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Porto Franco: lineamenti per un dibattito.

Pubblichiamo il documento sul quale all’interno dell’associazione Porto Franco si sta sviluppando la discussione cominciata nell’assemblea tenutasi 4 gennaio scorso

di Redazione Pensalibero.it | 2 Gennaio 2007

Si è tenuta giovedì 4 gennaio alle ore 21 presso la saletta del Circolo di via De Amicis , via De Amicis ,17 Milano, l’assemblea dei soci e simpatizzanti del Club Porto-Franco.
Quella che pubblichiamo è la nota introduttiva al dibattito del Presidente del Club , Franco D’Alfonso.

IL CLUB PORTO-FRANCO

A pochi mesi dalla sua nascita, possiamo affermare che il Club Porto-Franco è una realtà viva ed attiva in un panorama politico-culturale milanese che continua a non brillare per vivacità ed intensità : forse proprio per questo , il nostro “Porto-Franco” , punto di incontro e di confronto di idee , senza una propria sede, senza mezzi che non fossero quelli dell’impegno personale dei suoi aderenti ed amici , è stato teatro di alcune fra le principali discussioni ed iniziative politiche milanesi non direttamente promosse e controllate dalle Isituzioni . In un momento nel quale , come altri ha acutamente osservato , non ci si iscrive più ai Partiti ma alle Maggioranze di Governo locale o nazionale, la partecipazione attiva di così tante persone alle nostre serate ed alle discussioni via web sono un piccolo segnale in controtendenza rispetto ai giorni del disimpegno che sembrano non passare mai.

Il Club è nato dal ritrovarsi di alcuni vecchi ragazzi nell’impegno politico quotidiano prima di tutto sull’onda dell’entusiasmo sollevato dal lancio del progetto “Rosa Nel Pugno” e dalla conseguente suggestione di potersi riunire in un Partito laico , liberale , socialista , radicale . In particolare fummo stimolati dalla possibilità che si potesse riprendere a parlare di politica senza anatemi e retaggi del passato , dei temi e delle scelte dei socialisti di Craxi senza doversi giustificare né con i censori protagonisti della Rivoluzione Culturale nostrana né con gli autoproclamati custodi della memoria : perfino , si è intravista la possibilità , l’ultima , che si realizzasse l’unità dei socialisti come parte essenziale e propulsiva di una più ampia e vincente unità dei riformisti .
Il documento iniziale del Club , quello redatto da Carella,D’Alfonso,Vicario , si spingeva ad auspicare la nascita di questo nuovo Partito sul modello del Psf di Mitterand , con un grande congresso di partiti e club dell’area socialista e radicale , che sceglie un leader non proveniente dalla tradizione socialista : tanti di noi pensavano che la neonata alleanza Sdi-Radicali avrebbe lasciato il passo ad una nuova formazione politica alla cui guida avrebbe potuto presto trovarsi una personalità stimata e popolare come Emma Bonino.
E per questo ci siamo impegnati a fondo , nel corso della campagna elettorale per le Elezioni Politiche , ed ancora di più in quella per le elezioni amministrative appena successive.

