“De minimis non curat praetor”. Infatti la notizia della presunta adesione di Valerio Zanone ai Ds è passata pressoché inosservata, se si eccettuano un brevissimo accenno di Adriano Sofri ne Il Foglio ed un successivo commento di Egidio Sterpa. Poi Zanone stesso ha voluto smentire, ribadendo la sua fedeltà alla lista dove è stato eletto, cioè La Margherita. Tutto ciò, direte anche con ragione, appartiene di diritto alla rubrica “e chi se ne frega”. Miserie della seconda repubblica. Forse però qualche riflessione la potrebbe indurre. Un vecchio e caro amico che ha frequentazioni ancora assidue con i resti sparsi del PLI, mi ha sussurrato che l’operazione da cui è nata la “notizia” avrebbe effettivamente una sua strategia. Il “liberale per bene” Zanone non avrebbe aderito personalmente ai DS, ma avrebbe mandato avanti un gruppo di amici, all’uopo raccolti nel movimento “sinistra liberale”, per costituire una testa di ponte liberale nel costituendo Partito Democratico, versione DS, riservandosi di fare la stessa cosa nella Margherita. Manovra a tenaglia! Piccolo dettaglio: l’operazione sarebbe stata concordata con Fassino e non, come sarebbe stato logico pensare, con Morando o Debenedetti.
I liberali non si smentiscono mai e infatti, immediatamente, Enzo Marzo, nume tutelare della sinistra liberale da oltre trent’anni, ha tacciato l’iniziativa di trasformismo, mentre Raffaello Morelli, altro esponente storico dei liberali progressisti, ha rievocato la storia di Esaù e del piatto di lenticchie. Su quest’ultimo punto, vale a dire sulla natura del guiderdone, non si hanno notizie certe, ma, visti i precedenti, se non saranno lenticchie, tutt’al più saranno fave.
Sul fronte dei liberali dentro alla CdL, per il momento tutto tace. Saranno probabilmente impegnati a digerire gli schiaffoni presi a loro volta dal Cavaliere e dai suoi cortigiani.
La situazione è grave ma non seria, come recita un abusato luogo comune che però mi pare particolarmente adeguato al caso.
Non resta forse che ricominciare da capo. Lasciamo perdere per un po’ il contingente per riflettere sui fondamentali. Stato di diritto, economia di mercato, meccanismi costituzionali, diritti umani vecchi e nuovi, libertà individuali e responsabilità sociali, relazioni internazionali. Rileggiamo i classici e confrontiamoci fra chi è interessato a tali argomenti, senza chiedere da dove proviene. Se sapremo trovare delle sintesi valide, su queste potremo costruire una piattaforma politica che possa essere credibile e riscuotere consensi capaci di rompere il dualismo vigente.
Proposta troppo a lunga scadenza? Può darsi; l’alternativa mi pare però essere quella del piatto di lenticchie oppure del raggruppamento raffazzonato e velleitario degli ex-qualcosa, già più volte sonoramente bocciato dalla gente.
Pio Borri

Grazie a Di Maro per la domanda.
Rileggendo il mio intervento capisco che potesse far sorgere quella domanda. No, non solo non inseguiamo il berlusconismo ma lo osteggiamo né più né meno del prodismo.
Tentiamo di essere liberali moderni che rispettano quelli del passato e che si è consapevoli di essere nel XXI secolo.
Caro Lamedica,
una domanda: restate liberali e cavouriani o inseguite il berlusconismo?
Liberali,socialisti,radicali,repubblicani.”siamo solo noi,non gli altri!”. Benissimo ,alla sagra degli ex -qualcosa c’è sempre posto per tutti ,come sappiamo. Ora ,però, si potrebbe tentare di seguire una via un poco diversa,e magari più sicura. Troviamoci a concordare dei punti seri di attività e di programma, ispirati dalla realtà attuale e da principi adeguati alla soluzione di problematiche esistenti . Forse è cosa più comprensibile dello sventolio di vecchie banderuole, e sicuramente più accettabile soprattutto dai giovani . Perchè non cominciare da una battaglia per una nuova legge elettorale,basata su quel voto di preferenza che rende l’atto veramente personale,libero e segreto ( nonostante le alchimie sempre attivate dalle segreterie di partito) ?.Orientandosi intanto per un NO al futuro referendum abrogativo , per non cadere dalla padella nella brace. Insomma ,il problema oggi in Italia è creare una vera alternativa a questo sistema politico ingessato ,dominato dalle oligarchie e dai nepotismi più sfacciati, contrastando un bipolarismo di facciata ed un conservatorismo soffocante. Lo si può fare sventolando bandierine ?
Caro Borri e cari amici,
abbiamo già ricominciato da capo. Nessuna intenzione di riesumare il PLI di Malagodi o quello di Zanone. Ma un soggetto politico “di” liberali, con l’umiltà di rispettare le scelte non condivise (né condivisibili) di chi da liberale si illude di poter “contare” qualcosa tra i poli perbene. L’esperienza di questi anni ci ha fatto convincere che i liberali nel centrodestra e nel centrosinistra possono, al massimo, svolgere il ruolo di “mosche cocchiere”, ad essere benevoli, perciò ci siamo armati di coraggio e volontà ed abbiamo deciso di ricominciare da capo.
Per questo il 10 giugno la Federazione dei liberali, il Forum liberale delle Marche, Veneto liberale, il Tavolo permanente dei liberali veneti e Salon Voltaire hanno dato vita ad un coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale. Il 4 luglio è stato lanciato un Manifesto – “liberali con i liberali” – (che può essere consultato anche sul sito http://www.venetoliberale.ilcannocchiale.it alla data del 6 luglio) cui hanno aderito anche la Destra liberale/Liberali per l’Italia ed altri soggetti.
Stiamo predisponendo un sito Internet quale strumento telematico per coordinarci e stiamo organizzando incontri pubblici per far conoscere l’iniziativa.
E’ vero, caro Borri, la nostra è una proposta a lunga scadenza. Una tappa importante sarà il 2009 allorché vi saranno le elezioni europee. Una scelta liberale, oltre ad una scelta conservatrice o socialista ci potrà essere? Dipenderà anche dal nostro impegno.
Vi dite laici perciò sicuramente presterete attenzione alle nostre iniziative.
Cordiali saluti
Avv. Giuseppe Lamedica
segretario di Veneto liberale
soggetto costituente del Coordinamento dei liberali italiani – per una politica liberale
Agli amici liberali chiedo una cosa: restate squisitamente liberali.
Grazie,Pio Borri,per aver colto i lati ameni della notizia(?)di uno scivolamento di qualche liberale nel partito dei ds.Almeno ci siamo fatti una risata.Se poi vogliamo tornar seri,hai ragione:ricominciamo dagli obbiettivi fondamentali.E tra questi non dimentichiamo la tutela dell’ambiente e la battaglia per un progresso alternativo allo sviluppo.Amen.Cordialità.Adalberto Scarlino,liberale fiorentino.