L’unione fa la forza: “Centomila piccoli comuni europei pronti a far sentire la propria voce”
Il vicepresidente dell’ANCI ha presieduto ieri a Berlino la riunione della Confederazione dei piccoli Comuni europei, insieme a Massimo Castelli: “Stesse istanze da territori italiani, e tedeschi sulla questione dei flussi migratori”
E’ il classico detto popolare che tradotto ai giorni nostri suona meglio come lo hanno definito Gino e Michele nella loro famosissima serie letteraria : “Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano”. E’ quanto sta succedendo nei piccoli comuni di tutta Europa dove i problemi economici e quelli legati alla crisi mediorientale con i flussi migratori che invadono grandi città ma soprattutto piccoli borghi mettono a dura prova la convivenza civile e la gestione amministrativa degli enti locali. E Sindaci, Borgomastri, Major e Maire hanno deciso di non restare inermi spettatori che subiscono le decisioni calate dall’alto e cioè dai Governi e della Commissione europea.
“Anche la cosiddetta locomotiva d’Europa, la Germania, soffre a livello territoriale degli stessi problemi dell’Italia e degli altri Paesi europei. E’ una presa di coscienza che riguarda soprattutto i nostri concittadini europei in Germania, in Polonia, in Francia, in Ungheria. Per questo i 100 mila piccoli Comuni europei approveranno entro poche ore la ‘dichiarazione di Berlino’, un documento sintetico di proposte in merito alla finanza europea, alle gestione dei flussi migratori, alle politiche ambientali, che sarà posto all’attenzione di tutti gli organi legislativi dell’Europa e dei singoli Paesi”.
Lo afferma il vicepresidente dell’Associazione nazionale comuni italia (Anci) Roberto Pella, in qualità di presidente della Confederazione delle città e delle municipalità dell’Unione europea (Ctme), l’organismo che si è riunito ieri al Bundesrat di Berlino.
“Tutte le associazioni di piccoli Comuni dei diversi Paesi europei – fa sapere il sindaco di Valdenga (Biella) – sentono come pressanti le identiche istanze manifestate dai piccoli Comuni italiani. A partire dall’esigenza di flessibilità rispetto alle attuali regole di bilancio e di maggiore chiarezza rispetto alle funzioni dei diversi livelli territoriali di governo”.
Assieme a Pella, anche il coordinatore nazionale dei piccoli Comuni Massimo Castelli ha preso parte all’incontro di Berlino: “E’ comune l’esigenza che le piccole realtà territoriali europee – spiega – acquistino voce in capitolo come lobby per dare pari opportunità agli abitanti delle aree rurali”. Sulla questione immigrazione, poi, Castelli fa notare: “Il modello di equa distribuzione proposto dall’Anci,, se allargato ai 100 mila piccoli Comuni europei, renderebbe davvero esiguo il numero di migranti accolti da ogni comunità, tanto da risolvere un problema che invece, ad oggi, alimenta ancora pericolosi populismi”.
Cesare Mannucci

Lascia un commento