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L’inutile politica o la politica inutile

di Chiara Boriosi | 9 Gennaio 2012

Permane, nonostante tutto, la nostra ferma opposizione all’antipolitica, velleitaria e dannosa, irragionevole e pericolosa, parolaia e violenta, ma e’ certo che questa politica, la respingiamo in toto.

Vorremmo scrivere, in un empito di ottimismo, che stiamo assistendo alla lunga, estenuata agonia della politica italiana, ma questo non sarebbe onesto, poiché in realtà la politica, nella sua migliore accezione, nel nostro paese risulta già morta da molti anni.

Sopravvive, invece, la politica inutile, che genera il frutto incestuoso della inutile politica, quella che ancora trova spazio nei talkshow televisivi, nelle pagine dei quotidiani, e non cessa di stupirci – del tutto negativamente, si intende – per la sua ottusa e persino mostruosa volontà di reiterare se stessa e la propria stolta vuotaggine oltre ogni umana possibilità.

Viviamo in realtà un paradosso, che certo non e’ casuale ma discende dagli ultimi vent’anni di sterilità accidiosa che hanno segnato un passaggio del tutto virtuale fra Prima e Seconda Repubblica, una apparente iperattività basata sullo strepito tribale e stesa come un lenzuolo a coprire il corpo di un paese tenuto in vita artificialmente.

Il paradosso sta nel fatto che pur avendo staccato di colpo la spina alla politica, in favore di una soluzione “tecnica”, con molte virgolette, e dunque avendo tracciato una linea netta fra l’operato del governo, mera estensione del protettorato europeo a matrice franco-tedesca, e quella dei partiti, potevamo persino legittimamente attenderci che questi ultimi, sollevati dal peso del disastro da loro provocato ma soprattutto dalla palese incapacità di gestirlo e risolverlo, si dedicassero, se non altro per semplice buon senso non disgiunto da un forte istinto di sopravvivenza, ad una meritoria e necessaria opera di ripensamento e rinnovamento al loro interno, approfittando della insperata tregua concessa loro da Napolitano e Monti.

Invece. Invece in questi giorni e’ apparsa sempre più evidente e disperante la distanza siderale che ormai da anni separa i partiti dai cittadini, tanto da farci persino dubitare della effettiva capacita’ di intendere e di volere dell’esercito di politici e politicanti che ancora occupa ogni posizione chiave di questo paese.

Assistiamo sgomenti – ma solo per nostra palese dabbenaggine, sia chiaro – alla strenua battaglia ingaggiata da parlamentari di ogni colore che si sbracciano a dimostrarci che non solo sono sottopagati ma che sono i più poveri in Europa, con ciò sottintendendo che l’elevata prestazione di cui ci hanno fin qui omaggiati portandoci alla bancarotta e’ cosa di cui dovremmo esser loro anche grati, poiché fornita a prezzo di un sacrificio economico notevole da parte loro.

Ascoltiamo basiti – sempre per nostra dichiarata storditaggine – alla rivolta di sindaci, governatori e parlamentari assortiti contro il blitz della Guardia di Finanza a Cortina, in nome di una presunta concezione liberale dello stato che a noi, liberali davvero e da sempre, provoca lancinanti dolori, con l’aggravante della motivazione protezionistica: se spingiamo gli evasori fiscali ad andare in vacanza a Saint Moritz, come sopravviveranno i commercianti e gli albergatori cortinesi?! Dunque noi che pensiamo, ingenuamente si intende, che se invece gli evasori fiscali li mettessimo in galera, sarebbero del tutto impossibilitati ad andare in vacanza in qualsiasi luogo finche’ non avessero saldato il loro debito con lo stato, siamo davvero primitivi e sprovveduti.

