Chi, in buona fede, da credito alla campagna tesa a dipingere come fattore di complicazione e inefficienza la presenza di una pluralità di partiti, dovrebbe riflettere meglio su alcune circostanze.
Alcune delle pochissime novità maturate, nel corso degli anni, nel nostro sistema politico, non si sarebbero potute avere se fossero state applicate nel passato le teorie che oggi sembrano andare per la maggiore.
Possono piacere o meno la Lega Nord e la trasformazione del MSI in AN, cioè l’affermarsi di un movimento federalista e la nascita di una destra non eversiva. Ma tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, Bossi stentava attorno a percentuali risibili ed il MSI rischiava la chiusura con i sondaggi che lo davano poco sopra il 2%.
Oggi questi due movimenti ed i loro leaders sono tra i protagonisti delle nostre vicende politiche.
Per decenni industria, finanza, clero si erano preoccupati di mantenere buoni rapporti con la politica, scegliendosi ognuno i propri referenti (la finanza “laica” e quella “cattolica”, il partito cattolico, etc.). Oggi la competizione globale sembra suggerire loro una semplificazione brutale nell’illusione di conseguire stabilità ed efficienza. Si punta alla caricatura della politica ed al suo asservimento: tutta assieme, senza distinzioni. E’ la tentazione tecnocratica che riemerge si potrebbe dire per nobilitare quanto sta accadendo.
Ma si tratta, appunto, di una illusione. Il nostro Paese non può rinunciare alla politica e la politica non deve rinunciare ad essere se stessa e a rivendicare il proprio primato.
Per legittimarsi, però, la politica deve dimostrare di sapersi rinnovare.
La pluralità dei partiti, intesi come portatori di idee e non strumenti di potere, serve proprio a questo. E a garantire alla democrazia la capacità di autorigenerarsi. Mentre la finanza, l’industria, i giornali, le banche, da soli, questo no lo potrebbero fare.
La tentazione tecnocratica
Alcune delle pochissime novità maturate, nel corso degli anni, nel nostro sistema politico, non si sarebbero potute avere se fossero state applicate nel passato le teorie che oggi sembrano andare per la maggiore.

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