Che Dio ce la mandi buona. Se il Presidente del consiglio decide di chiedere aiuto all’Altissimo lo possiamo fare anche noi poveri cristi che assistiamo fra lo scettico e il fiducioso (per non spararsi) all’evolversi della situazione politica e alle misure che il Governo saprà prendere (speriamo) per risollevare il Paese dalla crisi non solo economica nella quale si dibatte.
L’invocazione d’aiuto di Berlusconi, però, non ci tranquillizza completamente perché l’invocazione
ci fa capire che siamo messi veramente male. Se a questo si aggiunge l’inedito fair play nei confronti dell’opposizione la nostra convinzione, se ce ne fosse bisogno, si rafforza.
E’ vero che prima o poi questa nostra Italia dovrà diventare “un paese normale” e farla finita con la violenta contrapposizione fra partiti e gruppi come fosse una guerra fra bande.
Qualche residuo, per la verità, è rimasto ed ancora la sua voce si farà sentire all’interno del Parlamento. E ci riferiamo alle prime avvisaglie di un Di Pietro più battagliero che mai. Ma l’opposizione più radicale sbaragliata dal “voto utile” avrà a disposizione solo le piazze ma, credo, ci andrà molto cauta almeno finché le ferite della batosta elettorale non saranno rimarginate.
Dunque maggioranza e opposizione concordi per il bene dell’Italia e dei cittadini. Se per la maggioranza non sarà una strategia volta a consolidare il consenso e per l’opposizione un guadagnar tempo per riorganizzarsi come Partito Nuovo, credibile e pragmatico, lo vedremo alla prova dei fatti.
Intanto il reciproco buonismo e la concordia delle intenzioni saranno presto sottoposti alla realtà delle scelte che il Governo ci accinge a fare in materia di immigrati e leggi per l’ordine pubblico ma ancor più sulla richiesta che l’opposizione si appresta a formulare sulla riforma della legge per le telecomunicazioni, la vituperata Gasparri rimasta in piedi nonostante la riformulata Gentiloni che però è rimasta nel cassetto.
Che dire poi del conflitto di interessi che il buon Tonino non mancherà di riproporre incalzando l’alleato PD che qualcosa dovrà pur rispondere.
In attesa degli sviluppi godiamoci l’idillio politico con la speranza che finché dura ci sia qualche risultato positivo e l’approvazione di qualche riforma, prime fra tutte quelle per un miglior funzionamento delle Istituzioni tutte, di cui questo disastrato Paese ha urgenza.
Marcello Paris

Lascia un commento