E’ iniziato il ballo di San Vito. La danza, che agiterà la maggioranza di governo da oggi alla fine di Ottobre, ha preso il via da due questioni solo apparentemente scollegate. La presentazione delle linee portanti della Finanziaria e l’attacco mediatico a Mastella e l’Udeur portato avanti da una trasmissione cult della Rai progressista, Ballarò. Il minimo comune denominatore va ricercato nell’equazione: sinistra = popolo. Per definizione insomma un governo che sia espressione di quella parte politica oltre a tenere comportamenti ineccepibili sul piano morale attua sempre provvedimenti che in modo inequivocabile, e quindi “diretto” perché l’effetto deve essere subito visibile, vanno a favore della parte più svantaggiata della popolazione. Le cose però non stanno così perché la realtà, che è più forte di qualsiasi ideologia, obbliga a scelte o induce comportamenti che vanno in altre direzioni. Lo scarto fra la politica che si vorrebbe fare e quella che si fa porta le frange più radicali della coalizione a comportamenti che sono apparentemente assurdi. Così in tema di Finanziaria ecco insorgere Pdci, Prc e Verdi al grido “la manovra è tutta da riempostare” e in tema di moralità pubblica ecco Floris, alfiere di una sinistra dura e pura, scagliarsi contro Mastella come simbolo dello strapotere e dell’arroganza del Palazzo. Quasi che Mastella con la sua sola presenza contaminasse il ceto politico al governo che, se non ci fosse lui, sarebbe la personificazione di tutte le pubbliche virtù. La sinistra insomma non tollera di essere “antipopolare”. Resta da chiedersi però se sia giusto il concetto di “antipopolare” che hanno a sinistra. La storia ma anche la logica dimostra il contrario. In economia l’assunto di ogni buona politica, non solo di quella voluta dalle sinistre, è quello di fare star il meglio possibile il maggior numero di persone possibili. Per ottenere questo risultato ci sono due strade: operare direttamente attraverso le scelte del governo oppure agire attraverso i meccanismi del mercato che ovviamente va guidato e contenuto nei suoi eccessi e nelle sue rigidità. I fatti dimostrano che nel medio e lungo periodo i risultati che si ottengono attraverso il mercato sono di gran lunga superiori a quelli ottenibili, a breve, con gli interventi diretti. Ma per la sinistra questo è un tabù. Lo stesso dicasi per la moralità pubblica. Anche qui a sinistra si sconta un errore di impostazione che sta alla base di tutto e cioè pensare che l’uomo sia buono per natura. Quando è cattivo lo è perché è stato deviato, dal retto comportamento, dalla società, dall’economia o dalla religione. Per questo non è ammissibile che a fronte di tanti privilegi che la classe politica ha a disposizione ad approfittarne siano in tanti, come è in realtà (forse che la moglie di Fassino non è parlamentare o forse che i figli di tanti notabili non sono stati aiutati nella loro carriera lavorativa?), molto meglio scaricare tutto su una parte, in questo caso Mastella, per dimostrare la propria purezza.
Sono le note di questa musica ad accompagnare il ballo di San Vito. Il culmine sarà il 20 ottobre quando una parte consistente della maggioranza, e quindi del governo, sarà in piazza per protestare contro se stessa che a Palazzo Chigi ha “dovuto” approvare una manovra antipopolare, nell’accezione detta.
P.
Finanziaria e questione morale: tutti contro tutti
Sinistra radicale all’attacco e maggioranza in fibrillazione: il fallito vertice sulla legge finanziaria e gli attacchi a Mastella a Ballarò, programma cult della Rai “progressista”, sono facce della stessa medaglia.

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