I risultati elettorali non soddisfacenti, l’involuzione del Partito Radicale con il ritorno della leadership mediatica di Pannella e la sostanziale scomparsa politica della neo-ministro Bonino ( Pasquale Cioffi ha notato con arguzia che ci è stato rifilato un pacco , con la carta – immagine di Emma e , ad elezioni avvenute, all’interno il bronzo di Marco…) , il ritorno alla totale inanità a tutti i livelli dello Sdi di Boselli , hanno condotto al fallimento del progetto Rnp , che resta in vita solo come finzione parlamentare ed ha perso ogni e qualsiasi interesse di prospettiva.
L’unità socialista è ritornata ad essere oggetto di liti da comari un po’ invecchiate , del tutto priva di reale interesse se non per i pochi che si agitano per proclamarsi come i Veri ed Unici interpreti di non si sa più bene cosa ( è stata perfino rispolverata la categoria dei “neo-amendoliani” …) , ovviamente partendo dall’esclusione di qualche deviante o traditore , che a propria volta ricomincia il giochino in altra sede con le medesime modalità. La realtà è che l’ultima occasione politica vera per i socialisti è passata e non è stata colta .
Il governo di centro-sinistra di Prodi sin dai primi giorni della sua esistenza si è mosso in maniera tale da minimizzare e marginalizzare la componente liberalsocialista e riformista , deludendo immediatamente le pur ridotte aspettative che avevamo in esso riposte. Dopo la fiammata , presto annacquata , del decreto Bersani su taxi e dintorni , l’elefantiaca e volutamente confusa Legge Finanziaria , con il suo corollario di discussioni, contrordini, annunci ed aborti di riforme, ha chiarito a molti , se non a tutti , l’impossibilità dell’affermarsi di una leadership riformista sul Governo , che resta guidato da un premier che si mantiene a galla più mantenendo le condizioni politiche precarie che ne impediscono il ricambio che con la forza di una idea politica guida , sostituendo la massa delle parole ( del Programma Talmud , della Legge Finanziaria con art 1 con 1500 commi) alla formulazione di un concetto .

Ma la validità del progetto Rnp poggiava essenzialmente sull’individuazione di uno spazio politico liberalsocialista per un soggetto politico che si candidasse ad affrontare in termini nuovi e pragmatici la sfida della modernizzazione , dopo il fallimento del centrodestra verificatosi proprio su questo terreno :la necessità e la voglia di affrontare i nodi del sistema, dopo che per anni si era stati illusi sulla possibilità di eluderli, la richiesta di soluzioni e risposte a problemi reali accomuna molti più uomini e donne di quanto probabilmente non si pensasse . Forse non si tratta ancora della maggioranza , come è stato nei tempi ormai lontani del referendum sulla scala mobile , capace di dimostrarsi molto più consapevole delle oligarchie partitiche al punto di votare contro il proprio borsellino immediato per investire su una riforma di sistema per il futuro, ma certamente sono molto più numerosi di quanto non si intenda prendendo gli attuali rappresentanti politici del centrosinistra come parametro.
Il Club Porto-Franco a Milano ha incontrato, in qualche occasione, queste persone disponibili a discutere di concreti argomenti di riforma e cambiamento , e grazie a questo fatto si è affermato , a dispetto del sostanziale non verificarsi delle ipotesi politiche sulla base delle quali era nato, Rnp in primis.

QUI E SUBITO
Abbiamo scelto di affrontare e pronunciarsi concretamente su alcuni temi che ritenevamo e riteniamo essere cruciali per una politica liberalsocialista : politica internazionale , diritti civili , riforma della Pubblica Amministrazione , liberalizzazione dell’economia .
E lo abbiamo fatto alternando quanto era nelle nostre possibilità , promuovendo momenti e dibattiti di approfondimento , promuovendo e partecipando ad iniziative e manifestazioni pubbliche , sempre cercando di far emergere con chiarezza le posizioni che a nostro avviso sono proprie di una cultura laica , socialista , liberale , cercando di metterla a confronto con le posizioni diverse , in primo luogo facendole emergere se possibile con altrettanta chiarezza .
Abbiamo cercato e cerchiamo di essere assolutamente intransigenti sulla necessità di pronunciarsi con chiarezza sui principi e consequenziali sulle proposte politiche , abbiamo eletto a nostro principale avversario i “benaltristi” di ogni risma , i professionisti della politica che permettono il compromesso di potere in nome del partito (o , come va oggi di moda, della maggioranza) , i cultori della fase 2 radiosa che immancabilmente seguirà ad una fase 1 dolorosa , i conservatori mascherati da “democratici” che si sono impadroniti troppo spesso della guida della sinistra italiana. E abbiamo cercato di portare, al termine di ogni nostra discussione od iniziativa , ad una conclusione concreta , ad una proposta praticabile , ad una iniziativa stabile nel tempo.
I risultati non sono stati ovviamente univoci e sempre positivi : al successo indubitabile dei nostri dibattiti sui “fannulloni” o sulla “Finanziaria” come a quello della mobilitazione per la raccolta di firme, assieme all’Associazione Coscioni ed altre del Coordinamento Rnp, per il “caso Welby” , abbiamo dovuto registrare altrettanto indubitabili “flop” quali i presidi di massa senza massa in appoggio agli studenti iraniani oppositori di Ahmedinjahed.
Parallelamente , siamo riusciti a sviluppare alcuni strumenti semplici di lavoro e dibattito , attraverso un uso della email molto proficuo ; ma non siamo ancora riusciti a fare il minimo salto sul piano editoriale che pure ci è sembrato più volte a portata di mano , attraverso lo sviluppo di un nostro sito web.
Il problema di una visibilità editoriale delle nostre iniziative e delle nostre elaborazioni è il tema, pressante, che dobbiamo affrontare : la cortese ospitalità che in diverse occasioni ci ha riservato il quotidiano “Il Riformista”ed il riscontro di rassegna stampa ottenuto in molti casi non sono e non possono essere risolutivi . La possibilità di un intervento continuo e tempestivo nel dibattito politico e culturale diventerà presto una condizione essenziale per la continuità stessa della nostra iniziativa.

