Devo assolutamente prendere la decisione di gettare via il televisore. Ormai è divenuto una pericolosa fonte di disturbi psicosomatici .
L’ultima occasione è stata quella della trasmissione sul bicentenario della nascita di Giuseppe Garibaldi. Un dibattito nel corso del programma “Otto e mezzo” su La 7. Erano ospiti Claudio Martelli, nella veste di “garibaldino”, la professoressa Eva Cecchinato, storica e autrice dell’ultimo libro sui garibaldini, Raffaele Lombardo, leader del Movimento per le Autonomie (una delle tante sigle dell’idra post democristiana) quale accusatore di Garibaldi come strumento della bieca colonizzazione piemontese e servo degli interessi imperiali britannici. Infine, udite udite, Mario Borghezio, fine intellettuale della Lega Nord che si è esibito in una delle sue migliori esibizioni da uomo di Neanderthal.
La giovane professoressa Cecchinato si è trovata alla mercé di contestazioni della figura dell’Eroe dei Due Mondi che vertevano quasi esclusivamente sui più beceri slogan filoborbonici e tratti dalle raccolte dei pamphlet più clericali e reazionari.
Intendiamoci bene:di Garibaldi si può parlar male, eccome. Ma se gli argomenti sono quelli di chi dice che era un puttaniere, una spia al soldo degli inglesi, un avventuriero, che ha protetto le ruberie del figlio, a me che non sono mai stato un acceso “garibaldino” (nel Risorgimento le mie preferenze vanno a Cavour e Cattaneo), viene voglia di cominciare ad intonare “Si scopron le tombe si levano i morti, i martiri nostri son tutti risorti…”.
Per l’appunto, proprio mentre stavo rimuginando un po’ di bile, mi telefona un amico che mi ricorda che era in corso il concerto in Piazza della Signoria proprio per celebrare Garibaldi.
Quale occasione migliore per cercare di provare una sensazione di benessere. Infatti è stata una bellissima serata, un vero piacere per le orecchie e per lo spirito, specie quando, a chiusura del concerto, sono stati eseguiti gli inni americano e italiano, che abbiamo cantato assieme ad un gruppo di ragazzi statunitensi.
Alla faccia di Borghezio, il quale, secondo me, dovrebbe essere utilizzato dalla scienza quale prova della improponibilità della teoria creazionista. Infatti un’intelligenza superiore, tantomeno divina, non avrebbe potuto portare all’esistenza di un soggetto simile, possibile solo dal casuale succedersi degli eventi post Big Bang.
Pio Borri

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