In tutti questi anni attraverso Pensalibero, il Polo Laico Liberale e Socialista, il patto tra le forze laiche e socialiste che riuscimmo, per primi, a siglare in Toscana dandogli un orizzonte ben diverso rispetto alla angusta Costituente socialista, altre iniziative come i convegni di Bertinoro e Chianciano, ci siamo sforzati di mettere l’accento su alcuni punti tra loro interconnessi. Li riassumiamo affinché tutti possano rendersi conto quanto essi siano in relazione con l’attuale fase politica e la precaria situazione nella quale, per loro grave colpa, si trovano attualmente i laici ed i socialisti italiani.
A – Collocarsi “a sinistra” non necessariamente doveva significare andare sempre d’accordo con DS e ora PD, esserne alleati comunque e, quindi subalterni. Sarebbe stato preferibile e sufficiente caratterizzarci attraverso proposte laiche, moderne e progressiste. E giocare a 360 gradi per garantire la nostra autonomia. Altri, invece, hanno preferito la via dell’alleanza pregiudiziale con i DS e l’estrema sinistra (senza minimamente riflettere sulla contemporanea presenza di fior di reazionari, bigotti, oscurantisti e lobbisti dei poteri forti).
B – Chi, a giusto motivo, dava maggiormente valore alla inconciliabilità dei valori laici, della libera impresa in regime di libero mercato con regole trasparenti, dei diritti civili, delle scelte euro-atlantiche con il caravanserraglio del centro-sinistra e con tutto l’armamentario di estremismo comunista, statalista, giustizialista portato in dote da alcuni partiti a questa alleanza, non poteva pretendere di fare il proprio dovere al riparo della CDL e di Berlusconi. Cinque anni di governo inconcludente, spesso contraddittorio con l’asserita “rivoluzione liberale” avevano tolto ogni dubbio peraltro legittimo nella prima fase della vicenda politica berlusconiana. E invece i laici e i socialisti di quel campo si sono totalmente adagiati senza porsi minimamente il problema di una eventuale presenza nelle istituzioni guadagnata sotto le proprie insegne.
C – Le vecchie e gloriose sigle di partito valgono perché segnalano l’identità, non perché portino voti. I simboli, per i quali si scatenano ancora stupide contese anche con strascico giudiziario, non danno alcun vantaggio. In politica, almeno da noi, in questa fase, non esiste il valore dell’ “avviamento” come per i fondi commerciali. Ecco perché è necessario puntare su un soggetto totalmente nuovo che sia il frutto della sintesi e della contaminazione fra i filoni culturali laico, liberale e socialista.
D – Siccome le tragedie hanno quasi sempre il loro lato comico, esistono in ugual misura in campo laico e in campo socialista personaggi con alambicchi e misurini che pretendono di attribuire, dopo attentissime analisi, il grado di socialismo e di liberalesimo onde evitare apostasie e contaminazioni.
Sarebbe l’ora di lasciare tutti costoro al trastullo che si sono scelto di guardiani del nulla e andare avanti.
Ebbene: per il combinato disposto di tutti questi elementi, non esiste oggi una forza laica e liberalsocialista in grado di cogliere la grande opportunità di porsi in mezzo ai due schieramenti responsabili in egual misura dello stato di pre- collasso del Paese.
Chi pigramente pretendeva di collocarsi “a sinistra” millantando l’aspirazione al potere per fedeltà alla tradizione, ora si trova spiazzato e spaurito. Implora il “contratto” con Veltroni e minaccia persino il ricorso alla mamma, cioè al partito socialista europeo. Fanno finta di non rendersi conto che a questi, cioè al PD, del socialismo non può fregare di meno.
Quelli alla corte di Berlusconi, ai quali il cavaliere lasciava credere di non poter fare a meno dei loro consigli, ora che il gioco si è fatto duro e non c’è più tempo da perdere, non hanno niente da spendere e si affidano alla sua clemenza. Tutti appesi al si di Berlusconi, perché a furia di mimetizzarsi non hanno più truppe né insegne per richiamarle in servizio.
Gli uni e gli altri se lo meritano. Ma non c’è tempo per recriminare o per rinfacciarci vicendevolmente gli errori compiuti. C’è solo da organizzare una presenza autonoma dei Laici, dei Liberali dei socialisti dei progressisti.
L’assemblea convocata per sabato 1 Marzo a Firenze al riguardo sarà preziosissima.
Nicola Cariglia

Bravissimo Adalberto: spero che possa essere un’occasione di incontro anche tra PS, PRI, PLI e Radicali Italiani visto che non capita di frequente negli ultimi anni, oltre che per tutti quei laici, liberali e socialisti senza casa. Se si riuscisse a creare una lista con dentro tutte queste quattro culture(partendo ovviamente visti i tempi ristrettissimi da questi 4 partiti allargata a tutti coloro che vorranno dare una mano in questa difficilissima battaglia..) qualsiasi fosse il risultato si sarebbero messe le basi per un futuro libero ed autonomo del mondo laico, liberale e socialista in Italia.
E per tutto quello che ,bene ed appassionatamente,scrivono Nicola Cariglia,Federico Baldini ,Chiara Boriosi,credo e chiedo che il convegno nazionale del prossimo primo marzo sia decisamente aperto alla partecipazione dei laici di tutti i gruppi.Coraggio:invitiamoli di nuovo,incontriamoci,cerchiamo i …binari che ci uniscono,non le strade che ci dividono.Ricordiamo a noi ed agli altri:primum vivere,deinde philosophari.Pur con l’attitudine ,che in tanti abbiamo avuto ed abbiamo,al “philosophari”!
Dico che sono d’accordo con te, caro Federico, così pure con quanto ha sopra scritto Nicola. E’ora di recuperare un’identità che ci appartiene perchè non l’abbiamo venduta – e svenduta – a nessuno, è ora di superare le parole di Montale: “questo solo noi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Bene, a differenza di tanti disinvolti giocatori di sigle ed etichette, noi chi siamo lo sappiamo e non ce lo siamo mai dimenticati, dunque è ora di dirlo a gran voce, sperando che qualche coscienza sopita ed assuefatta si svegli dal sonno della ragione. Che ha generato mostri davvero spaventosi.
Purtroppo come avevo pensato coloro che si sono messi in attesa di PD e Berlusconi hanno sbagliato perchè dal di li’ non potrà venire nulla(se non qualche posto in tribuna nel PDL ma saranno veramente pochissimi i posti riservati a PRI , PLI o Nuovo PSI di Caldoro forse nessuno o quasi..). Ora c’è da mettersi tutti insieme liberali, radicali, repubblicani e socialisti per provare tutti insieme a sopravvivere ovvero a superare il 4% alla Camera. Non è il tempo dei rancori nè della ricerca della purezza settaria ma del fare. Abbiamo solo due mesi e credo che l’assemblea dell’1 possa essere molto importante per dare un contributo a questa iniziativa che segna la battaglia finale di tutto il nostro mondo. Finalmente possiamo presentarci agli italiani come noi stessi e saranno gli italiani a decidere se meritiamo di esistere ancora politicamente oppure no. Grande sfida di grande fascino credo per tutti quelli come noi dall’animo garibaldino. Che ne dite?