E” necessario, oramai, organizzarsi. Le elezioni potrebbero essere alle porte e non dobbiamo farci trovare impreparati. Non come al solito, quantomeno. “Uniamoci a corte, siam pronti alla morte. L”Italia chiamò”, dovrebbe essere, dunque, il nostro risorgimentale motto. Un”Italia laica, liberale, libertaria.
Occorre mettere infatti in piedi un”aggregazione politica che metta assieme laicità, libertà economiche ed individuali e diritti civili Occorre dunque sciogliere o federare in un un”unica formazione: Repubblicani, Liberali e Radicali (se lo vorranno). Occorre mettere in piedi una nuova “cosa”, ovvero una nuova “casa” con la quale puntare almeno al 4 % dei consensi. Occorre mettere in piedi un soggetto unitario di tutti i laici-liberaldemocratici-liberalsocialisti da chiamare, magari, Unione Democratica Liberale.
Un”aggregazione che possa parlare di unioni civili, diritti di cittadinanza, legalizzazione di marjiuana e hashish, testamento biologico ed eutanasia, ricerca scientifica, diritti degli omosessuali, oltre che di abolizione delle Province, riduzione della spesa pubblica e riduzione delle imposte. Un”aggregazione – questa possibile Unione Democratica Liberale – capace di coalizzarsi su pochi ma concreti punti programmatici con Futuro e Libertà di Fini (che già al suo interno gode di associazioni culturali laiche come “Libertiamo”, “GayLib” e “Socialismo e Libertà”), con l”Udc e con tutti coloro i quali vogliono puntare all”alternativa tanto a Berlusconi quanto ad una sinistra cattocomunista e giustizialista. Terzo Polo ? Giammai!
Secondo o primo polo al massimo. Ovvero garantire un”alternativa a Berlusconi ed ai suoi alleati di estrema destra per mezzo di una nuova coalizione capace di attrarre laici e cattolici oltre la destra e la sinistra.
Ove i laici facciano davvero i laici in Parlamento ed ove al governo si occupino di pochi ma concreti punti programmatici e di riforma. Per una Nuova Repubblica. Per una Terza Repubblica.I punti programmatici da mettere sul tappeto sono presto detti: abolizione delle Province; privatizzazione della Rai; riduzione della spesa pubblica improduttiva; progressiva riduzione delle imposte sino ad arrivare – possibilmente – ad un”aliquota unica; separazione delle carriere dei magistrati; spoliticizzazione del CSM; politica estera filo occidentale e filo israeliana con conseguente chiusura dell”amicizia politica berlusconiana con la Russia di Putin, la Bielorussia di Lukashenko e con la Libia di Gheddafi. No, dunque, all”amicizia fra Italia ed i Paesi dittatoriali.
Tutti punti sui quali nè Pd nè PdL sono d”accordo, ma sui quali, in Italia, i consensi raggiungono vette elevate e che saranno capaci di restituire credibilità al nostro Paese a livello internazionale. Armiamoci e partiamo, dunque. Le elezioni sono più vicine di quanto non possiamo nemmeno immaginare.
Luca Bagatin

Complimenti una volta di più a Puccio Cantoni per la sua proverbiale superficialità ed una punta di omofobia.
Le proposte di riforma della magistratura, faccio notare, sono state proposte sin dagli anni ’70 dai Radicali, dai Liberali, dai Repubblicani e dai Socialisti.
Berlusconi – il neocomunista amico di Putin, Lukashenko e Gheddafi – è arrivato decenni dopo.
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
La proposta di unione con Fini mette a nudo tutta la limitatezza e miseria della proposta per l’ “armiamoci e partite”.
Una gioiosa armata di gay , menefreghisti ,voltagabbana e trasformisti , solleciti a propagandare i diritti ma dimentichi di valorizzare e giustificare i doveri .Che comunque finiscono per incombere , non solo nella società italiana ,legata a precise radici storiche e culturali , ma anche in quei rapporti (diplomatici) con altri Paesi ,anche dittatoriali , e senza con questo il bisogno di una conduzione interna (nostra,come pare proposto) centralizzata e da centralismo democratico .
E significativa appare la riproposizione di motivi di governo già suggeriti dall’odiato Berlusconi( vedi anche il discorso sulla Magistratura ) , e sinora contrastati in vari modi da sinistre e “libertari”,mentre si denunciano strumentalmente alcuni aspetti della politica estera . Prima quindi di “condividere appieno l’idea” ,sarebbe bene capire di cosa si sta parlando…
Condivido a pieno la sua idea. E’ora che i diritti civili, la politica estera e quella finanziaria ricomincino a parlare laico. Meglio repubblicano. In questo momento particolare, per il partito dell’edera che prima, e giustamente unirsi con gli altri partiti laici, deve ritrovare la sua unità. Chi in questo momento è il segretario nazionale del partito, non ha quest’ idea, ma non rappresenta i repubblicani, né i loro sentimenti. La riunificazione è essenziale perché il PRI possa vivere e per vivere deve essere lontano mille miglia da Berlusconi. Deve ritrovare la sua natura, che è sempre stata quella dell’emancipazione civile, della separazione tra Stato e Chiesa, e di tutto quello che lei ha brillantemente accennato.