L’era dei millennial
I “millennial” sono i cosiddetti “nativi digitali” coloro cioè che sono nati nell’era di internet e non conosceranno mai com’era il mondo prima del suo avvento nella vita di tutti i giorni. Ormai nessuno più penserebbe di andare a cercare una via sullo stradario o notizie sull’enciclopedia e neppure scrivere una lettera a mano e spedirla per posta ordinaria, tranne che in rari casi. Lo stesso vale per i rapporti di lavoro, dove non è più indispensabile essere fisicamente presenti grazie alle conference call e anche per lo shopping che si è spostato per la maggior parte della gente sull’e-commerce. Anche i rapporti finanziari si sono trasferiti on line con la banca virtuale sul modello di Hellobank. La nostra vita insomma tende sempre di più al virtuale anche nei rapporti di amicizia e sentimentali e questo andamento ha messo in moto molti colossi dell’information technology che puntano proprio a migliorare l’esperienza virtuale.
Le banche e il digitale
Le banche sono impegnate a rispondere alle nuove esigenze evidenziate dai clienti che hanno espresso una sempre crescente preferenza per i servizi online, l’home e il mobile banking, l’m-payment come hanno dimostrato i dati di una ricerca di IDC. Si va verso il digital business dove i clienti saranno protagonisti di una vera e propria rivoluzione non solo tecnologica ma anche culturale, per le modalità di rapportarsi alla propria banca. Si prevede che gli investimenti delle banche nell’information technology cresceranno del 30% fino al 2019 e i servizi di “cognitiv computing” miglioreranno del 20%. I carichi dei dati e delle informazioni raddoppieranno e saranno trasferiti su cloud per una customer experience che possa soddisfare l’uso si tutti i canali disponibili puntando alla fidelizzazione e alla soddisfazione dei clienti.
Il futuro della realtà virtuale
I più grandi colossi del web come Microsoft e Facebook stanno incrementano gli investimenti puntano sulla realtà virtuale sia per quanto riguarda il gaming che quella “casalinga”. Microsoft per esempio è in procinto di lanciare un sistema di video chiamata in 3D dove si potrà interagire con la proiezione dell’interlocutore a grande naturale nel proprio salotto di casa. Il nuovo sistema di video chiamata chiamato “Room2Room” non è ancora stato messo a punto perché richiede un hardware parecchio importante ma la strada va in questa direzione. Facebook invece sta per lanciare Oculus Drift per giocare e interagire in 3D al pc. Il problema che però gli esperti hanno evidenziato è che per supportare una tecnologia cosi avanzata molti dei computer in circolazione potrebbero non essere predisposti in quanto sono richieste caratteristiche con processori potenti (IntelIntel Core i5 4590 o superiore) e ottime schede video (a scelta tra i requisiti minimi di Nvidia GeForce GTX 970/AMD – Radeon R9 290 o superiori).
Alcuni avanzano addirittura la previsione che meno del 1% dei pc in circolazione sarà all’altezza ma dal canto suo Zuckenberg confida nel fatto che, all’aumentare dei requisiti per l’uso della realtà virtuale, i clienti con il tempo si adegueranno per vivere questa nuova esperienza. Poco si sa invece del progetto di Google e della sua CardBoarde ma il suo vicepresidente Clay Bavor ha fatto sapere dal profilo Twitter che si tratta di “virtual reality”. In ogni caso abbiamo già avuto avvisaglie in tal senso con i Gear Vr di Samsung e con Playstation Vr di Sony.

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