Finalmente c´è stato un congresso vero come non se ne assisteva da qualche decennio, con vere votazioni e con mozioni contrapposte. Un po´ di animosità sanguigna non poteva mancare in casa socialista sia pure in versione mignon.
Valter Veltroni con la solita faccia di corna non mi è sembrato risentito dei fischi della platea del PS.
E´ fin troppo noto che i fischi fanno parte della politica. Ne hanno ricevuti un po´ tutti, da Berlinguer a Fanfani, nella prima e nella seconda repubblica.
E se siamo già nella terza hanno ben iniziato i compagni congressisti del PS.
Chi invece se ne è risentito è stato più di un sedicente dirigente del PS.
Ugo Intini ha perso una grande occasione per stare zitto perché Veltroni al congresso del PS, sempre versione mignon, non ci ricorda Marco Pannella (vecchia maniera) che sfidando tutto e tutti andò al congresso del MSI di Almirante.
Veltroni invece è venuto a vedere se c´è l´opportunità di acquistare il marchio socialista per la “nuova Unione”, proprio come si compra un marchio di salami.
Il suo intervento è stato di una inusuale chiarezza. Mi è parso di sentire che “… se volete entrate sventolando pure la vostra bandierina per fare contenti i soliti fessi, ma dovete sedervi buoni buoni vicino a Di Pietro. Questo è il solito centrosinistra cattocomunista e giustizialista. Prendere o lasciare …”.
La platea dei compagni e delle compagne socialiste che erano li onestamente a rappresentare un´aspettativa che è nel profondo di tanti di noi socialisti ha fischiato Veltroni che è venuto (… oserei dire legittimamente da parte sua …) a vedere se era possibile comprare il marchio o chi il marchio ha fatto capire che è pronto a venderlo alla “nuova Unione”?
Faccio gli auguri al compagno Riccardo Nencini non solo di essere il capo, ma soprattutto di non partecipare alla vendita del socialismo italiano.
Gino Di Maro

Non è facile comprendere il senso dei commenti di Di Maro, dato l’uso del suo idioma italo-rondinino , ma tutto sommato ci si riesce quasi sempre.Io ci sono riuscito ma non posso condividere.
Intanto vediamo i fischi all’odiato dabliù Veltroni : non dovuti ad incompatibilità genetica,ma propio al fatto che -prima delle elezioni – il PS doveva restare fuori, mentre dopo,vista la “riuscita” dei dipietrini ,si tende una mano .Anche il più imbecille dei retrogradi avrebbe fischiato.Con fischi quindi non politici ( o sarebbe meglio dire partitici?), ma di umano disappunto.E colorare quei fischi di connotati politici è proprio patetico.
Quanto al peana per Riccardo Nencini ( che prima non doveva celebrare neppure il congresso ,mi par di ricordare ),l’augurio di fare il capo non è necessario. Per propria natura ,Riccardo non mira a guidare un partito politico del tipo sotteso dalla nostra Costituzione , ma semplicemente ad organizzare una banda di seguaci ,il più numerosa possibile. Ed in questo è veramente abile, e bravissimo.
Il nostro Gino ci pare già in prima fila…