”Sarebbe sbagliato dire che a Caserta ha vinto Rifondazione, in realta’ ha vinto l’intera coalizione di maggioranza”. Le parole del ministro per la Solidarieta’ sociale, Paolo Ferrero, pronunciate il giorno dopo il “conclave di maggioranza in occasione di un convegno di associazioni del volontariato, permettono, a chi vuole, di decifrare bene la situazione della maggioranza per il loro tono e per il contenuto.
Ferrero, ministro di Rifondazione comunista, usa il tono magnanimo di chi è sicuro di aver vinto e sa che può minimizzare perché la vittoria l’hanno capita tutti. E sottolinea quello che ormai è evidente ai più: non solo Rifondazione e la sinistra estrema ha vinto, essendo riuscita a bloccare qualsiasi tentativo di riforme. Hanno vinto anche i cosiddetti “riformisti”, perché non si è arrivati alla rottura. Dunque, il governo dura…..
Poi, per chi non avesse capito, la spiegazione: ”Nelle settimane scorse qualcuno ha cercato di modificare la struttura dell’Unione cercando di farla coincidere solo con alcune forze moderate, i cosiddetti ‘riformisti’. Da questo punto di vista Caserta ha riportato la ‘coalizione tra diversi’ sull’accordo di programma: non puo’ essere che qualcuno venga portato ‘ob torto collo’ a dover accettare indirizzi di altri. A quel punto non sarebbe una coalizione, ma un’altra cosa…”
In parole povere, Rifondazione, Comunisti di Diliberto, Verdi di Pecoraio Scanio, etc sono come, nelle partite di calcio, quelle squadre che hanno a disposizione due risultati utili. A loro basta anche pareggiare, cioè mantenere lo status quo. Con le riforme in…lista di attesa.
A Rifondazione basta il pareggio
Il ministro Ferrero fa l’elogio dello status quo, che va bene a tutti. Alla sinistra estrema per bloccare le riforme; ai moderati dell’Unione per tirare a campare.

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