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CHE STRANO (E VARIO) PAESE

Adesso va di moda l’idea di sparpagliare ministeri fuori Roma, in città diverse. Un po’ come tante mini capitali. Calderoli a Bologna ha dichiarato: Anche Bologna dovrebbe avere un ministero. Ma Milano ha già detto allora se Bologna ne ha uno, noi che siamo Milano, almeno tre. E di questo passo cosa dovrebbero dire Torino e Firenze che per un po’ sono state capitali d’Italia?
di Fabrizio Binacchi

di Fabrizio Binacchi | 26 Settembre 2010

Che strano Paese. Che vario Paese. L’Italia. Il governatore del Veneto Luca Zaia va in un paese del trevigiano ad inaugurare un bar che un veneto, pensiamo un trevigiano, ha ricomprato da un cinese. Sventola bandiera veneta, sventola bandiera della Marca. A Bologna l’emerito prorettore Roberto Grandi studia e organizza viaggi in Cina col rettore Dionigi per importare ed esportare cervelli e progetti. 150 chilometri, due o tre fiumi, due Italia molto diverse, opposte. Là si celebra la riconquista veneta di un bar sottratto all’ennesimo acquisto del cinese, qui si cerca anche dopo Shanghai di capire come in due o tre anni possiamo legarci a carri cinesi per non rimanere fuori dal circuito del mondo moderno. Il capo ufficio stampa di Zaia, Giampiero Beltotto, ha fatto un comunicato in pompa magna per annunciare ai veneti che un bar è stato riconquistato alla bandiera veneta, qui non fa notizia che centinaia di cinesi vengono a studiare a Bologna (ma ancora per quanto?) per uno scambio che guarda avanti generazioni. Paure e speranze. Ma dice Roberto Grandi che ha fatto un mese e mezzo in Cina: ”Cosa possiamo offrire noi che i cinesi non abbiano già” Storia, cultura umanistica, tecnologia diversificata. “Si Fabrizio tieni conto di questo. Noi qui nelle università italiane diamo in mano tele – camerine in digitali agli studenti del terzo anno come se fosse un trofeo per cominciare a fare qualche immagine. In Cina già ai primi mesi del primo anno quelli che fanno comunicazione e affini girano in 3 D. In tridimensionale” Quando mai li raggiungiamo. E’ così. Strano mondo e strano paese, l’Italia così lungo e così vario. Per la scuola, per la sanità, per le strade per le culture. A Bolzano si fermano commossi al ricordo di Hofer, nel Salento miriade di luci nell’affollata processione di San Giuseppe da Copertino. Al nord si versano gocce alla sorgente del Po, lassù su sul Monviso, ah ricordi di lezioni di geografia alle elementari, Il Monviso chissà dove sarà mai, e giù a Napoli fanno ohh per le gocce del sangue di san Gennaro. Un Paese veramente vario. Adesso va di moda l’idea di sparpagliare ministeri fuori Roma, in città diverse. Un po’ come tante mini capitali. Sulla carta l’idea è splendida e darebbe un significato, anche formale e ufficiale, ad una sorta di federalismo delle istituzioni e non solo della finanza o delle spese. Così adesso si scatenano le città . Calderoli a Bologna ha dichiarato: Anche Bologna dovrebbe avere un ministero. Ma Milano ha già detto allora se Bologna ne ha uno, noi che siamo Milano, almeno tre. E di questo passo cosa dovrebbero dire Torino e Firenze che per un po’ sono state capitali d’Italia: almeno due ministeri. Ma quali. Milano economia e industria vista la storia della capitale del Nord o per contrappasso ministero delle mode e dei beni immateriali’ Mah. E Firenze ministero dei Beni culturali o ministero della gioventù, visto il giovane e aitante sindaco. E nel Veneto quanti ministeri e quali? Se ne prende uno Venezia chissà cosa dirà Verona? E tra Napoli, Palermo e Bari cosa distribuire? L’ambiente?E quando il presidente del Consiglio deve convocare i ministri meglio una video conferenza, una web chat (mh, forse troppo moderna) o una spola aerea dai vari aeroporti? Mi sa che ci si infila in una corsa contro il muro. Federare non vuol dire disseminare o sparpagliare. Certo fa scena annunciare che due ministeri possono finire sotto la Madonnina. Ma dopo a che serve? Se il comando sostanziale è sempre all’ombra del cupolone. Viviamo stagioni di annunci e di ipotesi. Viviamo anni di attesa. Ma non si sa di che.

Fabrizio Binacchi www.virgola1.splinder.com

Pubblicato in : CornerBlogTag: anni, bari, bologna, calderoli, capitali, cina, dichiarato, federalismo, firenze, italia, milano, mondo, napoli, notizia, palermo, presidente del consiglio, roma, san gennaro, sanità, scambio, scuola, shanghai, studenti

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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