Siamo riusciti a portare a discutere con noi persone che militano o semplicemente votano per diversi partiti e schieramenti , uniti però , magari solo transitoriamente e solo su un singolo argomento , da una comunanza di valori laici e liberali , così come associazioni e Circoli di area : non lo abbiamo ancora fatto , o non lo abbiamo fatto a sufficienza , con i molti che hanno lavorato con buoni risultati a sostegno della ormai politicamente scomparsa “Lista Ferrante” , che rappresentano una realtà positiva di impegno non comune nella disastrata sinistra milanese.

Io credo che luci ed ombre della nostra attività siano determinate dalla valutazione a volte esatta , a volte errata , delle nostre forze e capacità di trasformare in azione pratica l’intuizione e la valutazione politica . Mi pare di poter dire che , fino ad oggi , lo abbiamo fatto complessivamente bene , ma possiamo migliorare.

POLITICA INTERNAZIONALE

Il Club ha compiuto una netta scelta prima di tutto in materia di politica internazionale , e lo ha fatto inserendo fra i suoi documenti fondativi il “Manifesto di Euston” , nel quale sono efficacemente e sinteticamente indicate con precisione le scelte di principio di una sinistra “liberal” , che sono nettamente diverse e contrapposte rispetto al terzomondismo antioccidentale che è ormai la cifra distintiva di una sinistra comunista e radicale , che ha finito per influenzare negativamente , soprattutto in Italia , l’orientamento complessivo della sinistra politica. Abbiamo aderito al comitato italiano per il “Manifesto di Euston” progettando con loro alcune iniziative che però non sono decollate .
Siamo stati fra i promotori della riuscita manifestazione tenutasi a Milano durante la crisi di Beirut di settembre , di fronte al consolato del Libano , in sostegno della ragioni della democrazia israeliana attaccata dal fondamentalismo Hezbollah , manifestazione che, come ricorderete , ha visto – unico esempio in Italia – la partecipazione di gruppi politici tendenzialmente non certo favorevoli ad Israele, quali i Verdi e Rifondazione Comunista , che si sono resi protagonisti di un confronto certamente utile e civile direttamente sui marciapiedi di via Pantano.
Abbiamo aderito alla manifestazione promossa dalla Fgs di Milano alla vigilia di Natale in sostegno degli studenti iraniani , manifestazione che non ha viceversa avuto un grande successo ,nemmeno tra i nostri soci e simpatizzanti..
Fra le persone avvicinatesi al Club vi sono alcuni amici e compagni che sono portatori di una lettura del “Manifesto” più vicina a quella “teo-con” che non a quella liberal . Gli interventi di Mangano, Castrovilli ed altri che sono stati anticipati via mail vanno in quella direzione, a mio avviso : credo che il confronto e la chiarificazione su questi temi debbba avvenire passando ad alcune iniziative di dibattito ed approfondimento su questi temi che dovremo mettere in calendario a breve .
A questo proposito , stiamo lavorando su alcune ipotesi riguardanti la nostra città , l’integrazione , la sicurezza , la funzione della scuola – con riferimento esplicito alla vicenda della scuola di via Ventura : già questa sera vi propongo di entrare nel vivo della discussione.

