Crediamo che una delle fantasie maschili più diffuse, o delle curiosità maggiormente coltivate da quella simpatica aggregazione di basici – per non dire grezzi – curiosi che costituisce una larga parte dell’altra metà del cielo, risieda nel desiderio di entrare nell’immaginario femminile per carpirne i sogni, non certo quelli legati agli ideali o ai sentimenti, quanto piuttosto quelli originati dall’istinto sessuale. Quale uomo non ha mai desiderato di essere la classica mosca e di entrare indisturbato in una stanza dove un gruppo di donne si racconta in libertà e rivela anche le proprie più intime aspirazioni?! Via, amici lettori, non siate bugiardi, anche voi avreste voluto farlo, almeno una volta, ed io sono qui per accontentarvi, perché la vita come sempre ha largamente superato la fantasia e mi ha presa in contropiede, donandomi un’amica che da qualche mese fa sogni erotici di tale natura da lasciarci tuttora molto incerte sul da farsi: non sappiamo, infatti, se ricorrere alla psicanalisi o direttamente ad un esorcista per mettere rimedio, o quantomeno trovare una spiegazione, ai sogni che le fanno visita. Perché, in effetti, il caso è appassionante: come mai una donna bella, intelligente, che coltiva tanti interessi ma, per sua scelta, non si è mai interessata di politica, e comunque ha una natura istintivamente liberale, all’improvviso comincia a fare sogni erotici su Piero Fassino?! La questione è cogente, per non dire esilarante. Il grissino Fassino, con il suo grigiore piemontese da travet sottolineato dai suoi abitucci irrimediabilmente sempre troppo larghi, con la sua calata da monsù che ne accentua l’inclinazione naturale a far morire di noia aggravata i suoi ascoltatori, con la sua vena gozzaniana per il tempo che fu, quando la tata lo accudiva amorevolmente, carpita in diretta tv da Maria la sanguinaria De Filippi – lui, l’archetipo dell’uomo senza qualità di Musil, dipinto a tinte sfumate come gli sfondi che devono esserci ma senza dare fastidio, perchè l’attenzione è rivolta ad altre figure, quelle sì di primo piano; lui, che è un male necessario ma di poco peso, buono solo per le foto di gruppo dove, inevitabilmente, la sua altezza lo colloca in fondo e quasi marginale all’inquadratura; insomma, questo rappresentante dell’anonimità elevata a regola di vita, improvvisamente balza fuori nell’immaginario erotico di una donna che quasi ignorava persino la sua esistenza – come D’Alema, per intenderci – e lo scopre travolgentemente passionale. Richiesta di spiegazioni, o almeno di una qualche labile traccia di logica in questa vicenda, l’amica in questione mi ha fatto notare che:
a) ho sempre amato gli uomini emaciati, quelli che gli si contano le costole a me mi fanno impazzire
b) ma hai visto come sbatte gli occhi quando non sa cosa dire? Una cosa da morire di tenerezza
c) ha delle mani meravigliose
d) è un uomo molto comprensivo – nel sogno, ovviamente
e) quel gileino sotto la giacca è talmente triste da essere commovente
Ora, tutto ciò lo si potrebbe anche accettare da una donna con la vocazione verso gli ultimi di Madre Teresa, oppure con la conclamata zitellaggine della Rosy Bindi, ma poiché la nostra amica è ben lontana da entrambi questi modelli, la cosa ci inquieta. Perché passi la magrezza, passi pure il gileino, ma quando mi telefona per dirmi: indovina cosa ho fatto oggi fra le due e mezzo e le tre? E mentre tu ti sforzi di pensare a qualcosa di talmente eccitante da giustificare il suo tono garrulo, lei ti risponde: ho visto Piero dall’Annunziata, la cosa assume contorni gravi, anche perché la sottoscritta, notoriamente fuori di testa per conto suo, lì per lì ha pensato ad un documentario su un quadro di Piero della Francesca dedicato all’Annunciazione, e invece si è sentita dire: sai, mentre guardavo quelle mani così belle non ho potuto fare a meno di chiedermi come saranno i suoi piedi. Ecco, qui ci si ferma: perché va bene l’amicizia, che è una cosa sacra, va bene il rispetto di tutti che appartiene alle nostre convinzioni laiche e liberali, va bene il riconoscimento delle diversità, quand’anche stravaganti – ma i piedi di Fassino, no, quelli proprio non ci si fa a reggerli, è l’idea stessa che ci nausea. E se puzzassero di fonduta?!
La versione maschile
Hai visto il calendario della Carfagna? Certo, che è proprio una vera intellettuale liberale, si dà senza remore…
Pole la donna essere uguale all’omo?!
Chi.Bo.

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