Sull’Egitto e il suo governo si è detto, nelle ultime tre settimane, di tutto. Si sono fatte le più articolate ipotesi in vista della caduta del rais data ora per imminente, ora per eventuale. Intanto Mubarak ha rimpastato i vertici del suo partito e rimane in sella, sella dove, a ben contare, è seduto da ormai 3o anni (se escludiamo i precedenti 6 anni come vice-presidente).
Ma non è della vicenda del governo Mubarak, che peraltro può evolversi a minuti così come può restare stazionaria per giorni, che voglio occuparmi. Quanto del suo rapporto con i partiti socialisti e, in particolare, del suo rapporto con l’Internazionale Socialista. Il National Democratic Party è stato infatti a lungo membro dell’internazionale, dal congresso di Stoccolma del 1989 fino al 31 gennaio appena passato. In quella data il segretario generale Luis Ayala ha indirizzato una lettera a Mubarak spiegando che, visti i recenti e violenti sviluppi della vicenda egiziana, il National Democratic Party non è più compatibile con l’organizzazione mondiale dei socialisti.
La posizione dell’Internazionale Socialista, del tutto condivisibile quando parla di cooperazione per garantire la pace nell’area e per influire su altri processi di pace, assolutamente sottoscrivibile quando auspica una democrazia multipartitica in Egitto, arriva però sull’onda dell’attenzione internazionale per i fatti di questi giorni.
Lasciatemi dire: un po’ tardiva per un organismo che dovrebbe esercitare, e che generalmente esercita, un ruolo di guida e di raccordo tra le forze socialiste e democratiche in giro per il mondo. Se il partito di Mubarak non era democratico o comunque non era compatibile con i principi e i profili dei partiti dell’Internazionale, l’organizzazione avrebbe dovuto accorgersene prima delle sommosse odierne.
La speranza è che l’Internazionale Socialista riesca a svolgere, nel futuro dell’Egitto quali che siano gli assetti del dopo-crisi, un ruolo di sostegno nei confronti di forze politiche e uomini vicini alle idee e alle battaglie dei tanti partiti socialisti nel mondo. Possibilmente anticipando le istanze riformatrici e non, com’è accaduto in questa vicenda, dovendosi accodare agli avvenimenti.
Tomaso Greco www.leragioni.it

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