DIRITTI CIVILI

Il fronte della laicità e dei diritti civili , che è stato l’elemento principale della proposta politica elettorale della Rnp , è stato da noi frequentato con grande assiduità : i valori che siamo stati e siamo chiamati a difendere sono , al pari delle scelte sui principi di difesa della democrazia, fondanti ed inderogabili per la nostra cultura laica e socialista.
La difesa dei valori della laicità dello Stato è tornata ad essere , oltre trent’anni dopo il referendum sul divorzio, una linea discriminante politica, una cartina di tornasole per distinguere tra conservatori e liberali , un serio sistema di verifica della sintonia tra società politica e società civile : non a caso , ancora una volta , gli eredi del Pci e della tradizione togliattiana si stanno rendendo protagonisti ripetuti tentativi di diluizione e dissimulazione di una grande battaglia di civiltà per preservare il filo dell’accordo di potere di tipo “compromesso storico” , con una coazione a ripetere che nella sinistra italiana sembra essere ineliminabile . La vera e propria svendita dei principi di laicità teorizzata e tentata da Fassino , in contrasto con i sentimenti del proprio stesso elettorato , per tentar di dare vita al Partito Democratico assieme ai “teo con” strumentalmente messi in campo da Rutelli , ripete più che ricorda la sequela di dichiarazioni improntate al “non è una vittoria politica” che i dirigenti dell’allora Pci tentarono pervicacemente di ammannire alla propria stessa base felice per il successo del 1972 , in contrasto con il lapidario “Hanno voluto contarsi, ci siamo contati “ con il quale Pietro Nenni inchiodò tutti al vero significato politico del voto.
Su questo terreno abbiamo verificato la maggiore convergenza di valori e di intenti in primo luogo con i Radicali dell’Associazione Enzo Tortora , ma anche con tutti i circoli e Club dell’area e con la Fgs e lo stesso Sdi .
Abbiamo partecipato in maniera convinta ed attiva al vero e proprio movimento che si è sviluppato per effetto dell’iniziativa di Piergiorgio Welby e dei Radicali e ci riteniamo impegnati a dare continuità a questo nostro impegno , non lasciando cadere la tensione e la discussione sui temi del diritto inalienabile alla scelta di un uomo anche e soprattutto in condizioni di perdita della dignità stessa della vita : in particolare a Milano siamo stati noi stessi del Club Porto-Franco cercare di allargare l’attenzione al tema della terapia del dolore che non è di fatto assicurata dalla sanità pubblica e privata neanche con il famoso “modello lombardo”.
Alcuni dubbi , magari anche solo limitati ai toni in gran parte dettati dalla tradizione militante dei Radicali , sono stati sollevati da alcuni compagni socialisti e cattolici : credo che dovremo , nelle prossime iniziative, preoccuparci di dare spazio ed opportunità di confronto e dissenso di questi compagni , tenendo conto che oggettivamente lo spazio per le loro ragioni all’interno dei partiti aderenti alla Rnp ed agli stessi Club e circoli è stato in questi mesi piuttosto compresso.
Se esprimere dubbi ed argomentarli è non solo lecito ma doveroso , credo che però non si possa non riconoscere ai Radicali , e probabilmente a Marco Pannella in prima persona, di avere posto all’attenzione ed al centro del dibattito politico e sociale ancora una volta un grande e sentito problema , che sta alle fondamenta stesse del nostro vivere in comune : l’imbarazzo ed il fastidio con il quale molti esponenti del centrosinistra hanno cercato di bollare “la spettacolarizzazione” del caso Welby come qualcosa di non politicamente serio, al pari delle per la verità limitate accuse di omicidio alla Luca Volontè , sono state di fatto classificate , queste sì , come modalità non serie di fare politica seria dalla discussione , dal confronto, dall’interrogarsi che ha coinvolto tutti gli italiani , le famiglie , le comunità , in tutti i luoghi possibili, dai filo diretto delle radio ai pranzi di Natale , con toni misurati , preoccupati , sofferti , con grande ed inusitata capacità e voglia di ascoltare i pareri di chiunque. La posizione violentemente politica della gerarchia cattolica ha avuto effetti pavloviani sulla senatrice Binetti , su Buttiglione e pochi altri, ma ha suscitato una reazione di imbarazzo e dissenso come da molti anni non si era registrato da parte della comunità cattolica italiana.
Infine , non è possibile non notare la un po’ meschina fuga dalla presa di posizione politica e personale su questi temi da parte dei leader degli schieramenti politici delle ultime elezioni , Prodi e Berlusconi , in questo caso fedeli interpreti di un Palazzo politico lontano dalla sensibilità del popolo che deve governare.

