“Colui che ‘l tutto fe’, fece ogni parte
e poi del tutto la più bella scelse,
per mostrar quivi le sue cose eccelse,
com’ha fatto or colla sua divin’arte.”
“Le Rime” Michelangelo Buonarroti
Bella è “L’attesa”, ma ancor più piacevole è l’incontro!
L’incontro. Anche così si poteva chiamare la mostra di Sandro Palmieri, che è attualmente in svolgimento dal 16 settembre al 7 ottobre al Rifugio del “Gruppo Gualdo” di Sesto Fiorentino nella tranquilla cornice collinare di Monte Morello, nel punto in cui l’occhio proietta la sua vista sulla vallata piena di edifici, strade, campi e, qua e là, alcuni stagni.
Salgo la piccola, stretta e sterrata stradina che mi porta alla vecchia Pieve, oggi trasformata in rifugio montano.
Mi affaccio sulla porta d’ingresso, la maestosità delle sue opere colpisce immediatamente il visitatore …. Sandro è di spalle alla porta e si sta intrattenendo con due visitatrici …. è tutto assorto nel colloquio che non si accorge di me …. ma aspetto pazientemente …..d’altra parte, non poteva essere diversamente!
Un’attesa lunga un minuto, più o meno. Ad un tratto Sandro si accorge della mia presenza …. si gira e ci salutiamo …. poi, dopo una breve pausa, un’esclamazione rompe il silenzio assordante che ci circonda: “stupendi! esclamo.
Sandro mi ringrazia, con con il consueto garbo.
“Stupendi!” riprendo.
Stupendi nei tratti ….
stupendi nell’accostamento delle immagini ….
stupendi nei cromatismi ….
stupendi nelle tonalità ….
stupendi soprattutto nella tecnica pittorica. Innovativa. Non tradizionale ….. e ciò lo si percepisce ancor più al confronto con le prime esperienze, in cui il colore domina sulla tela, mettendo seriamente a dura prova tutta la fragilità percettiva del nostro senso visivo per recuperare, poi, il suo naturale equlibrio alla vista delle immagini forti, generate dai liberi, determinati e precisi colpi del bisturi che rivelano di tratti indelebili le immagini in bianco e nero.
All’inizio erano le tenebre! Così era nella Genesi.
Poi, sotto i colpi incalzanti del bisturi le immagini si rivelano, le luci e le ombre si insinuano segretamente nello spazio circostante, mentre i contorni si delineano in modo netto e la scena trova il suo naturale compimento entrando trionfalmente nella realtà. Allora, scorgo qualcosa di conosciuto …. sì, queste scene mi ricordano qualcosa …. qualcosa déjà vue …. aspetta! Sì, volentieri, mentre mi soffermo a guardare e riguardare le secene nel tentativo di recuperare la memoria di quei luoghi lì rappresentati. Luoghi mistici. Sì, si tratta della Chiesa e del Chiostro di ….. sì, sì su a …. ricordo …. incantevoli!
Tuttavia, nella realtà mi appaiono diversi nei colori. Qui, al contrario, sono magistralmente rappresentati nella loro essenza più intrinseca, nel loro carattere, quasi come fossero esseri animati …. in effetti, un po’ lo sono e, come tutto ciò che ha un’anima, sembrano proprio toccati dalla sofferenza che la noncuranza arreca.
Levare il colore – facendo risaltare, a volte il nero, a volte il bianco, altre volte un grigio e, poi, un’altro più intenso o più chiaro – anziché metterlo, carica di intensa espressività le immagini proposte, anche i particolari più trascurabili, creando una sintonia perfetta tra l’artista, la rappresentazione della realtà e il visitatore. In fondo, è proprio ciò che Sando Palmieri si porpone con le sue opere: trasmettere emozioni intense e profonde, ispirate dalla parte più interiore dell’animo, in assoluta fedeltà al suo rapporto con la realtà delle cose della nostra vita quotidiana.
Ma, l’attesa ora è terminata! Ora, li possiamo ammirare in tutta la loro autentica bellezza, quei capolavori, lì immortalati su quelle enormi tele che, nonostante, non possono rappresentare quei luoghi nella loro interezza, lasciano immaginare quanto l’opera è incredibilmente unita alla realtà.
L’attesa è davvero finita. L’incontro è, invece, appena inziato e ci accompagnerà per molti anni ancora con altre opere, sono sicuro, di altrattanto straordinario effetto emotivo.
by Picche
Chi fosse interessato ad approfondire l’opera di Sandro Palmieri, può visitare il sito personale all’indirizzo www.sandropalmieri.net.

Lascia un commento