativo. Peccato che scritto così ben pochi pensano alla Variante. Ma ad un messaggino dei cioccolatini.
Fabrizio Binacchi
Con Voce di Mantova

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