Su questi temi il Club seguiterà a collaborare ed a concordare iniziative comuni con i soggetti aderenti al Coordinamento per la Rnp , mentre propongo di valutare iniziative proprie del Club in materia di terapia del dolore in Lombardia e di ricerca scientifica .

FANNULLONI E LIBERALIZZAZIONI

Alcune fra le nostre iniziative più significative sono state nel campo dell’economia e della politica.
Il ddl cosiddetto “Turci-Ichino” ha visto in qualche modo la luce proprio nel corso del dibattito e della successiva discussione svoltasi tra noi.
Il silenzio e l’imbarazzo che si è già manifestato nelle posizioni “ufficiali” di governo e maggioranza ci devono indurre a dare seguito , per quanto a noi possibile , all’iniziativa , per ottenere un pronunciamento ed uno schieramento dirimente su una questione, quale la riforma della PA, che è cruciale per qualsiasi serio progetto di rinnovamento dello Stato e di leadership riformista .
Noi daremo seguito al nostro dibattito di settembre , richiamando a discutere sul testo del ddl il panel di sindacalisti ed esponenti politici che ncontrammo in quell’occasione , con una attenzione aggiuntiva alle scelte in materia organizzativa degli enti locali di Milano e Lombardia . non pensiamo certo che dopo aver puntato il dito verso il macroscopico fenomeno dell’inefficienza e della mancanza di valutazione della meritocrazia , di lasciar passare sotto silenzio l’aberrante applicazione dello spoil system messa in atto dalla giunta Moratti , con la nomina di una serie di persone, diciamo così, carenti di titoli per ricoprire strapagate posizioni di direzione di quella che fu la amministrazione pubblica d’Italia.
Come Club collaboreremo , su questo tema, con le altre organizzazioni milanesi , da Federconsumatori a Cittadinanzaperta a Libertà Eguale (che ha già annunciato una propria iniziativa per il 15 gennaio ) , che intendono impegnarsi e contribuire a questa iniziativa : contando anche sul supporto della grande stampa quotidiana , pensiamo che il ddl sia un’occasione per consolidare ed ampliare una opinione pubblica di sentimento riformista .
Sempre sul ddl Turci-Ichino abbiamo avviato concrete collaborazioni con il “Gruppo dei 101” di Cariglia a Firenze , il confratello Club Porto-Franco di La Spezia e la Fabian Society di Torino , per dare vita ad iniziative anche in quelle città.
Sulla stessa linea di lavoro va letta l’organizzazione del corso “Reinventing Government “, in collaborazione con il Circolo De Amicis , per i primi mesi del nuovo anno : la scarsità delle adesioni ad oggi però ci fa pensare che non riusciremo a dare seguito a questa intenzione.
La valutazione e la critica della “Finanziaria” è stato ed è l’altro elemento di grande attenzione nostra e dei nostri soci , con una significativa e competente partecipazione al dibattito iniziato nella serata pubblica e proseguita con una serie di contributi scritti molto significativi , fra i quali ricordo quelli di Marco Vitale e di Giancarlo Pagliarini , che hanno portato nuovi argomenti e spunti all’attenzione di tutti noi . Inevitabilmente , il nostro giudizio negativo sulla Finanziaria di Prodi , che ha avuto sfumature e pareri significativamente diversi fra noi ( ricordo a questo proposito quello di Achille Cutrera , a parere del quale l’impostazione politica di recupero della evasione fiscale è premiante , nel giudizio finale, rispetto al resto) , si è riflesso come “delusione totale” , per usare nuovamente le parole di Vitale , per la prova del governo Prodi e per una maggioranza che viene governata , ormai è chiaro , mediando esclusivamente con le posizioni della sinistra radicale e contando sull’impossibilità dei riformisti di “strappare” alla maniera di Bertinotti prima maniera .
La nostra linea di lavoro su questi temi per il prossimo futuro dovrà orientarsi , a mio avviso , su analisi e proposte in materia di liberalizzazioni e privatizzazioni , con un particolare occhio di attenzione alla quota importante di competenza e proprietà del Comune, della Provincia e della Regione Lombardia : il fenomeno delle nuove Iri padane , la fusione Aem-Asm , la possibile incorporazione dell’Amsa nell’Aem, in generale il ruolo delle ex municipalizzate , governate da una sorta di neocolbertismo nemmeno dichiarato , riguarda , e molto , tutti i riformisti milanesi . Collaboreremo , come già abbiamo fatto in alcune occasioni nello scorso anno , con l’Associazione +39 e con quanti altri si dimostreranno sensibili alla tematica. , sperando di trovare anche qualche contributo e partecipazione da esponenti e gruppi consiliari presenti nel Consiglio Comunale di Milano.

