Nuova fumata nera per i bilanci dei comuni, l’appello dei sindaci all’ex collega Renzi
“Sfidiamo chiunque ad approvare un bilancio se ancora gli elementi fondamentali che compongono quel bilancio non sono noti. Il governo e il parlamento ci mettano nelle condizioni di rispettare le tempistiche di legge per approvare i bilanci”.
Eppure è stato sindaco anche lui e anche presidente della Provincia. Possibile che in quasi 20 anni in amministrazioni locali e altrettanti esercizi finanziari approvati non abbia imparato che senza i bilanci, comuni, province e citttà metropolitane non possono programmare la loro azione ed erogare i servizi alla cittadinanza? Continua a spiegare agli italiani che la crescita economica è alle porte che la crisi è alle spalle, e che i conti del Paese sono in ordine ma ai suoi ex colleghi primi cittadini non da nessuna certezza. Il grido d’allarme al premier Matteo Renzi lo hanno lanciato le 8500 fasce tricolori, confermando quello che scriviamo da mesi su queste colonne e che abbiamo ribadito la settimana scorsa. “E’ stato un dibattito particolarmente importante che si è concentrato su questioni di grande rilievo per l’Associazione e per i sindaci”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Nazionale e sindaco di Catania Enzo Bianco nel suo intervento conclusivo al Consiglio Nazionale dell’associazione svoltosi l’altro pomeriggio in Campidoglio.
Bianco ha rimarcato con forza che, in ordine alla questione della proroga del termine di scadenza dei bilanci e/o dei consuntivi per la quale Anci evidenzia gli effetti negativi della coincidenza delle due scadenze, “sfidiamo chiunque ad approvare un bilancio se ancora gli elementi fondamentali che compongono quel bilancio non sono noti. Il governo e il parlamento ci mettano nelle condizioni di rispettare le tempistiche di legge per approvare i bilanci”.
Il presidente della giunta esecutiva dell’Anci Piero Fassino invece si è soffermato sui principali risultati ottenuti dall’Associazione Nazionale comuni Italiani con la legge di stabilità che “ha avviato al superamento del patto di stabilità, sbloccato esercizi di bilancio che prima erano vincolati e che ora possono essere usati per investimenti, e superato la fase della tassazione sulla prima casa, garantendo ai Comuni lo stesso ammontare perché potessero continuare ad erogare i servizi”. Tra gli altri aspetti positivi il sindaco di Torino ha ricordato anche lo stanziamento di fondi supplementari e significativi per l’edilizia scolastica, per le persone portatrici di invalidità, per i trasporti e per le periferie”.
Tuttavia, rimangono alcune questioni ancora aperte che – ha auspicato Fassino – dovranno “essere oggetto di un apposito decreto legge enti locali che, come accaduto l’anno scorso, è in via di definizione tra il governo e via dei Prefetti”.
Tra i punti qualificanti di questo provvedimento, su cui si è arrivati a soluzioni condivise, il presidente Anci ha indicato: “il rimborso ai Comuni delle spese che anticipano per il funzionamento degli uffici giudiziari; ancora il superamento del blocco del personale che sta incidendo negativamente su alcuni servizi fondamentali come quelli scolastici e socio assistenziali; la necessità di verificare tutte le norme sulla nuova contabilità che già nella sua fase applicativa evidenzia tutta una serie di criticità da affrontare”.
Altri nodi da sciogliere nel provvedimento infine riguardano da un lato la definizione di “quale debba essere la forma della riscossione fiscale su scala locale, se insomma – ha concluso Fassino – si debba confermare Equitalia o si debba andare verso un’altra forma di gestione”.

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