Il mio non e’ revisionismo ma racconto come e’ stato il nostro passato. Quando la sinistra perde il proprio passato e’ finita. La sinistra ha sempre raccontato balle, a partire dall’invasione dell’Ungheria passando per la campagna del Fronte Popolare. Tutti i partiti mentono, ma qualcuno di piu’. Il Pci pero’ ha sempre mentito”.
Parole sante, parole di Giampaolo Pansa, uno dei pochi “mostri sacri” del giornalismo italiano ancora in circolazione. Il grande “inviato”, ora autore di testi storici che scavano il periodo della Resistenza al nazifascismo in chiave non conformista sta sperimentando sulla propria pelle i pregiudizi, le invidie, le cattiverie e la stupidità di certa pseudosinistra.
Forse dovremmo essere soddisfatti nel vedere Pansa ricevere lo stesso trattamento che i “duri e puri” della sinistra riservavano a noi laici liberali e socialisti ai tempi in cui l’attuale vicedirettore dell’Espresso ci sbeffeggiava con le stesse argomentazioni? No. Innanzitutto perché Pansa è stato ed è, comunque, un bravissimo giornalista, un vero testimone del tempo, sempre in mezzo agli avvenimenti importanti che hanno fatto la storia. E poi perché il suo sforzo di essere se stesso, di non subire condizionamenti, di ricercare e documentare la verità è molto raro in un Paese in cui c’è il vizio di scrivere la storia per tesi pregiudiziali.
E proprio agli “storici” Pansa riserva i giudizi più sferzanti: ”annebbiati,che non hanno mai raccontato le storie, ne’ passato in rassegna le mattanze.
Questi storici hanno sempre affrontato questi temi con passo felpato. E’ come quello che canticchia l’Aida in bagno, anziche’ all’opera, per non disturbare la moglie alla quale piace il rock”.
Benvenuto Pansa, dalle nostre parti, cioè nella terra di nessuno. E’ una terra che tutti attaccano, da destra e da sinistra. E le difese sono affidate al coraggio ed alla tempra individuali. Ma non mancano le soddisfazioni e tu già le hai provate. Perché vendi centinaia di migliaia di libri; e questo i tuoi avversari li fa schiattare di rabbia!
Benvenuto Pansa nella terra di nessuno!
Stai ricevendo lo stesso trattamento che i “duri e puri” della sinistra riservavano ai laici, liberali e socialisti. Benvenuto dunque nella terra di nessuno dove le difese sono affidate alla tempra e al coraggio individuli.

E’ triste vedere come reagiscono i vecchi comunisti e partigiani alle accuse che Pansa ha lanciato, con i suoi libri. La reazione equivale alla responsabilità dei tanti dellitti perpetrati dopo la 2° guerra, da alcune bande di assassini che forti dell’appartenenza a qualche sparuto gruppo partigiano ha ucciso inermi cittadini, non necessariamente. repubblichini o fascisti. Ciò vale per i grandi delitti degli anni 50, da fatti dell’Ungheria alla lunga mano dei vertici del Pci (Longo e C.) che si sono idealmente “alleati” con l’estremismo di sinistra che altrettante vittime innocenti ha fatto dal 68 in poi, con gruppi eversivi che ancora oggi nneggiano alla sollevazione popolare. Erano gli anni 70 dove nelle fabbriche e nelle sedi del Pci, si giustificavano : i compagni che sbagliavano. La capacità di Pansa, mai tenero con gli avversari è quella di dire alcune cose gravi del Pci senza per questo, spostare l’orologio della storia, ma guardandole con senso critico e di prospettiva. Chi si rifugia nei luoghi comuni, la liberazione, un partito comunista diverso dall’urss, ecc. ecc. vuole restare legato agli schemi e agli errori di allora.
Si capisce che si arrabbino! Non gli scemotti dei centri sociali, ma i “professori” e i depositari della verità. I loro libri di storia non vendono niente ma, in compenso, c’è l’obbligo di studiarli a scuola.
Coi risultati che si vedono!