Un convegno sul tema “No alla contraffazione si alla legalità” promosso dalla FILTRA CGIL con il ministro del Lavoro Cesare Damiano e con il Segretario Nazionale della CGIL Guglielmo Epifani, si è tenuto lo scorso mercoledì 23 gennaio, presso il Museo di Capodimonte di Napoli. Il ministro Damiano ha dichiarato che “non è vero che per combattere il lavoro nero c’è bisogno di rendere estremamente flessibile il lavoro stesso”; infatti, continua ancora il ministro, “per colpa delle leggi del centrodestra, è stato inoltre dimostrato che la flessibilità è aumentata, ma è aumentato anche il lavoro nero con oltre 3 milioni e mezzo di lavoratori che rientrano in questa fattispecie”.
Ha proseguito ancora nell’affermare che bisogna introdurre ammortizzatori sociali di nuova generazione soprattutto per le persone che perdono il lavoro oppure che hanno un’occupazione discontinua, con particolare attenzione a giovani e donne. Il ministro del lavoro ha sottolineato inoltre che “non ci vuole un’assistenza passiva, ma un welfare attivo” e che “il governo vuole introdurre in Italia, al tavolo che si aprirà sui problemi sociali, una questione nuova: gli ammortizzatori sociali di nuova generazione”.
L’Italia, secondo quanto ha riferito il ministro, “spende meno risorse della media delle risorse spese dagli altri Paesi europei per tutelare soprattutto le persone che hanno la sventura di perdere il lavoro oppure che hanno un’occupazione discontinua”.
Il governo, ha proseguito il ministro, vuole porre la propria attenzione principalmente sui giovani e sulle donne che vanno dai 35 ai 45 anni di età.
In questa occasione il ministro ha voluto anche precisare, ai giornalisti presenti al convegno, che cosa intendeva dire con l’espressione “nuovi ammortizzatori sociali”; infatti ha precisato ulteriormente che questo sarà un modo per “badare ad una tutela che sia capace di assegnare un’indennità di disoccupazione adeguata nel momento in cui il lavoro è stato perso”, ad una condizione che deve essere accettata e rispettata irrinunciabilmente, cioè che “nella tutela si accetti la formazione e il reimpiego”.
Ha aggiunto ancora il Ministro, “che il fenomeno del lavoro nero da una parte e quello della contraffazione dall’altra, rappresentano modi di produrre che vanno a scapito della qualità, della concorrenza sana tra le imprese e della tutela e sicurezza di lavoratori e consumatori, visto che gli oggetti contraffatti si estendono a vari settori tra cui quelli dei medicinali”.
Il Segretario Nazionale della CGIL Guglielmo Epifani ha evidenziato nelle sue dichiarazioni al nostro giornale le posizioni e le proposte del sindacato sulle politiche giovanili. Epifani ha risposto dicendo che “Questo è un paese che ha bisogno di giovani qualificati, da inserire e collocare nei posti di lavoro adeguati, e quindi ha bisogno di tutte le politiche che sviluppino una reale appartenenza alla cittadinanza, di capacità professionale, di un lavoro di qualità con tutele e diritti che vengano sostenuti da parte del sindacato; quindi occorre anche la presenza di un sindacato che guarda e guarderà i giovani quando si parlerà di previdenza a loro tutela”. Infine Epifani ha concluso affermando che “il mezzogiorno si è fermato in questi anni; ciò vuol dire che le politiche del precedente governo non vi hanno portato gran che di buono. Nel quadro comunitario, finalizzato tra l’altro a portare a maggiori investimenti, e quindi alla ripresa che dovrebbe anche trainare la domanda del mezzogiorno, ci sono le condizioni per farlo ripartire; però bisogna aiutarlo e sostenerlo con le politiche e gli investimenti necessari”.
Pasquale Gallifuoco

Pasquale, ha leído con atención tu artículo, me parece interesante, sayas también en el america latina tenemos el problema de la inserción de los jóvenes en el trabajo, en particular trabajadores que van de los 40 a los 50 años, es la faja de edad más difícil por la inserción del trabajo, sólo puedo decir que Chile, está teniendo un desarrollo económico notable con respecto otros países de América latina su presidente y el pueblo chileno han trabajado duramente para sacar su país adelante así vemos como han trabajado en la educasion, han fomentado el empleo, y sobre todo han trabajado para que el pueblo y las personas pobres vivan dignamente y tengan todo las cobertura medicas gratuitas. asi están trabajando el presidente chileno para un pais del nuebo siglo, buena esa presidente.
uno de los paises que a mejorado su economia de ameriaca latian es Chile.
Interessante questo articolo, io sono una piccola imprenditrice, da anni ascoltiamo chiacchiere dai politici italiani, le nostre aziende non vengono aiutate e difese, cosa farà il governo per tutelare le piccole imprese. Il mezzogiorno può riprendersi solo se vi è uno sviluppo economico da parte di nuovi imprenditori, se sopravvive è solo grazie alle piccole imprese.
Complimenti, Napoli ha bisogno di una voce, io sono innamorata di Napoli; per questo dico: bravi.
Vorrei dire al giornalista di continuare su questa inchiesta, di poter continuare su articoli che danno informazione: prodotti contraffatti danno vita alla camorra e al lavoro nero. Diamo anche voce alle piccole imprese. Grazie
Premetto che sono un elettore di sinistra (Ds..si può dire di “sinistra”? boh!). Vi spiego perchè:
1-sui giovani. Non capisco questa attenzione “esclusiva” verso questo target di forza lavoro…Aiutarli per il loro futuro va bene. Ma al presente, ossia alla forza lavoro composta soprattutto di 40nni, e laureati come me, che stentano dopo anni di studio e di lavoro ad andare avanti, chi ci pensa? Mi sembra un pò bizzarro accumunare in unico range persone di 35 anni con chi ne ha 45….Troppo generalista. Ci sarebbero enromi distinzioni da fare. Un operaio specializzato, per esempio, di 40 anni guadagna molto meglio di un impiegato con la laurea. E’ ora che una certa sinistra si svegli e comprenda che il diasgio/frustrazione è tra i laureati…e poi parlano di “risorse qualificate”….Mi aspetterei delle precise scelte a favore di quelle risorse umane “laureate” e “qualificate” che portano avanti aziende e attività per uno stipendio non proprio gratificante.
2-le dichiarazioni di Epifani (sono anche iscritto alla CGIL) poi le trovo più che generaliste…direi evanescenti. Parole solo parole…poi quando si tratta di “fare i propri interessi..tipo tfr” non vengono a parlare ai lavoratori in maniera trasparente e chiara..facendo gli interessi, appunto, dei lavoratori.
Se non cambia atteggiamento questo Governo sarà odiato da tutti e per molto tempo. E mi dispiacerebbe. Perchè dall’altra parte hanno sempre fatto capire verso quale direzione tendono…non certo verso quella dei lavoratori, siano essi gioani o meno giovani.
Complimenti per l’articolo comunque. Sarebbe bello avere però anche una sua opinioni in merito. La cronaca va bene. Ma gli approfondimenti sono preferibili.
Carlo
Ho letto con attenzione il tuo articolo, mi sembra interessante, ma il problema della contraffazione è colpa dei nostri politici, specialmente quelli di sinistra dove non vogliono mettere una tasssa sui prodotti cinesi. Io sono siciliano e qui siamo invasi dai cinesi .
Ma oltre a dire che quello che hanno fatto gli altri è tutto sbagliato, loro cosa propongono di concreto?
Visto che la questione meridionale è “meridionale” da prIma del MINISTERO CAVUOR?