
un po’ tutti documentari e letto articoli forse un po’ troppo pro, oppure come
il personaggio del resto stimola, un po’ troppo contro. Come recita la saggezza
popolare, la verità probabilmente, sta spesso in mezzo.
Io direi che tra le opinioni di Fini e Travaglio e il famoso filmato mandato
in onda da Mediaset la scorsa settimana, in una regione immaginaria che sta
proprio là in mezzo, c’è una zona dove la verità è forse più vicina.
Uno come Craxi ha contemporaneamente rappresentato il meglio della classe
politica della c.d. I Repubblica, e allo stesso tempo ne ha interpretato gli
eccessi più deleterii.
Né solo un santo, né solo un farabutto.
Certamente il campione tra i suoi colleghi e concorrenti.
Il problema semmai avviene quando si propone il paragone con gli uomini di
“Stato” dell’oggi, o aspiranti tali.
Ecco che allora la sua statura politica , il cui piedistallo fu pure
impastato certamente di sangue e merda, di nani e ballerine, di convento povero
e di frati ricchi, si erge solitaria su tutti gli altri, fosse solo per
continuare ad offrire la mai doma spavalderia alle ingiurie dei contemporanei e
della storia.
Lasciate però il diritto e l’onore ai socialisti di rimpiangerlo e
commemorarlo, giacché in questo paese si sono visti pascolare impunemente, e
talvolta assurgere alle più alte cariche dello stesso Stato che disprezzò e
condannò Craxi, adoratori e accoliti di turpi assassini come Mussolini e
Stalin. Così come del suo epigono nazionale Togliatti, che pure mandò a morte
centinaia di oppositori (negli anni della Guerra di Spagna e nel lungo perodo
in cui alloggiò nel famigerato Hotel Lux a Mosca) del bieco totalitarismo di
cui fece parte e (cosa che l’Italia ancora sta pagando) portando il cancro
della menzogna e il tradimento degli interessi stessi del popolo e dei
lavoratori, in Parlamento e nelle Istituzioni democratiche.
Sarà pure demodèe, ma continuo a pensarla come il mio illustre compaesano,
Montanelli: Tra l’assassino e il ladro, non ho alcun dubbio su quale
scegliere.
E Bettino certamente non fu solo Ghino di Tacco, o “Craxi il fuggiasco”.
Cino Sarge

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