Sembrava la classica tempesta in un bicchier d’acqua. Tanto che Prodi, pensando per un momento di essere davvero il leader della coalizione, l’aveva liquidata con una dichiarazione di tre righe durante uno dei suoi viaggi all’estero “Non ci sono ragioni per non rispettare gli impegni già presi dal precedente governo”. Era una bugia, sull’allargamento della base americana di Vicenza, non c’era proprio nessuna decisione, ma insomma era comunque un’assunzione diretta di responsabilità. Invece la questione da sassolino sta trasformandosi in valanga. Proteste, dimissioni di iscritti dai Ds, prese di posizione sempre più determinate da parte della sinistra radicale ed infine un’assemblea di deputati di maggioranza, 120 mica uno scherzo, che punta a marcare il suo dissenso anche se, almeno per ora, nessuno ipotizza scelte drastiche. Bisogna riconoscerlo. Prodi, in questo, non è stato fortunato. Ma come? Con l’abilità del vecchio democristiano che tutti gli riconoscono aveva dato il meglio di se stesso nello schivare tutti i problemi spinosi sul tappeto. Poi arriva una questioncina del tutto imprevista, come quella di Vicenza, ed ecco che la maggioranza entra in fibrillazione. Il tempo ora stringe. Il governo è nell’angolo. L’ala sinistra chiede un ripensamento sulla decisione già annunciata o in subordine un chiaro segnale di discontinuità dalla politica seguita fino ad oggi in Afghanistan e sostanzialmente identica a quella di Berlusconi. L’occasione è offerta dal prossimo voto sul rifinanziamento della missione. Prodi è al lavoro per tentare di quadrare il cerchio quando improvvisamente gli arriva un siluro a testata nucleare spedito da D’Alema. Come se niente fosse il ministro degli Esteri fa un’affermazione scontata “la politica italiana in Afghanistan non cambia” poi a seguire la Velina rossa, foglio vicino al terribile Massimo, chiosa “E sia chiaro che se al Senato i voti del centro destra sono determinanti, il Presidente del Consiglio dovrà riferire subito al Presidente della Repubblica”. Come dire, non c’è più maggioranza e il governo deve andare a casa. Staremo a vedere come andrà a finire. Certo non sarà facile per Prodi evitare lo scontro fra ala moderata ed ala radicale rinviando ancora la resa dei conti. Le due parti della maggioranza sono tenute insieme solo dalla convinzione che dividendosi farebbero cadere il governo. Non vogliono far tornare Berlusconi, e per questo sono pronte a tutti i compromessi possibili, ma non vogliono nemmeno che la parte di maggioranza a loro avversa abbia il sopravvento, e per questo marcano le differenze. Chi sfonda il fronte su una questione importante, non importa quale, non vince solo una battaglia ma la guerra. Da quel momento l’azione del governo seguirà inevitabilmente quella linea. Povero Prodi. Tanti sforzi a Caserta per accantonare i nodi veri e poi correre il rischio di inciampare su Vicenza. E pensare che non c’è nemmeno una reggia…
Il caso Vicenza. 120 deputati della maggioranza puntano i piedi. Prodi tenta di ricucire. D’Alema, per aiutarlo, gli mette una bomba sotto la sedia
La sinistra radicale fa sentire la sua voce in politica estera. D’Alema non ci sta e mette i paletti al governo: nessun cambio di rotta in Afghanistan e nessun aiuto determinante dal centro destra

Già e poi che fai, ci rimetti il “nano di Arcoree “l’ ebete” di Sondrio ?
Non ti sono bastati 5 anni di avanspettacolo?
Un minimo di senso del ridicolo dovremmo averlo tutti.
Scusate, ma quello che fanno tra di loro a me interessa poco o niente. L’interrogativo che tutti gli elettori della CdiL si pongono, non è se e quando cadranno (penso che staranno in sella per 5 anni, il tempo giusto per metterci tutti sul lastrico) bensì cosa facciamo o faremo noi per farli cadere e mandarli a casa. Nessuno ne parla. Ad esempio: sull’Afganistan noi voteremo quasi sicuramente per conferma della missione, per l’immagine dell’Italia (la dicitura Paese la lascio ai politici) ecc…BALLE! BISOGNA MANDARLI A CASA VOTANDO CONTRO NON APPENA AVRANNO POSTO LA FIDUCIA! Sergio
Un solo commento . Stando così le cose ,come si fa ad ironizzare sulla situazione politica incombente sui poveri,italici gropponi ? Basterà sventolare un gagliardetto ?