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CHI HA PAURA DELLA LEGA?

In questi giorni sono stati pubblicati i risultati del primo sondaggio sulle intenzioni di voto dei toscani alle prossime elezioni regionali e, per quanto si possano e si debbano prendere con le dovute cautele certi dati, è indubbio che ci inducano ad alcune riflessioni sul tema. Innanzitutto, ci colpisce la tenuta del Pd che, pur travolto dalle vicende giudiziarie fiorentine e dalle conseguenti implosioni interne, tiene su base regionale tanto da poter tranquillamente ipotizzare di correre da solo, senza l’aiuto di Rifondazione Comunista che in Toscana, specie in certe sacche oltranziste, conta ancora su un serbatoio di voti non indifferente.

di Chiara Boriosi | 8 Novembre 2009

In questi giorni sono stati pubblicati i risultati del primo sondaggio sulle intenzioni di voto dei toscani alle prossime elezioni regionali e, per quanto si possano e si debbano prendere con le dovute cautele certi dati, è indubbio che ci inducano ad alcune riflessioni sul tema. Innanzitutto, ci colpisce la tenuta del Pd che, pur travolto dalle vicende giudiziarie fiorentine e dalle conseguenti implosioni interne, tiene su base regionale tanto da poter tranquillamente ipotizzare di correre da solo, senza l’aiuto di Rifondazione Comunista che in Toscana, specie in certe sacche oltranziste, conta ancora su un serbatoio di voti non indifferente. Questo dato ci conferma, se ancora ne avessimo bisogno, la giusta analisi della natura del radicamento del Pd sul territorio, dovuto non certo all’ideologia – chè altrimenti le conseguenze dell’inchiesta giudiziaria sarebbero pesantissime sulla fiducia degli elettori – quanto alla rendita di posizione che deriva dal controllo di migliaia di posti di lavoro direttamente o indirettamente dipendenti dal partito stesso e dalla sua egemonia indiscussa in questa regione. Un serbatoio di voti clientelari, costruito negli anni e, a quanto pare, garanzia assoluta di continuità, qualunque siano le vicende e le traversie del Pd. Per contro, il sondaggio rileva due dati significativi: se si votasse oggi, il Pdl sarebbe in netto calo rispetto a tutte le precedenti tornate elettorali, mentre la Lega addirittura quadruplicherebbe i voti, passando dal 2 all’8%, risultato che certo avrebbe del clamoroso e che, ripetiamo, pur ragionando in questo momento su un semplice sondaggio, certamente fa riflettere. Soprattutto se leggiamo questo dato alla luce del commento che ne ha fatto Denis Verdini, Coordinatore nazionale del Pdl e Dominus indiscusso del partito in Toscana; sostiene, Verdini, che l’incremento esponenziale della fiducia degli elettori toscani verso la Lega sia dovuto all’immagine che questo partito offre di sé, ovvero quella di una parte politica che si esprime con toni sbrigativi e duri su temi come la sicurezza e l’immigrazione, e che attraverso l’operato dei propri rappresentanti locali e nazionali ispira ai cittadini l’idea di un partito molto presente, molto radicato sul territorio, molto attento ai localismi e dunque alle istanze della popolazione. Ora, non ci permetteremmo mai di sostituirci all’operato del Coordinatore Nazionale del primo partito italiano, ma al suo posto ci verrebbe quantomeno spontaneo continuare la riflessione sopra esposta chiedendoci perché, invece, il Pdl in Toscana si comporta in maniera esattamente inversa alla Lega, ed infatti viene dato in calo, non riuscendo ad imporsi se non per sporadici episodi di assoluta esasperazione popolare, sotto i colpi della crisi economica di un intero sistema, come è accaduto a Prato alle ultime amministrative. La situazione di Firenze è infatti del tutto emblematica delle linea di condotta apparentemente incomprensibile tenuta dal Pdl: da quando è entrata in vigore la legge per l’elezione diretta del sindaco, la coalizione di centrodestra non ha mai candidato un proprio esponente ma ha scelto sempre soggetti estranei alla politica e non appartenenti al partito, che hanno ricevuto solo i voti di coloro che comunque si sentono del tutto lontani dal Pd e non hanno altra alternativa, se vogliono esercitare il loro diritto al voto, che quella di sciropparsi la galleria dei fenomeni estratti di volta in volta dal cilindro del centrodestra. Ne deriva, però, che se una coalizione, oltretutto al governo nazionale, ad ogni elezione locale o regionale delegittima, di fatto, i propri uomini, quelli che la gente impara a conoscere perché consiglieri comunali, provinciali o regionali, quelli con i quali riesce ad instaurare un minimo di dialogo per vicinanza territoriale, non candidandoli a sindaco, o ad incarichi più importanti, preferendo proporre nomi che sono solo specchietti per le allodole, di fatto mina inesorabilmente la propria credibilità ed allontana da sé i propri elettori. Perché, infatti, questi dovrebbero votare un partito che per primo non crede in sé ed in chi lo rappresenta?! Chi scrive ha più volte sostenuto che vedere Calderoli al governo ed in Parlamento è un colpo al cuore di chi crede nel rispetto degli altri e nei fondamentali valori liberali, però è perfettamente in grado di riconoscere in questa scelta, come nella scelta di altri uomini e donne con i quali non condividiamo nulla, la coerenza di un partito come la Lega che porta avanti i propri esponenti e con essi premia il territorio che li ha espressi. Dunque, il risultato del sondaggio non ci stupisce, aspettiamo invece fiduciosi l’ennesimo coniglio estratto dal cappello che il Pdl saprà esporre in Toscana all’ennesima debacle elettorale, del tutto voluta e forse sapientemente cercata. Alla faccia dell’alternanza, che qui pare destinata a restare un sogno impossibile.

