Teresa Mangiacapra, in arte Niobe, è stata con sua sorella Lina la mente di un movimento di grande rilevanza per l’affermazione dei diritti della donna quale “Le tre ghinee/Nemesiache”.
Quest’associazione storica, sorta negli anni settanta e tuttora in attività, ha promosso, con il patrocinio della Regione Campania, della Provincia e del Comune di Napoli, la recente mostra dell’artista “Vibrazioni su scale di differenze”.
Nella splendida cornice della sala delle prigioni di Castel dell’Ovo, i visitatori hanno potuto ammirare le sue installazioni in omaggio al Tibet, impresso nelle immagini stampate sulle quattro facce della piramide a base quadrata, sui pioli delle scale, realizzate in svariati materiali (alluminio, ottone, plexiglas e rame), sui cavalletti in ferro e sulle strutture a forma di bandiera in legno e rete metallica.
Complice la suggestiva musica di sottofondo e il sentore di incenso, siamo stati sedotti dalle atmosfere ipnotiche di un mondo dove l’influsso dell’Occidente è penetrato senza tuttavia cancellare le tradizioni di un popolo dalla grande spiritualità come quello tibetano. Per rappresentarne il mistero, Niobe ha realizzato strutture simboliche quali la piramide e la scala, che rimandano ad archetipi “pregnanti nel presente come in passato e per il futuro”.
A corredo della mostra, l’originale catalogo-oggetto realizzato dalla scultrice in collaborazione con Altra Stampa Edizioni, contenente alcune immagini della mostra, brevi scritti in italiano ed inglese della stessa Mangiacapra ed un intervento del critico Angelo Calabrese.
Monica Florio

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