MILANO CHE SI DICE MA NON C’E’

Davide Corritore ha dato conto sul “Riformista” di alcuni giorni fa di un sondaggio che evidenziava come nella percezione dei milanesi la giunta di Letizia Moratti ha lavorato bene , a parere del 72% degli intervistati, sul versante della comunicazione e dell’immagine , mentre la percentuale di coloro i quali pensano che stia governando bene Milano resta inchiodata a quel 52% che le ha dato la vittoria elettorale nel maggio scorso.
La città è molto soddisfatta di quello che la signora Sindaco dice , ma è perplessa sul passaggio all’azione.
La Milano suggerita dall’accorta campagna per la candidatura all’Expo è una Milano che ha molta attrattiva , è una Milano per la quale ci piacerebbe lavorare e collaborare : ma qualcuno , la Giunta, la maggioranza del Sindaco , sta lavorando in tal senso o ne sta solo parlando ?
Credo che andare a verificare , a confrontarsi su progetti e provvedimenti concreti evocati dalla Giunta Moratti sia un nostro preciso punto di interesse , sul quale pensare a delle iniziative concrete.
Non abbiamo avuto il tempo e le forze per dedicarci in questi mesi all’ “agenda Schemmari” , quei punti di lavoro e di verifica su Milano che Attilio ci aveva proposto fin dal mese di luglio con l’obiettivo di giungere a proporre un “Manifesto per Milano “ ad opera dei riformisti e socialisti . Penso che lo dobbiamo fare adesso , individuando un concreto articolarsi di iniziative da svilupparsi in collaborazione con quanti disponibili a farlo ( in tal senso registro e riporto l’esplicita e convinta adesione dell’Associazione Radicale Tortora a lavorare su questo terreno ) , recuperando la tradizione del socialismo municipale laddove ha lasciato tracce significative ( per esempio , al Circolo De Amicis , in gruppi di professionisti che hanno lavorato al Pim ) , ricercando pragmaticamente interlocuzioni politiche .
Uno degli obiettivi del nostro Club alla sua nascita è stato individuato nella capacità di rimettere in campo uomini ed idee per non essere mai più costretti ad assistere attoniti e silenti a scelte elettorali e politiche che puntualmente si sono rivelate perdenti a Milano ed in Lombardia : non abbiamo fatto molto in tal senso fino ad oggi , dobbiamo cogliere tale obiettivo nell’anno che viene.

