Polemiche e spaccatura nei Riformatori Liberali, il movimento guidato da Benedetto della Vedova e Marco Taradash, nato da una costola del partito radicale, scontenta della scelta di Pannella di trasferirsi armi e bagagli nel centro-sinistra. Ad andarsene è stato Ivan Maravigna, ma le polemiche in questi ultimi tempi hanno coinvolto tutto il gruppo dirigente. Sono polemiche a scoppio ritardato; ma le loro radici affondano nel modo come venne costruito il movimento. Sotto accusa, soprattutto, la scelta di Della Vedova di puntare non ad un soggetto autonomo vero e organizzato sul territorio, ma ad un movimento che contrattasse direttamente con Berlusconi i seggi indispensabili alla sopravvivenza. Una scelta rivelatasi perdente: Berlusconi, infatti, ha concesso un solo seggio (per Della Vedova) in cambio della rinuncia a presentare proprie liste. Di fatto venne scartata proprio da Della Vedova e Taradash l’ipotesi di presentare una lista laica alleata della CDL. Il risultato elettorale avrebbe poi dimostrato quanto sbagliata fu la scelta. I Liberali Riformatori, se si fossero alleati con altre formazioni laiche, liberali e repubblicane, avrebbero potuto concorrere alla ripartizione dei seggi come lista meglio piazzata fra quelle rimaste sotto il quorum. E, in ogni caso, avrebbero determinato la vittoria di Berlusconi attraverso il recupero certo dell’esigua differenzadi voti rispetto al centrosinistra (24.000). Durissime le accuse di Maravigna a Della Vedova e Taradash: “La mia critica nei confronti della leadership di Riformatori Liberali investe proprio i piloni sul quale è stato fondato (……e sviluppato?) questo “soggetto politico”.
Sin dal primo momento chi ha assunto la direzione (insomma…alla fin fine… chi è andato dal notaio…..) ha scartato l’ipotesi di lavorare nella prospettiva di costruire qualcosa insieme alle altre “forze” ed espressioni del movimento liberale, laico e riformatore.
Le ragioni tattiche di tale scelta potevano apparire comprensibili ed in parte condivisibili sino alla data dell’11 Aprile 2006. Vi era il timore che eventuali “apparentamenti” (timore che ci ha così precluso la possibilità di costituire cartelli elettorali competitivi per l’ultimo resto utile per entrare in Parlamento con le nostre gambe) avrebbero annacquato la valenza politica della “scissione” radicale operata da Benedetto”. “Ma dopo il 12 Aprile- chiede Maravigna- quali ragioni hanno legittimato il nostro isolazionismo? E’ evidente (ed è stato ancora più evidente nella riunione del 3 e 4 marzo u.s.) che qualcuno soffra di complessi di superiorità.”
Infine, la separazione: “Perdonate il mio istinto di sopravvivenza……….Alla prossima…a questa fermata..io scendo”. Tra i motivi della decisione anche il rifiuto dei vertici di RL di “fare politica sul territorio”, cioè di presentare liste alle prossime amministrative.
Spaccatura nei Riformatori Liberali
Sotto accusa, soprattutto, la scelta di Della Vedova di puntare non ad un soggetto autonomo, ma ad un movimento che contrattasse con Berlusconi i seggi indispensabili alla sopravvivenza.

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