Ci dobbiamo rassegnare al fallimento della prospettiva di una forza nuova, laica e liberalsocialista? Assistere al venir meno di ogni entusiasmo attorno alla Costituente socialista, ridotta ad una serie di repliche in provincia di un copione sempre uguale, che non “sfonda” né coinvolge, e magari gioirne perché “avevamo visto giusto”?
Mentre la nascita del Partito Socialista segue il suo corso (campagna di tesseramento in corso, congresso con data e regole incerte), sta prendendo corpo l’organizzazione di una Assemblea nazionale che riunisca circoli, associazioni ed esponenti della cultura laica liberale e socialista, svincolati dagli attuali schieramenti o impegnati nell’uno e nell’altro, per tentare ancora una volta di rilanciare una prospettiva unitaria: politica se non ancora organizzativa. Si tratta dell’iniziativa proposta su Pensalibero da Domenico Civitano, che ha ottenuto già numerose e significative adesioni.
Non si tratta necessariamente di iniziative in conflitto tra loro. Anzi, c’è chi si sforza di mantenere aperto il dialogo e non si rassegna ai piccoli calcoli di bottega che vorrebbero limitare ad una cerchia ristretta le varie iniziative in corso per meglio tutelare gli interessi di gruppi ristretti.
In questa prospettiva si colloca la lettera aperta inviata a Nicola Cariglia da Franco D’Alfonso, esponente dell’Associazione per la Rosa nel Pugno e anima del circolo milanese Porto Franco. Una lettera appassionata e “costruttiva”, alla quale il direttore di Pensalibero risponde in modo altrettanto aperto, non tacendo i punti di dissenso ma anche le possibili vie per non interrompere il filo di un percorso che ha vissuto momenti importanti come è avvenuto con i convegni di Bertinoro e di Chianciano.
LAICI LIBERALI E SOCIALISTI: IL DIALOGO PUO’ E DEVE CONTINUARE
Ci dobbiamo rassegnare al fallimento della prospettiva di una forza nuova, laica e liberalsocialista? Assistere al venir meno di ogni entusiasmo attorno alla Costituente socialista, ridotta ad una serie di repliche in provincia di un copione sempre uguale, che non “sfonda” né coinvolge, e magari gioirne perché “avevamo visto giusto”? [segue]

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