LA STORIA SIAMO NOI. (o no ? )

Abbiamo rinunciato ad organizzare un seminario sulla politica del Psi di Craxi a Milano perché abbiamo valutato come troppo alto il rischio di essere classificati come gli ennesimi partecipanti al ballo della sedia che proprio a Milano sta tornando di moda tra i reduci dell’epoca.

La scelta di non restare impantanati nelle diatribe tra ex non ha certo il significato di passare armi e bagagli nel campo dei nuovisti della politica, giunti direttamente da Marte per miracol mostrare.
Spetta a noi , ed a quelli che come noi condividono un approccio liberale alla storia ed alla politica , mettere in campo e stimolare iniziative , approfondimenti , verifiche che contribuiscano a far fallire l’obiettivo di quanti fino cercano di far passare l’idea che a Genova sul finir del diciannovesimo secolo è stato fondato il partito dei Ds , che si legge “democratici” in italiano e “socialisti” in tutte le altre lingue ; che Aldo Moro leggesse l’Unità , come appare dalla statua dedicatagli a Turrita Tiberina ; che utilizzare l’”oro di Mosca” fosse democratico , mentre utilizzare i dollari delle “Union” americane fosse eversivo ; che uccidere i fascisti non è (stato) reato , ed adesso è meglio che non se ne parli più .
Come ? Non accettando che esistano argomenti tabù , come si è cercato di far passare alla pubblicazione dei libri di Pansa sui fatti accaduti dopo il 25 aprile : non abbiamo potuto organizzare a Milano la presentazione del suo ultimo libro per sua scelta ( non presenta nelle grandi città , perché a suo avviso inutile dal punto di vista della promozione editoriale) , ma collaboreremo all’organizzazione della presentazione che verrà fatta dal Club Porto-Franco di La Spezia.
Ritengo che un nostro lavoro su questo filone resti un importante obiettivo per noi.