ChiBo

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    22 Novembre 2009 alle 12:30

    “Vadano a Strasburgo, tanto per citare una città…”: giusto ,mancava solo la Firenze francese ! Andate ,andate …magari restateci almeno un po’ ,tanto per capire bene come sia sempre verde l’erba del vicino. Ci sono tante altre città storiche che salvaguardano il proprio centro storico con la pedonalizzazione (quella vera ,non quella concessa al transito di cani e porci con il pass , per fare le multe agli sprovveduti che -vedendo il traffico- ci si infilano dentro per emulazione), e non se ne vergognano , nè si reputano sorpassati o conservatori.

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    10 Novembre 2009 alle 10:15

    Paolo ha ragione, nel ‘700 gli amministratori più illuminati andavano da una corte all’altra del continente, svedesi in Austria, francesi in Prussia ecc. Potrebbe essere un’idea per Firenze.

    Rispondi
  3. Paolo

    10 Novembre 2009 alle 00:54

    Firenze é una città all’abbandono, che si é sempre data arie da grande metropoli senza mai esserlo, prigioniera e schiava della sua storia ricca e fastosa, gestita male perché cosi la gente vuole, si lamentano quasi tutti a Firenze, ma poi votano lo stesso da decenni, come nel resto della Toscana, e se cambiano, é un cambio tra atei di sinistra e cattolici di sinistra.
    Cosa dovrebbe spingere lor signori a governare bene, a valorizzare il bello integrandolo all’evoluzione della tecnologia, se sanno che chiunque si presenti, persino un porro, sarebbe eletto?
    Cosa ci vuole a fare una rete tramviaria efficace e che ben si integri al territorio? Perché i sindaci di Firenze invece di mangiare il panino con la trippa non se ne vanno a visitare altre città storiche dove questi problemi sono stati brillantemente risolti? Vadano a Strasburgo, tanto per citare una città….forse si dovrebbe far amministrare la città da stranieri ogni qualche anno, oppure semplicemente trovare persone in gamba che non facciano parte di alcun partito, cosa che con il clientelismo radicato é praticamente impossibile.

