Radames, (Aida di G.Verdi) dopo aver distrutto i nemici, tornò in patria da vincitore.
Veltroni vuole imitare Radames, vincendo le elezioni del 13 aprile 2008. Si libera di Pecoraro Scanio (Verdi), Oliviero Diliberto (Comunisti Italiani), Bertinotti (Rifondaz.Comun.), caccia Boselli (SDI) e ignora Dini e Mastella.
L’operazione, nuova politica è compromessa da due mosse sbagliate. La prima è l’alleanza formale e sostanziale con il giustizialista DI PIETRO; la seconda è l’annessione dei Radicali, notoriamente anticlericali e perciò, incompatibili con la cattolica Binetti.
La fusione tra i DS (Democratici di Sinistra) e la Margherita (Democristiani di sinistra) e l’alleanza con l’ex PM Di Pietro, confermano la tesi del gran progetto tra i due partiti politici e parte della Magistratura, per conquistare il potere e distruggere la democrazia nel Paese.
Tale progetto, inizia nel 1992 con l’azione Mani Pulite da parte di Magistrati Milanesi. Oggi, si porta avanti lo stesso progetto con i medesimi soggetti e finalità: conquistare il potere. E’ cosa diversa governare il Paese, per valutare i meriti e i bisogni dei cittadini. Veltroni non può far credere d’essere l’uomo nuovo, senza peccati e senza difetti. Egli è l’attore di turno a recitare una commedia molto nota.
Riuscirà, quindi, a conquistare il popolo dell’area di povertà, i giovani senza lavoro, i napoletani sommersi dalle immondizie, i delusi dei politici e delle Istituzioni, i penalizzati dal servizio sanitario e dalla sicurezza sociale?
Veltroni ce la sta mettendo tutta e lo dimostra il reclutamento, in atto, di Prefetti, generali, imprenditori, operai poeti e cantastorie. Il comportamento di Veltroni, nei confronti dei partiti dell’Ulivo, somiglia molto a quello d’Amleto, in delirio, quando rimproverava la madre per aver sposato l’uomo che uccise il marito. Veltroni se la prende con i socialisti perché questi non sciolgono il Partito, pone il veto a Pannella a far parte della lista del PD e mal sopporta i radicali ammessi a fare la presenza nella lista PD vestiti con il saio francescano e con la spalla rivolta verso il loro capo storico, per un’ipotetica minuscola presenza in Parlamento. Il terremoto scoppiato in casa socialista, il 1992, non ha insegnato nulla ai Radicali.
Lo scoramento aumenta vertiginosamente, quando si constata che lo scenario politico Veltroniano è peggiorato rispetto al passato recente.
Nelle liste del PD, ai primi posti risultano, anche questa volta, le mogli, i figli, i nipoti, i parenti stretti e i segretari particolari. Seguono, poi, tutti gli altri. Altro che dinastie reali questa della sinistra moralizzatrice italiana.
E’ tale palpabile schifo comportamentale dei dirigenti di partito, che porta a valorizzare i tempi in cui la politica era una missione sociale, fino al sacrificio personale. Un esempio per tutti: L’On. Avv. Giuseppe DI VAGNO, Socialista, fu ucciso, mentre difendeva, durante un comizio pubblico, i lavoratori.
Domenico Civitano – Socialista

Così mi piaci mimì: combattivo e socialista: DAI CHE CE LA FACCIAMO!
Veltroni si metta l’anima in pace, perderà e quindi tanto vale, non ingoiare il rospo e votare libero dove il cuore o il cervello di ciascuno va.
Idem per il gemello “Berlusca”: il nuovo look, sudamericano in camicia nera, rende il rospo indigeribile, dopo l’epurazione degli ultimi democratici, laici e moderati di centrodestra. Vincerà comunque, ma meglio che non stravinca, potrebbe …dichiarare guerra al padreterno!
Francesco Attolico
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