A Napoli, impegnarsi contro l’emarginazione dei più deboli, il degrado sociale e ambientale, la cultura della violenza e della prevaricazione, sembrerebbe un progetto destinato a fallire in partenza per vari ordini di motivi. Innanzitutto, lo spirito d’iniziativa carente delle istituzioni che vanno continuamente sollecitate con perseveranza, a volte anche con insistenza. Inoltre il modello educativo-culturale consumistico, individualista e utilitarista, a cui si uniformano molti della cosiddetta “altra Napoli”, quella che non si interroga sul malessere sociale, anzi, si comporta ostentando la sua superiorità, vantandosi di comprarsi un paio di scarpe a 2000 euro, di andare a fare le vacanze d’inverno ai Caraibi, di visitare una città come Parigi portandosi come ricordo il cruccio di non aver fatto in tempo ad acquistare un affresco in vendita a 3 miliardi delle vecchie lire. Per non parlare della percezione che un napoletano “bene” ha di alcune periferie di Napoli come, Scampia e Secondigliano, considerate zone ghetto della delinquenza e del degrado reale e immaginario. Pregiudizi confezionati che non si interrogano mai sul perché!
In questo sistema di valori è ancora più lodevole il lavoro di associazioni come “Laboratorio città nuova”, nata nel 1995 che ha manifestato sin dall’inizio il suo impegno di ridurre il disagio sociale, riqualificare le periferie urbane, e organizzare attività di promozione culturale e civile a Napoli.
La sfida più ardua è stata quella di dimostrare che con un’organizzazione e un coordinamento di forze poltico-sociale e culturale, è stato possibile contribuire alla prevenzione della devianza giovanile con interventi educativi e contrastare l’emarginazione dei più deboli. Che si può opporre ai rapporti improntati alla prevaricazione e alla violenza un modello alternativo di relazioni umane e sociali, fondato sulla solidarietà e sulla ricerca del bene comune. Priorità dell’associazione è stata quella di agire nelle aree più a rischio come la zona di Secondigliano, area che aveva bisogno di un pronto intervento, come quello di togliere i bambini a rischio dalla strada e offrire loro, all’interno di uno spazio protetto, occasioni di gioco, apprendimento e socializzazione, che incanalassero la loro aggressività verso scopi non distruttivi, avvicinare le madri e aiutarle nel loro compito educativo o nel disbrigo di pratiche burocratiche. In questo quartiere è stata creata una ludoteca dove ogni pomeriggio dei giorni feriali i bambini giocano, o partecipano ai laboratori di colore, manipolazione, movimento, preparazione di dolci, teatro, sotto la guida delle operatrici, oppure ancora assistono alla proiezione di film.
Questo stesso fu lo spirito che portò nel 1997 all’apertura di una biblioteca di quartiere a Bagnoli, che comprende enciclopedie, dizionari, testi di letteratura italiana e straniera, storia, economia, politica, libri per ragazzi e bambini, libri di narrativa, libri di fotografia, libri d’arte e uno Scaffale multiculturale<(i>. La biblioteca. intestata a Giancarlo Mazzacurati, illustre italianista scomparso, oltre a fornire libri in prestito e assistenza nella ricerca bibliografica, ha proposto e continua a proporre conferenze e seminari, corsi gratuiti di inglese e francese, corsi di scrittura, incontri di lettura per adulti e laboratori di animazione culturale per bambini, ha offerto e offre un servizio di consulenza agli insegnanti per progetti di educazione all’intercultura, ha allestito mostre bibliografiche e documentarie, ha promosso ricerche sulla storia di Bagnoli e le trasformazioni del quartiere, ha prodotto delle pubblicazioni. I frequentatori abituali della biblioteca, circa 800, sono cittadini residenti a Bagnoli, ma anche in altre zone della città, studenti, bambini.
Per la funzione che assolve e per l’attività di animazione culturale che svolge le è stato riconosciuto dalla Regione Campania lo status di biblioteca di interesse locale. Sempre nell’ottica di una promozione sociale e culturale delle zone più a rischio o periferiche, dove mancassero servizi essenziali.
Altra iniziativa importante dell’Associazione, per la promozione della cultura a Napoli è stata l’apertura alla cultura della fotografia. Queste le finalità: diffondere la cultura fotografica in tutte le sue espressioni, promuovere l’archiviazione e la valorizzazione della fotografia napoletana storica e contemporanea, promuovere la formazione di giovani fotografi, produrre proprie ricerche fotografiche e collaborare eventualmente a progetti altrui, introdurre la fotografia nelle scuole. Sono nati, così, i Lunedì della fotografia, appuntamenti periodici che hanno coinvolto un gran numero di fotografi napoletani, professionisti noti e meno noti, giovani esordienti, semplici amatori L’associazione non si limita alle attività qui riportate. Ha allargato il suo raggio d’azione a 360 gradi, estendendo i suoi interventi con iniziative su tutti i fronti adeguando gli strumenti alle esigenze individuali e collettive delle persone svantaggiate.
Info: www.laboratoriocittanuova.it
Paulette Ievoli

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