L’Europa è nelle mani sbagliate. Non bisogna dare la colpa all’Europa ma alla
maggioranza conservatrice che la governa.
Ci siamo riuniti per mettere a punto una alternativa alla linea dominante “solo austerità”:
questo mese sarà decisivo per l’Unione Europea, i paesi dell’eurozona e soprattutto per il
popolo europeo. Sono in gioco i principi su cui fu fondata l’unione europea: solidarietà e
destino comune.
I conservatori europei si stanno preparando a sacrificare questi principi per mettere stati e
cittadini in competizione gli uni con gli altri. le proposte che sono state messe all’ordine del
giorno del prossimo Consiglio Europeo sono tutte improntate all’istituzionalizzazione
dell’austerità e all’ annacquamento del nostro modello sociale e delle istituzioni di welfare.
Nonostante tutto quello che è successo negli ultimi 30 mesi, la linea è ancora quella di far
pagare il fallimento dei mercati finanziari alla gente comune.
Il PSE ha una alternativa chiara,socialmente responsabile ed economicamente credibile,
per mantenere un corretto ritmo di crescita, e garantire l’occupazione, il progresso sociale
e il pareggio dei bilanci pubblici.
Il PSE ha capito che la crisi non è colpa della gente comune o del welfare, ma dell’avida e
irresponsabile politica dei governi conservatori di alcuni stati dell’Unione e della perdurante
mancanza di controlli sui mercati finanziari.
Nel corso del 2011, lo smantellamento del welfare attraverso la riduzione generalizzata
degli stanziamenti ridurrà il livello di vita in tutta la UE, indebolendo quelli che sono già
deboli. Il messaggio che mandano i conservatori è “noi prendiamo le decisioni, voi i
sacrifici, noi parliamo a nome dei ricchi che sono i soli che possono permettersi uno stato
povero”.
Invocando confuse e misteriose “esigenza tecniche”, i conservatori vogliono imporre, a
partire dai piccoli stati, un diktat di ultraliberismo e di misure di sola austerità che renderà
impossibile superare la crisi, perché bloccherà le possibilità di crescita.
L’Europa non riesce a resistere alle pressioni dei governi conservatori di Francia e
Germania, e a dare una risposta alla crisi del debito diversa dagli aumenti fiscali e dai
tagli alla politica sociale, di crescita e di occupazione.
La politica franco-tedesca vuole ridurre i paesi europei a sussidiari delle grandi
corporations: con un’Europa dominata da due stati, gli altri paesi e il parlamento europeo
verranno totalmente ignorati.
Noi non vogliamo uno scontro tra stati in Europa: l’Europa ha un valore suo proprio. E
siamo convinti che per uscire dalla crisi bisogna usare il metodo della Comunità Europea,
basato non sugli ukase, ma su coordinamento, sussidiarietà e solidarietà, coinvolgendo
tutti gli stati dell’Unione e le istituzioni europee.
Le misure che si stanno preparando e che si vorrebbero imporre in fretta,sono di
strangolamento economico,riduzioni salariali, tagli nella protezione sociale e nella funzione
pubblica, in contraddizione non solo col progetto di Europa 2020, ma anche alla Carta dei
diritti e alla sovranità dei singoli stati nel perseguire le loro politiche sociali.
I conservatori non hanno un quadro complessivo della crisi mondiale: in nome della
sovranità del mercato finanziario globale non hanno proposte per affrontare con le
cospicue forze dell’Europa gli attacchi alle valute, i dumping commerciali e la speculazione
sulle materie prime.
I socialisti d’Europa hanno un progetto per una crescita sostenibile,per avere più lavoro e
lavori migliori con una politica industriale europea, per garantire la piena occupazione e il
progresso sociale, per ridurre il debito pubblico aumentando il reddito e quindi le entrate
fiscali.
Vogliamo il progresso nella prosperità e non la recessione con l’austerità: la differenza tra
la nostra strategia e quella dei conservatori osannati dalla finanza mondiale è di 8 milioni
di posti di lavoro nei prossimi 5 anni.
Il nostro progetto è di fare agire tutti insieme i paesi e le istituzioni europee
-insieme, darci una vera politica industriale europea e far riprendere gli investimenti nelle
manifatture. Servono regole, innovazione, ricerca energetica e ambientale, investimenti
nell’efficienza produttiva, non tagli ai salari e ai benefici sociali
-insieme, arrivare a una vera integrazione sociale europea, anziché incoraggiare la
concorrenza al ribasso delle protezioni sociali. Definire insieme standard minimi di spesa
sociale e di eguaglianza di possibilità e di genere.
Occorre un Patto europeo per l’occupazione e il progresso sociale, per garantire la
crescita e combattere la disoccupazione. Gli stati membri devono essere posti in grado di
investire in miglioramento dell’istruzione, dell’innovazione, dell’addestramento al lavoro nei
settori a maggiore intensità di lavoro, come le tecnologie verdi, la salute e l’assistenza.
Bisogna elaborare politiche per combattere la disoccupazione giovanile e lo sfruttamento
all’ingresso del mercato del lavoro.
Occorre stabilire standard europei minimi di sicurezza sociale, di salario e di qualità del
lavoro. Su tutti questi temi, il Pse lancerà una campagna sociale di informazione e di lotta.
-insieme, riesaminare la spesa pubblica con criteri di efficienza, e istituire la tassa sulle
transazioni finanziarie e la carbon tax sulle produzioni inquinanti di energia per avere
risorse aggiuntive per la riduzione del debito e gli incentivi all’innovazione
-insieme affrontare il problema del debito, cercando di ridurlo con l’aumento del Pil e degli
occupati e non con la riduzione dei contributi ai disoccupati , la miseria e la disperazione
sociale. Anche i creditori delle banche che hanno provocato il disastro devono contribuire
al risanamento. E poi dobbiamo usare fino in fondo la grande forza dell’euro e delle
emissioni garantite dalla Banca Centrale Europea
-insieme, ricordare lo scopo per cui è stata costituita l’Unione europea, per superare gli
egoismi delle nazioni e per garantire un progresso sociale ed economico costante
coerente e solidale. L’Unione Europea è una fantastica opportunità per le nazioni e per gli
individui. ma dobbiamo cambiarne le regole di funzionamento, accentuando la parte
sociale e dettando precise regole di controllo finanziario e intelligenti regole fiscali che
lascino lo spazio per garantire il progresso sociale comune e gli investimenti anticiclici.
ULTRALIBERISMO E AUSTERITA’ NON FARANNO SUPERARE LA CRISI
Sintesi, liberamente tradotta da Claudio Bellavita, del documento approvato ad Atene dai leaders del PSE. La linea dei conservatori è ancora quella di far pagare il fallimento dei mercati finanziari alla gente comune.

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