La crisi del governo Prodi intervenuta sulla politica internazionale non è certo un fulmine a ciel sereno . Essa conferma come l’assetto politico falsamente bipolare attuale non sia in grado di esprimere una guida sicura e stabile , in grado di guidare la modernizzazione del Paese e di cogliere l’opportunità che il ciclo economico mondiale sta dando all’Italia per liberarsi delle tante zavorre di privilegi ingiustificati e di conservazione imperante che l’affligge.
Non pensiamo che l’affannosa ricerca di sparsi e singoli puntelli ad una ipotesi politica in affanno fin dal suo nascere possa essere di giovamento per alcuno , men che meno per il Paese tutto . Né d’altra parte è pensabile che gli attuali poli, più o meno ricomposti, possano giungere ad un accordo miracoloso su pochi ed importanti punti di riforma, prima fra tutte la legge elettorale, senza far prevalere compromessi al ribasso e legati al tirare a campare.
E’ evidente che , anche per non contraddire quel che di buono che si è consolidato nell’esperienza di questi anni , non sia eludibile un momento di verifica e consultazione popolare , che spinga tutti a ridisegnare e chiarire le proprie strategie politiche. Questo momento può ragionevolmente passare per lo scioglimento immediato del Senato , ramo del Parlamento nel quale fin dall’inizio non si è costituita una chiara maggioranza e che è diventato ormai la fiera del peggio in politica : dalla vicenda dell’esclusione dei senatori della Rnp , alla nascita dei gruppi monopersonali alla Di Gregorio o Pallaro con bancarella e listino prezzi in esposizione permanente , in questa legislatura la cosiddetta “Camera Alta” non sta certo scrivendo pagine di nobiltà politica.
Dalla consultazione elettorale per il solo Senato , l’attuale maggioranza evaporata può cercare la conferma elettorale , negatagli dai senatori abusivi come Turigliatto , mentre il centro-destra ( ma anche lo stesso centro-sinistra) sarebbe indotto a presentare alla verifica elettorale una proposta di riforma elettorale ed istituzionale immediatamente praticabile , dal momento che la presenza di una Camera dei deputati a solida maggioranza di centro-sinistra costringerebbe ad una “grande coalizione”in questo caso come unica soluzione. Il popolo sarebbe chiamato a scegliere ed ad indicare una strada molto precisa , senza consultazioni negli scantinati e capriole ed accuse incrociate di tradimenti ed imbrogli.
Franco D’Alfonso
Presidente del Club socialista e riformista
“Porto Franco” di Milano

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