Incontrai Santoro nel 90 a Pisa, ai tempi della Pantera. Ero uno dei membri dell’assemblea permanente dell’occupatissima facoltà di lingue, vivevo nell’aula magna. Il mio ragazzo era un leader dell’intero Ateneo.
Disse tre stronzate circa la scaletta del suo programma e noi ci fidammo.
Poi invitò altra gente, oggi dirigenti di partito, che disse tutte altre cose, rispetto a quanto concordato.
Ieri sera, ad Annozero, ho capito quanto poco si sforza di occultare questo suo eterno doppio-gioco, il neobiondino 60 enne, di far finta di essere dalla parte di uno, ed invece lavorare ai suoi fianchi.
Devo ammettere di essere grata a Berlusconi per avermelo tolto di torno, per un bel pò, anche se per questo abbiamo dovuto sacrificare Biagi ed i suoi feroci dossier, ma tanto tra poco rientra pure lui.
Dunque il caso è che nella puntata di ieri sera si è parlato di sindacalismo rivoluzionario e del prezzo (fuori mercato) che si paga a non essere conformi ed allineati con le direttive sindacali della CGIL (o immagino, di altri): dai compagni filo-estremisti cacciati dal sindacato per le loro IDEE a quelli che in silenzio hanno invece fatto il salto della triglia e si sono fatti arruolare dai gruppi eversivi. Ecco ancora una volta il titolo della trasmissione riguardava gli operai, la classe operaia, (Titolo: Vado al minimo) invece poi si è parlato di altro, con altri. Movanta.
Tra gli ospiti un operaio, esattamente un saldatore (lavoro che bisognerebbe, in stile maoista, far praticare a tanti intellettuali di sinistra, sia come pratica spirituale che come esercizio fisico) molto veemente, stravagante, e molto lubard ed una serie di intervistati operai anche loro; poi Sgarbi, Brunetta ( che da 25 anni gira con la scorta, dice) l’immancabile Travaglio, ed il ministro del lavoro.
Tra gli intervistati in fabbrica non ce ne fosse stato uno che uno, che non desse bene la ragione della svolta dentro la lotta armata, dei loro compagni brigatisti, che difatti sono stati in sostanza difesi, nei toni delle risposte.
Tutti hanno sostenuto che sì, che quello è male, ma che MA, che quelli pure interpretano le sofferenze di tutti gli altri e che in nome di tutti…insomma…che non ne potevano più …ecc ecc…
Allora lo scortato Brunetta e il Sig. Ministro hanno iniziato una corsa al rilancio per chiedere ai padroni più soldi per la classe operaia, così forte andavano, che pareva un’asta di Chistie’s.
Beh! Tutti a gridare allo scandalo, per le poverissime tute blu, massacrate a destra dai padroni, a sinistra dai loro sindacati , buoni solo a partorire assassini!!!
Che bel programma! Ad un certo punto il parrucchino rosa shocking sfoderato l’artiglio e ha azzittito di malo modo, con chiarissima acredine razzista, il matto che lui stesso aveva invitato affinché, facendo il matto, la platea pure si divertisse un po:, il nostro saldatore non finiva di dare del fascista a tutti e del padrone fascista a tutti, gridando alla rivolta generale, appellandosi, in televisione, a tutti noi metalmeccanici (io ho il contratto metalmeccanico) a dare un calcio in culo ai padroni e ai loro servi in livrea, cioè i sindacalisti di merda che ci ritroviamo!!
Ah Ah Ah! Parrucchino rosa shocking schiumava odio e schifo. A me l’uomo è parso patetico più che pericoloso, ma molto più sano di mente di quanto lui stesso non volesse dimostrare, era un disperato che sa di esserlo. Come me.
Ieri un mio capo mi ha insegnato un numero di telefono apparso sul suo telefonino: era quello del nostro responsabile provinciale sindacale. Pare l’avesse chiamato per concertare un piano aziendale.
Ma quando la capiranno i sindacalisti di tutta Italia, che il piano aziendale lo deve fare il padrone, con i suoi Managers, con il CDA, con le banche ed il loro CDA! Lo fanno i padroni con gli avvocati, i commercialisti, i consiglieri, con gli specialisti dello sviluppo industriale e commerciale!
Cosa c’entra il sindacato?
Il sindacato deve fare il suo mestiere che è quello di DIFENDERE IL POSTO DI LAVORO, chiunque ne sia il datore, SPINGERE PER GLI AUMENTI DEL SALARIO, LOTTARE PER LA RIDUZIONE DELLE ORE DI LAVORO, PROTEGGERE I DISOCCUPATI E COPRIRE I LAVORATORI IN ASPETTATIVA NON REMUNERATA ECC. ECC.
Che c’entrano i piani aziendali, le strategie di sviluppo con i loro costi, statuti e orientamenti politici?
È il PADRONE che se ne deve occupare, mentre l’altro VIGILA affinché nulla venga tolto ai dipendenti, né i diritti, né il potere di acquisto, ed anzi SPINGE per ottenere sempre migliori vantaggi per i propri rappresentati.
Ora, vi sembra che i sindacati facciano questo per i metalmeccanici? Vi pare che l’industria tratti con rispetto la classe operaia grazie al lavoro puntuale ed appassionato dei sindacalisti?
Siete mai stati in fabbrica?
Elena Ronconi

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