Leggiamo, con amara ironia mista ad inenarrabile tristezza, il carteggio fra Calderoli e Monti sulla cena di Capodanno a Palazzo Chigi, come se il debito pubblico che ci divora fosse dovuto ad un piatto di lenticchie sia pure in senso biblico e non piuttosto, o anche, alla mostruosa superfetazione di tutti quegli enti statali e parastatali, paradiso dei beneficati dei capibastone politici, che il Ministro alla Semplificazione Calderoli avrebbe dovuto eliminare. Tutti. E che invece sono ancora tutti in piedi e ci costano l’iradiddio.

Permane, nonostante tutto, la nostra ferma opposizione all’antipolitica, velleitaria e dannosa, irragionevole e pericolosa, parolaia e violenta, ma e’ certo che questa politica, inutile e malata di se stessa, parassitaria, imbelle, fuori da ogni controllo e resistente ad ogni sciagura, la respingiamo in toto.

E quello che più ci preoccupa e’ che nessuno sia in grado di porci rimedio.

Non Monti, che sta ben saldo sulla sua presunta posizione super partes e se ne lava le mani, come ha fatto per la ulcerosa questione degli stipendi dei parlamentari, rimettendo tutto in mano al Parlamento.

Non Napolitano, che non ha poteri in questo senso e che, anagraficamente e culturalmente, e’ comunque figlio di una vecchia politica che ha generato questa inutile politica.

Non i leaders di partito, che sono pronti solo alla difesa ad oltranza del loro orticello e faranno le barricate fino all’ultimo secondo, pur di mantenere in vita la mostruosa rendita di posizione che noi cittadini siamo chiamati, ed obbligati, a finanziare ogni giorno.

E allora?!

E allora non restiamo che noi. Un tempo, in un altro secolo, in un altro millennio, abbiamo creduto e praticato ciò che in buonafede avevamo chiamato passione civile. Prima che sia davvero troppo tardi, dobbiamo ricordare cos’era e ritrovare in noi la forza di recuperarla, per ricominciare – o forse per farlo per la prima volta – a batterci in prima persona per il nostro presente ed il nostro futuro.

Il tempo delle deleghe e’ finito, si vince o si muore tutti insieme. I privilegi non si possono più difendere, e questo vale per i tassisti, i farmacisti, gli avvocati, i giornalisti e qualunque altra Casta travestita da opera di bene stia ancora arroccata in difesa dell’indifendibile.

O siamo noi a tirarcene fuori, ed a costringere la politica a ripartire da capo, o saranno loro, seduti sugli scranni del potere, a farci finire consumati dalla loro famelica voracità.

Non abbiamo molta scelta, ma personalmente preferiremmo batterci a mani nude piuttosto che pagare la prossima vacanza alle Maldive dei Presidenti di Camera e Senato e del loro sodale leader del Terzo Polo.

Al netto di ogni populismo, smettiamo di mantenere i parassiti e ricominciamo da noi.

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.boTag: politica italiana

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Alberto Lopez

    13 Gennaio 2012 alle 00:02

    Complimenti, Chiara, per l’articolo e per gli interventi successivi. Ma che te lo dico a fare :-).

    P.S. Obama è stato eletto anche con numerosissimi contributi da 5 dollari di comuni cittadini. E qualche cosina in discontinuità con la precedente Amministrazione contro alcune potenti lobbies l’ha fatta. Tipo ritiro dall’ Iraq (Bush vi aveva fatto costruire un ‘immensa base militare per una permanenza USA pluridecennale) e una riforma saniatria che con tutti i difetti che le si possono attribuire (e di difetti ne ha, per carità) un po’ contro il monopolio delle corporazioni delle compagnie assicurative private ci è andato. Sulla democrazia e sui suoi mali, poi, si potrebbe aprire un dibattito davvero impegnativo, ma vale, soprattutto, che “La democrazia, bisogna meritarsela, non basta sancirla con la Costituzione.”

    Rispondi
  2. Chiara

    12 Gennaio 2012 alle 13:14

    Caro Paolo, la modifica della legge ma sopratutto del sistema elettorale, come ho scritto nel precedente commento, dovrebbe proprio correggere le storture di cui parli e restituire al voto il suo valore primario. Che va capito anche da noi cittadini, e va saputo esercitare con grande senso di responsabilità. La: democrazia, bisogna meritarsela, non basta sancirla con la Costituzione.

