Caro Nicola
non so se può interessare una riflessione che faccio da molto tempo sull’aeroporto di Peretola e della quale non riesco a decifrare i contorni (come forse accade a molti altri cittadini).
Ancora oggi mi capita di leggere nei giornali dell’ormai tedioso problema della direzione, ortogonale o parallela all’autostrada, della pista di Peretola.
Non si tratta di una questione di geometria ma di un problema politico.
Sono vari anni che la questione dello sviluppo aeroportuale di Peretola è in discussione senza trovare soluzione. Di tale situazione però, all’opinione pubblica, non viene fornito il quadro generale del problema ma soltanto la questione “geometrica” suddetta.
Se il problema fosse soltanto questo, tale problema non esisterebbe in quanto Peretola può aumentare la propria capacità soltanto dotandosi di una pista parallela all’autostrada. Non vi sono alternative plausibili. A una maggiore possibilità di rullaggio degli aeromobili corrisponderebbe anche una maggiore sicurezza per la città insieme a un aumento della capacità dei voli.
Vi saranno pure delle controindicazioni (lo spero per quelli che “remano contro”) e saranno pure valide (il parco di Sesto F.no, un angolo di decollo/atterraggio da valutare con attenzione, qualche esproprio da eseguire, forse?….). Tali ragioni però, a fronte di un interesse così grande per l’intera città, risultano quasi risibili. Allora perché?….
Forse sono Pisa e Bologna a pesare molto e a temere il confronto con Firenze?….. Forse è qualche “nostro” politico a lavorare perché tali potenti lobbyes la spuntino lasciando Firenze, una delle città capoluogo di regione più visitate al mondo, senza un aeroporto degno di questo nome?…..
Perché, dunque, ciò che emerge nel pubblico dibattito è solo l’aspetto “geometrico” quando, invece, è solo un problema politico e di businnes? Parliamo chiaramente per favore!
Saluti,
Andrea Viero
Caro Andrea,
come certo ricorderai, sono stato per quattro anni presidente della società di gestione dell’aeroporto di Firenze. E tanto mi basta per provare un senso di nausea di fronte al ripetersi, sempre uguale, di antiche polemiche e di roboanti proclami sull’immancabile rilancio dello scalo fiorentino. Sono tutte balle, caro Andrea. Collocato come è, con una montagna a un capo della pista, l’autostrada all’altro, case alberi e fabbriche lungo la traiettoria di decollo e atterraggio, Peretola sta dando il massimo. Chi parla di prospettive di crescita racconta balle. Si può e si deve parlare soltanto di maggiore sicurezza e continuità: al massimo di un maggior numero di decolli e atterraggi realizzando, finalmente quella bretella di rullaggio che consentirebbe ai velivoli di non occupare la pista se non per lo stretto tempo necessario all’arrivo e alla partenza.
E’ dura, ma occorre prendere atto che Firenze avrebbe potuto avere un grande aeroporto ma buttò al vento la grande occasione nel 1973/74. La localizzazione era San Giorgio a Colonica, nella piana pratese: era già stata costituita la società e lo Stato aveva stanziato i soldi. I potenti dell’epoca e lobbies di varia natura ( il PCI, gli industriali pratesi che avevano aspettative sui terreni interessati, ed anche il disegno, è vero, di favorire Pisa e Bologna) mandarono tutto alle ortiche.
I loro eredi detengono ancora il potere politico ed economico a Firenze e in Toscana. Amen. (n. c. )

Ergo ,senza forse e senza ma : i detentori di quel potere politico vanno mandati a lavorare . Lavoro a domicilio.Comunque . Ma forse la bandierina sventolata sino ad oggi ci impedisce di prendere coraggio …ed appare questo il vero problema.