E’ proprio il caso di dirlo….c’erano una volta i laici.
Questo ciò che mi è venuto in mente sabato mattina (il 10 marzo)quando ho partecipato, con i compagni dell’Assoociazione Mazziniana Sezione friulana “Luciano Bolis”, alla commemorazione del 135esimo anniversario della morte di Giuseppe Mazzini, presso i Giardini Ricasoli di Udine.
All’incontro erano presenti, oltre ai compagni dell’Associazione, diversi ex repubblicani dei tempi d’oro del Pri. Persone per lo più anziane, ma con ancora negli occhi quella passione che accompagna sempre tutti coloro i quali hanno creduto e credono in un ideale d’emancipazione e di libertà.
E così anche in quest’occasione ero fra i più giovani ed è stato piacevole che alcuni di loro (in particolare un vecchio repubblicano che non avevo mai incontrato prima) mi abbiano riconosciuto quale autore di taluni articoli sull’azionismo e sul repubblicanesimo apparsi sulla stampa locale e sul web.
Sono una mosca bianca (anche se tricolore nell’animo:
il verde della speranza, il rosso della passione ed il bianco…beh…il bianco per un certo “candore” che ricerco nello spirito…seppur non sia cosa
semplice…) e ne sono consapevole.
Un giovane che sente suoi gli ideali laici d’emancipazione e di ricerca ed affermazione di libertà e democrazia che hanno radici nell’Illuminismo (con il trinomio massonico Libertà, Fratellanza,
Eguaglianza) e che cominciarono a prendere corpo nel nostro Paese con il Risorgimento e poi con la Resistenza (specie con gli azionisti di Giustizia e Libertà ed i socialisti).
E però provo sempre una certa malinconia nel pensare di far parte di una minoranza (in particolare in una Regione di preti e d’evasori come quella ove abito).
Certo, è solo un pensiero ma…
E qui ripenso a quella mattina ed al confronto con questi anziani repubblicani e laici portatori di libero pensiero che mi hanno lapidariamente detto:
“L’Italia come la sognava Mazzini (libera, indipendente, sovrana, repubblicana ,onesta,
emancipata) non c’è mai stata. E sai perché ? Perché siamo un Paese di preti, puttane e d’evasori !”.
Come non dar loro torto.
Qui da noi è più facile legarsi alla sottana di un prete o al soldo di un signorotto qualisasi (meglio se politicamente influente), piuttosto che ragionare con la propria testa e battersi per i propri principi.
Ebbene, io forse sarò nato in un’epoca che preferisce elevare a gloria i divetti del “Grande Fratello”
sponsorizzati magari dalla marca di telefonino “tale”, piuttosto che appassionarsi e comprendere (facendo propri !) i “Doveri dell’Uomo” di Mazzini, purtuttavia sono certo di una cosa: è meglio vivere e morire da individui liberi ed indipendenti (dagli schemi, dalle culture dominanti…) lavorando in una prospettiva di coerenza fra pensiero, parola ed azione, piuttosto che ridursi con gli anni ad essere schiavi di questo o quel Potentato e soprattutto schiavi d’un’immagine che non c’appartiene come quelle che vediamo solitamente nel teleschermi.
C’erano una volta i laici e……forse forse ci sono ancora ! Forza, coraggio !
Luca Bagatin
Segretario del Partito d’Azione Liberalsocialista del Friuli Venezia Giulia www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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