“E’ difficile ricostruire in poche parole la vicenda politica e umana di Antonio Landolfi, non è facile affrontarla nella sua complessità”. Un breve scambio di battute con Rino Formica, commosso dalla scomparsa di un compagno di tante lotte politiche, che ricorda “eravamo della stessa generazione. Antonio ha attraversato la vicenda politica socialista per intero: scissioni, lacerazioni, lotte interne, unificazioni”. Poi Formica passa a delineare il profilo politico di Antonio Landolfi: “uno slancio autonomistico generoso, di natura libertaria. Senza paura di essere anche su linee di confine, di prendere posizioni coraggiose”. Formica ci racconta di un Landolfi autonomista, prima con Mancini, poi con Craxi. “Un autonomismo inteso come ricerca, come elaborazione politica, come condizione soggettiva di valutazione dell’oggettività”. Un esempio? “Gli anni del terrorismo. Landolfi lo combatté, ma avversando sempre ipotesi di governi emergenziali”. “E poi- conclude Formica – non sposava mai cause personali. Sempre politiche”. Forse è anche per questo che la morte di Landolfi lascia un vuoto molto profondo.
Tomaso Greco www.leragioni.it

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