Esiste un lato oscuro della «Questione Settentrionale», un lato sommerso ma radicato, fatto di intrecci di rapporti tra Luigini e altri soggetti a scapito dei Contadini. Di chi stiamo parlando?
I Contadini sono la parte produttiva del Paese, sono i lavoratori dipendenti, gli artigiani, i piccoli imprenditori, gli operai e anche i contadini. I Luigini sono tutti gli altri: «i fisiocraticamente parassiti, i rent seekers, gli spartitori dello Stato e delle rendite e dell’affarismo border line e delle prebende d’ogni sorta». Sono parte del potere privato, principalmente localizzato al Nord. Intorno a loro il Palazzo in cerca di consenso e le Mafie, tutti convergenti nel mantenere lo status quo, a scapito dei Contadini che lo subiscono. Un patto perverso per la conservazione di equilibri che affondano le radici nella disparità territoriale e nella crisi della Politica.
Gabrio Casati articola una formidabile analisi dell’intreccio di rapporti tra i Luigini e i Contadini e gli altri attori in gioco attraverso il racconto di casi esemplari: il Luigino che si autonomizza dal sistema (la Fiat) e il Contadino che si fa Luigino (il caso Benetton e la conquista di Autostrade).
Il Paese è alla paralisi, denuncia Gabrio Casati, e in assenza di cambiamenti radicali e rapidi
si aprono due soli scenari possibili:
la prosecuzione della traiettoria di declino già in atto o la secessione.
Gabrio Casati è un autore collettivo, orgogliosamente milanese, una rete di competenze, unita da inesauribile passione per la politica e cementata da solida amicizia. Ha esordito nel 2006 sulle pagine di «Ambrogio», inserto settimanale de Il Riformista dedicato al Nord e al mondo visto dal Nord. Ha proseguito con comparse sul quotidiano web Affaritaliani.it fino a riemergere con questo libro. Collabora con Linkiesta.it.

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