ILPARTITO CHE NON C’E

Ai molti temi di interesse che ho cercato di ricordare possono e forse devono aggiungersene molti altri : il ruolo della scuola pubblica , evocato e lasciato appeso come un caciocavallo da Boselli in campagna elettorale ; le nuove tecnologie e la democrazia ; l’informazione , le tv , e tanto altro ancora : mi aspetto che altri spunti scaturiscano anche questa sera.
Inevitabilmente , dovremo operare una selezione e concentrarci su alcuni singoli argomenti e battaglie e questo aiuterà a ricordare , a noi stessi ed agli altri , quello che il Club non è : non è un Partito , non deve presentare cosmogonie e programmi politici onnicomprensivi , ma può e deve sviluppare spunti e proposte che un Partito possa far propri e rilanciare.
Il Club Porto-Franco non è , non può essere , non vuole essere , un surrogato , un impossibile sostituto della Rnp che non è riuscita a diventare un soggetto politico , di uno Sdi che si è rinchiuso in cantina a meditare su non sappiamo cosa, men che meno di altri che non sanno se sciogliersi, fondersi o che altro.
Siamo convinti della necessità, abbiamo verificato la possibilità e lo spazio politico per un Partito laico , liberale, socialista , radicale , ma noi con gli altri , non siamo riusciti a darvi vita : ma non stiamo fermi ad aspettare che , secondo una visione certo poco laica , per miracolo il processo riparta e la meta si manifesti.
I problemi posti e le battaglie da combattere sono lì , e chiedono solo di avere proposte per risolverle e chiamate alle armi per combatterle . Noi abbiamo fatto , e faremo , questo , lavorando con quanti hanno dimostrato di condividerle.
Parliamo dell’Associazione per la Rnp , animata da Lanfranco Turci , che si è trovata ad essere la zattera sulla quale trovano rifugio quanti avevano creduto nel progetto della Rnp senza provenir da Sdi o Radicali e che sono del tutto insensibili al rinculo delle due piccole burocrazie negli alvei di provenienza : l’Associazione per la Rnp a Milano non si è strutturata in modo autonomo , collegandosi in maniera molto diretta con il nostro Club , e la condivisione di iniziative e decisioni è stata ed è tale che risulta difficile trovare discontinuità.
Parliamo dei gruppi , circoli , club ed associazioni aderenti al Comitato per la Rosa nel Pugno milanese, nato su nostra decisa pressione e che ha già di fatto perso la sua ragione sociale : ma il rapporto di collaborazione e condivisione politica sviluppatosi con i Radicali milanese dell’Associazione Enzo Tortora , con la Federazione Giovanile socialista, con l’Associazione + 39 ( i cui aderenti sono in buona misura anche nostri soci), con la Fondazione Saragat , con il Circolo Pertini non verrà certo abbandonato , ma sarà incrementato , anche allo scopo di ampliare il raggio della nostra azione e moltiplicare le nostre non enormi forze e risorse, cercando di raggiungere una sorta di divisione di argomenti e priorità di lavoro attraverso una programmazione comune.
Ma parliamo anche dei circoli giovanili socialisti e riformisti che stanno iniziando , su iniziativa di Alessandro Colucci , Tomaso Greco ed altri , di coordinare la propria attività; e di quanti mantengono il proprio impegno politico e sociale dopo l’esperienza della lista Ferrante .
Restano infine nostri interlocutori politici primari quanti si dichiarano socialisti , a partire ovviamente dai compagni dello Sdi e di quei compagni che hanno dato vita alle mozioni di minoranza al Congresso dei Ds ed alle cui vicende certamente non possiamo essere estranei o indifferenti.
L’unica ipotesi di nuovo partito della sinistra in campo, quella del Partito Democratico, resta per noi , nella migliore delle ipotesi , incomprensibile ; l’insufficienza degli altri in essere , Ds e Margherita in testa , è talmente acclarata che essi stessi lavorano ormai da anni solo sull’ipotesi di autoscioglimento , non sulla propria espansione; del credito che diamo all’ipotetica unità socialista abbiamo già abbondantemente parlato.
Il Partito che vogliamo continuerà verosimilmente ad essere il Partito che non c’è ancora per diversi mesi , forse per l’intero anno che verrà : sento molto il rischio che si debba inventare per la nostra area politica e culturale un saluto tipo “L’anno prossimo a Gerusalemme” scambiato tra gli ebrei della diaspora per quasi duemila anni .
L’importante è che il tempo dell’attesa non sia trascorso nell’inerzia, politica e personale.

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gino Di Maro

    3 Gennaio 2007 alle 15:32

    Cari Compagni del Club Porto Franco

    Spero che alla Vs rinuncia “ ad organizzare un seminario sulla politica del Psi di Craxi a Milano perché abbiamo valutato come troppo alto il rischio di essere classificati come gli ennesimi partecipanti al ballo della sedia che proprio a Milano sta tornando di moda tra i reduci dell’epoca…” non faccia seguito una rinuncia ad una chiara identità SOCIALISTA anche se condivido che è bene “… non restare impantanati nelle diatribe tra ex …”.

    Condivido la Vs analisi ed il percorso. Vi anticipo che in data 20/1/07 ci sarà a Roma un’Assemblea Socialista tra diversi soggetti politici Socialisti e singoli Socialisti senza tessera, cui sarete ovviamente invitati, con il compito iniziale solo conoscitivo per poi coordinare l’insediamento a breve di una struttura nazionale, la più unitaria possibile, che si assuma i compiti di stimolare il dibattito politico tra chi vuole il Partito del Socialismo in Italia in antitesi al c.d. “Partito Democratico” senza “se” e senza “ma” e che si collochi in un nuovo centrosinistra occupando lo spazio tradizionale del Socialismo democratico ed europeo che oggi è inoccupato.
    La data non è casuale, ma specificamente è stata individuata dopo la direzione della Rosa nel Pugno.

    Saluti Socialisti
    Avv Gino Di Maro

    Rispondi

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