    Rispondi
  4. Chiara

    9 Novembre 2009 alle 12:09

    Marzio: analisi impietosa quanto profondamente realistica. Grazie.
    Maria Rita: alla tua domanda finale, alla quale mi pare tu dia la corretta risposta, ne aggiungo un’altra: e come mai non si indaga sulla scandalosa tramvia?! Perchè vedi, ho come l’impressione che lì, a diffrenza dell’attuale indagine su Quadra e Castello, non andrebbe di mezzo solo un partito, ma non resterebbe in piedi nulla…

    Rispondi
  5. Maria Rita Monaco

    9 Novembre 2009 alle 11:38

    Sono tanti i “clienti “ fiorentini e toscani che dipendono dai favori o dai posti di lavoro elargiti dal PD e questo potrebbe spiegare il fatto che di alternanza in Toscana si parla tanto ma non si riesce ad attuarla. Firenze, grazie all’azione di “disturbo al manovratore” da parte dei tanti comitati nati in questi anni, pareva essere ad un passo dall’ottenerla, ma il PDL, dopo aver scelto di sostenere una lista civica con candidato sindaco Giovanni Galli, non solo ha tirato i remi in barca ma ha assistito immobile ad una lotta interna di “corsa alla poltrona” lontana dalle esigenze della lista e dei cittadini e si sa che una lista civica se non sostenuta con forza ha grossi problemi ad affermarsi. Risultato? Ancora per cinque anni possiamo scordarci il significato della parola alternanza e neanche la nomina a sindaco di Matteo Renzi, nonostante i suoi proclami e i suoi “vedremo” “faremo” “riveleremo”, lascia sperare in qualche cambiamento in quella palude melmosa che è diventata, da ormai troppi anni, la politica a Firenze. In questa palude l’unico fremito di vita è dato dall’affermazione della Lega che, sostituendosi ai sindacati e parlando con gli operai, fa intravedere un barlume di speranza. Così mi spiego il Pd che regge, il Pdl che arretra e la Lega che avanza, il tutto accompagnato da un dubbio: c’è un inciucio , parola orribile anche solo a pronunciarla, tra Pd e Pdl, c’è una spartizione del potere alle spalle dei cittadini? Propendo per un sì forte e chiaro che spiegherebbe tante cose soffocando al contempo ogni speranza.

    Rispondi
  6. Marzio Siracusa

    9 Novembre 2009 alle 10:09

    Sì, il clientelismo regionale del PD in ogni settore è scandaloso, dalle cooperative per sturare i cessi delle mostre alle cariche nelle “eccellenze” inventate che stanno crescendo come funghi. Ma c’è anche un dato soltanto razziale: la sinistra toscana è riuscita a incarnare la convinzione dei toscani su una loro millenaria superiorità etnico culturale che la sinistra appunto difende. La sinistra degli etruschi! Per questo tutto fa brodo, dalla mammografia al seno alla bistecca, dal viaggio a Capo Verde a Monte Senario, dal Michelangelo degli addetti/e del polo museale al panino alla trippa, dalle bestemmie d’un Benigni in paradiso a un Mutu che aspira la “c”, dalla ribollita alla Crusca, e tutto sapientemente condito con i ponti che per l’eternità crolleranno nel ’44 e con l’Arno che per l’eternità strariperà nel ’66, ossia il tutto condito dalla disperata ricerca di nostalgie che facciano da colla della superiorità etnico razziale. Da decenni la Toscana è in mano a una “Lega” antelitteram dove l’invenzione d’una favolistica locale si sposa con la retorica dell’istinto alla schiettezza e alla libertà, dove il Derci, Capponi, Potente e don Milani vanno a braccetto tirandosi pedate. E iI tutto sempre ben stufato nei sapori dai cospicui cucchiai della bava socialcattolica, strabica però, con l’occhio buono a sinistra e il meno buono a destra. Non si sa mai! In tale contesto si comprende come anche i laici non abbiano più orientamento e seguano il corteo di questa bigotteria “sui generis”, credendo prima o poi di ritrovarci Mazzini o i Rosselli o Gobetti. E poiché allo stato delle cose la descritta supremazia dei toscani è una supremazia nella volgarità sbrigativa delle idee automatiche e nel qualunquismo spiritoso che ne deriva, resta il problema gigantesco di traslare tanta volgarità a destra. PERCHE’ SENZA IL PRIMATO NELLA VOLGARITA’ E NEL QUALUNQUISMO SPICCIO DELLE IDEE AUTOMATICHE IN TOSCANA NON SI GOVERNA, così dimostrano il ’21, il ’45 e il ’66. Da sessant’anni la sinistra toscana ha l’appalto di questa volgarità untuosa, ma l’attuale destra regionale che scalda i banchi dell’asilo non sa nemmeno dove comprare il sillabario per cominciare a studiare seriamente la questione. M.S.

    Rispondi

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