    Rispondi
  3. Paolo Francia

    11 Gennaio 2012 alle 02:56

    Perché Chiara, credi davvero ancora che il voto porti al vertice dei Paesi, oggi, qualcuno eletto dal popolo?!? Ma chi ci crede piu’! I poteri forti, le multinazionali, le banche, scelgono chi sarà premier, non la gente, quella fa da contorno, da decoro, deve esserci per salvare le apparenze e per far credere, a chi vuole, che il popolo oggi elegge qualcuno! Ma per favore, gli stessi poteri decideranno se Obama resterà in sella oppure no, idem per Sarkozy (a mio avviso sarà lui il successore di se stesso) e lo stesso per la Merkel.
    Il voto del popolo é spinto col denaro dei potenti perche questo o quello sia eletto, allora meglio uno, cento o mille monti, facciamo una catena montuosa Chiara, almeno la maschera dell’ipocrisia della “volontà popolare” é gettata e il gioco é forse sporco, ma non meno credibile della sceneggiata del voto!
    Se il voto poi fa saltare le regole o i pronostici, non sempre é a fin di bene, guarda che macello sta facendo il governo ungherese!
    Credo che il suffragio universale non sia proprio la forma migliore perché con la storia della legittimazione popolare si fanno tantissime schifezze, come il governo Berlusconi-Lega ha ben dimostrato!
    Non si dovrebbe dare questa importanza mediatica e vitale alle elezioni, la gente dovrebbe parlarne una settimana prima, invece la menano per 5 anni! Ormai , dopo due giorni dal voto, si é già al voto successivo in una frenesia ridicola e pazzesca, come il Natale, appena passato si ricomincia a decorare! A fine settembre già i decori di Natale brillano, presto sarà in agosto, poi in giugno, alla fine sarà Natale tutto l’anno e si voterà ogni giorno…..boh?!?

    Rispondi
  4. Chiara

    9 Gennaio 2012 alle 18:20

    Caro amico, paradossalmente una risposta ci viene proprio da quanto stiamo vivendo in questi giorni, sotto un governo che non nasce dalla politica ma dalla propria specificità professionale. Tu dici: come si fa a ripartire senza una classe dirigente politica? Io ti rispondo che sarebbe l’ora di pensare che fare il politico significa nient’altro, in primis, che amministrare la cosa pubblica per il bene comune, esercizio che nonnrichiede geni ma semplicemente gente preparata ed onesta. Nel nostro Parlamento alberga l’ignoranza grazie alla legge elettorale che ha permesso ai partiti di nominare solo servi sciocchi, ma in questo paese ci sono ancora risorse umane di qualità. Selzionamole con le primarie, rendendole obbligatorie per tutti i partiti e per tutti i livelli di consultazione elettorale, ed otterremo un doppio risultato: liberarci una volta per tutte dei vecchi politici, e per vecchi intendo coloro che hanno fatto troppe legislature, semplicemente non votandoli più, e rinnovare in toto la classe politica, dai consigli comunali fino al Parlamento.

    Rispondi
  5. Ezio

    9 Gennaio 2012 alle 16:21

    Pienamente daccordo con te Chiara, ma…
    ricominciare da noi senza una classe dirigente? senza una classe politica? non credo che si possa…!Bisognerebbe mandare tutti a casa, praticamente azzerare tutto e ripartire. Facile a dirsi, ma a farsi …? Io un’idea ce l’avrei… mandiamo tutti a casa…
    facciamoci “governare” per un quinquennio da un parlamento dove i vari ministri potrebbero essere il ministro degli esteri danese, il ministro dell’interno svedese il ministro dell’istruzione inglese.Si potrebbe pensare in tal senso, ma che interessi potrebbero avere per il nostro paese? beh, credo che peggio dei nostri che abbiamo avuto negli ultini 20 anni noi potrebbero fare.

    Rispondi

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