Qual’è la conseguenza dello stop all’energia nucleare? La risposta è molto
breve e si può fare con tre semplici parole: “perdita di potere”.
Prima il potere stava nel carbone, poi nel gas e nel petrolio, tre elementi
altamente tossici che hanno non poco contribuito all’inquinamento del nostro
piccolo pianeta.
La politica, il potere, naturalmente possiede la tendenza al monopolio per
poter controllare meglio l’economia e conseguentemente la vita di tutti.
Infatti, come un brutto scherzo è stato annunciato che dal primo aprile
l’elettricità aumenterà del 3,9% e il gas del 2%, costo che avrà immediate
ripercussioni sui prezzi in genere.
E’ stato pertanto reclamizzata, dichiarata insostituibile insistentemente la
NON soluzione dell’energia nucleare.
Il disastro di Cernobyl non ha soltanto inquinato la diretta zona circostante,
ma seriamente molti paesi circostanti e un po’ tutto il mondo. Quando la
radioattività fuoriesce va nell’aria, nell’acqua e nella terra, diventa
incontrollabile. Si sparge più forte dove i venti, i corsi d’acqua o le piogge
la portano. Infatti, la nube radioattiva dal Giappone è già passata anche sopra
l’Italia.
I costi per la costruzione delle centrali sono altissimi, prima che possano
iniziare a produrre ci vogliono almeno 12 anni e le scorie radioattive non si
sa bene dove portarle, stoccarle o magari si nascondano poi in qualche paese
del terzo mondo. Sommando a questi costi i danni degli incidenti con esiti
spesso minimizzati e difficilmente riparabili a danni delle persone, della
fauna e della flora, si capisce che questo tipo di produzione energetica è in
realtà anti-economica ed inoltre difficile da gestire in caso di cataclismi
naturali, sabotaggi o terrorismo. Sono pertanto pericolosissime cattedrali nel
deserto.
Gli interessi finanziari, già dal momento della progettazione, sono enormi e
spesso riescono ad indirizzare certo mondo politico su strade poco edificanti.
Dividere la produzione energetica, come succede con le molteplici possibilità
alternative, in impianti piccoli, piccolissimi o medio-grandi, toglie in
pratica il controllo del potere politico e dei monopoli dalla governance del
comparto mondiale energetico.
L’energia è strategica e indispensabile nelle nostre società moderne, quasi
tutto funziona con essa. Senza di lei non si andrebbe più avanti!
Le opzioni di produzione energetica alternativa poco o non inquinanti
diventano sempre più accessibili ed adattabili alle diverse condizioni
climatiche e dei territori. I costi diminuiscono costantemente senza contare
l’importantissimo plusvalore di “non essere inquinanti”.
Naturalmente alcune forze politiche appoggiate da forti, anzi fortissimi
produttori di carbone, gas, petrolio ed energia nucleare fanno di tutto per
contrastare lo sminuzzamento degli interessi in questo campo e con i mezzi a
disposizione controllano una buona parte dei massmedia.
Si legge, che addirittura certi “verdi” protestano contro gli impianti di
energia del vento e solare. Forse adesso preferiscono di nuovo l’inquinamento?
Parlano di mafie che finanziano i parchi eolici e solari e se questo può essere
vero allora devono essere le procure ad interessarsene. E’ pur vero che
l’ubicazione dei suddetti parchi deve venir scelta senza troppo deturpare
paesaggi o città e paesi antichi che soprattutto in Italia rappresentano un
grande valore.
In Olanda ho visto il lento, silenzioso e maestoso girare di tante pale
eoliche piazzate nei prati verdi dove pascolano pecore, vacche e cavalli. Le
energie alternative sono liberatorie e tolgono la dipendenza dal potere
politico e dei monopoli. L’energia sta diventando libertà!
Peter Boom

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