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Pregiudizio e orgoglio delle mangiazombie

Seth Grahame-Smith ha legato il suo nome alla rivisitazione in chiave horror delle grande letteratura e della Storia con libri non destinati alla grande letteratura che però le basi di fantastici bestseller.

di Giuseppe Mele | 3 Aprile 2016

Seth Grahame-Smith è lo scrittore americano che ha legato il suo nome alla rivisitazione in chiave horror delle grande letteratura e della Storia con la S maiuscola. Suoi l’”Abraham Lincoln: Vampire Hunter “ del 2010, la serie dei tre “Orgoglio e Pregiudizio e Zombie” del 2009-11 e l’”Unholy Night” del 2012. Sia la storia del presidente Lincoln, in realtà un vampiro che mangia i sudisti, o delle sorelle Bennet, guerriere ninja che combattono gli zombie con le arti marziali, che la vicenda di tre criminali che in una notte profana si fanno passare da re Magi davanti alla nascita di Gesù, non sembrano destinate ad assurgere alla grande letteratura, ma intanto sono le basi di fantastici bestseller. Libri di grande successo, pensati per non restare confinati in se stessi, ma utili a trasformarsi innanzitutto in film, poi in gaming, in app, in webserie e serial infiniti. “Orgoglio e Pregiudizio e Zombie”, in particolare, attesta quanto sia profondo, se non l’affetto, il rispetto ed i ricordo per i monstre della grande letteratura passata, alle cui forche caudine milioni di studenti si sono dovuti chinare. Ed al tempo stesso ribadisce che il pubblico contemporaneo occidentale, almeno quello anglosassone, non ammette quasi più nessun contenuto portante della narrazione dei secoli passati. La scrittrice vittoriana, Jane Austen, resta amata solo a prezzo di storpiare del tutto la sua educazione femminile i suoi maneggi per maritar la foeggia, mentre le sue fanciulle si trasformano in tante arroganti tarantinesche Beatrix Kiddo, le cui arti di combattimento non sono frenate nemmeno dalle ingombranti vesti dello stile Impero. Con improbabili capriole mentali gli uomini, in queste opere, proseguono a testa bassa nel loro maschilismo, effettiva caratteristica dell’epoca, restando scimuniti e imperturbabili di fronte alla continua sfida vittoriosa delle spose, sorelle, zie e mogli. Un loop infinito di superiorità femminile in cui ognuno resta se sesso ed ogni concordia appare un paradosso. A parte il progressista femminismo ed i combattimenti infiniti, croce e delizia del gaming, caratteristica principale di queste opere è il manicheismo del bene e male contrapposti solitamente con la parte del cattivo interpretata da subumani, quali mostri e zombie. Non sempre però: nel Lincoln il buono è il vampiro il cui intervento impedisce la vittoria dei cattivi umani (sudisti). Nel Pride and Prejudice and Zombies, stranamente sono servitù domestica e contadini i più soggetti a trasformarsi in morti viventi. E si rivelano illusione e trappola, i tentativi di dialogo tra bianchi aristocratici asserragliati nei castelli e gli zombie moderati che non mangiano uomini ma maiali. Facile qui l’accostamento con le tesi tradizionali dei moderati socialdemocratici o dei sostenitori della buona immigrazione ed immediata la soluzione proposta ai buoni lettori e cineappassionati. Sterminateli tutti, poiché sono solo mostri, sotto le spoglie di popolani immigrati, in nome della grande nobile conservazione. L’amara ed ineludibile sottomissione al primato femminile, resta rimandata alla mattanza finale che come in ogni gioco che si rispetti, è per la puntata successiva. I Grahame-Smith, colonne fondanti della Tv Usa, non rispettano le classiche regole aristoteliche e trasformano letteratura, cinema, pubblicità e gioco in un grande comics, senza il solidarismo popolare e la disapprovazione dell’egoismo della fantasy di un King. Propongono una filosofia semplice, alla Scott, ma senza re istituzionali da venerare nella realtà. Il basso livello d’entrata la fa sottovalutare da scuola e famiglie che non si avvedono quanto sia sempre più presente, nei games giocati dai ragazzi, nei film, nei libri popolari, nelle webseries e nelle reinterpretazioni letterarie. Invece siamo, tra supereroi, lupi, vampiri e uomini bianchi, di fronte ad una nuova education, in linea con le attese del grande pubblico mondiale, sempre più manicheo ed infantile, che odia la banale veridicità, ama solo il proprio punto di vista ed agogna che qualcuno non si vergogni di darglielo.

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: cinema, concordia, contadini, immigrazione, punto di vista, scuola, Socialdemocratici, soluzione, studenti, usa

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

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