Probabilmente oggi è anacronistico considerare la religione ‘oppio dei popoli’, però forse non è sbagliato pensare alla religione, anzi alle religioni, come ad una sorta di ‘serbatoi virtuali’ di risposte per chi non riesce a trovarne. Credere in un sistema religioso verso cui orientare la propria vita e le proprie azioni, probabilmente è appagante e rappresenta un arricchimento se può servire ad esaltare motivazioni e talenti, a promuovere la capacità di vivere in armonia con se stessi e con gli altri, di impegnarsi, ciascuno nel proprio ambito, per contribuire allo sviluppo della società in cui si vive. Ma se lo scopo e la ragione profonda per cui un individuo sceglie di abbracciare questo o quel credo religioso consiste nel cercare soluzioni preconfezionate ai propri disagi ed ai propri conflitti interiori, la religione diventa superstizione e quasi ‘idolatria’. Affidarsi ad una divinità piuttosto che ad una pratica (come, per esempio, nel Buddismo) perché risolva problemi e sciolga nodi, senza sapere quali siano i problemi reali da risolvere e i nodi da sciogliere, è come pensare che esista una formula magica che permetta di realizzare i desideri o semplicemente dare la pace. Preghiere e recitazioni di pratiche senza conoscersi, senza sapere chi siamo e cosa desideriamo per la nostra vita, sono formule sterili, estremo rifugio della vanità delle speranze.
Ogni religione ha i suoi ‘miracoli’: chiunque si riconosca in un sistema religioso, a memoria, ne ricorda un certo numero…Ma il ‘miracolo’ più straordinario che, trasversalmente, accomuna tutte le religioni, è garantire un significato alla vita, un senso alle cose, preconfezionare risposte a domande che ognuno di noi si pone. Spesso, però, le risposte non possono essere semplicemente ‘suggerite’ dall’esterno. Quando le domande riguardano l’intimità del proprio sentire, i conflitti e i nodi che attanagliano la propria anima, le risposte devono, necessariamente, iniziare dentro di noi.
Rosita Bimbi

“Semplice, bella, sublime, è la religione del vero: essa è la religione di Cristo, poiché tutta la dottrina di Cristo poggia sull’eterna verità”.
(Giuseppe Garibaldi)