Per prima cosa l’Italia intera, nessuno escluso, deve prendere reale coscienza dell’immensità della tragedia che è ancora in corso. Va superata al più presto la fase dell'”umanità”, anche se nobile. Comprensibile lo sgomento, la tristezza, il lutto, la partecipazione con somme di denaro od aiuti materiali, ma il problema che urge è il dopo. Vi è la necessità immediata dei soccorsi e di dare un tetto e un pasto alle migliaia di persone coinvolte in questo dramma. Poi serve progettare da subito il futuro. Insieme agli uomini sono stati colpiti simboli di storia e cultura, ormai irrecuperabili. E’ pensabile ridare vita a quei posti ? O la scelta potrebbe essere un’altra? Non certamente una sorta di deportazione, atto doloroso, ma il pensare alla ricostruzione di una comunità, questo è ragionevolmente proponibile. Anche in altri luoghi. Sono scelte diverse, ma da fare subito. Il disastro dell’Irpinia non può essere ripetuto.Per realizzare questo serve un Paese unito. Chi ne approfitta per una manciata di voti elettorali è uno sciacallo. Non si tratterebbe infatti di un ignobile inciucio, ma di un gesto di responsabilità e di amore verso l’Italia. Egoismi e personalismi di sorta non sono ammessi.
Oltre il terremoto, progettare il futuro
omprensibile lo sgomento, la tristezza, il lutto, la partecipazione con somme di denaro od aiuti materiali, ma il problema che urge è il dopo. Vi è la necessità immediata dei soccorsi e di dare un tetto e un pasto alle migliaia di persone coinvolte in questo dramma.
Roberto Caputo

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