Par di sognare a vedere tutto questo polverone per il “caso Cognetti”, il direttore scientifico dell’Istituto Regina Elena di Roma rimosso dal ministro Livia Turco con motivazioni, peraltro fumose e oscillanti, che rivelano solo mancanza di trasparenza.
Per chi vive in una regione “rossa” quale la Toscana, non è un dubbio ma una certezza che molti “ci sono” e altrettanti “ci fanno”.
Se Francesco Cognetti fosse stato a capo di una qualsiasi struttura sanitaria o di ricerca scientifica toscana, la sua rimozione non avrebbe fatto notizia nonostante si tratti di uno scienziato di sicura fama.
Chi se ne sarebbe potuto meravigliare in una regione nella quale tutti gli incarichi sono accuratamente vagliati dal punto di vista della “affidabilità politica”; dove il mantenimento del potere da quasi sessanta anni si basa sul controllo asfissiante della società in tutte le sue articolazioni, dallo sport all’economia, dal credito alla sanità?
Il ministro Livia Turco ha fatto quello che assessori, presidenti e sindaci di Regioni, province e comuni fanno tranquillamente nella mia e in altre regioni da decenni.
La sanità è uno dei volani principali dell’organizzazione del consenso: contrariamente a quello che scrivono frettolosi invi(t)ati della grande stampa schierata, non funziona affatto bene in Toscana: dove forse non è a livelli di degrado riscontrabili in altre regioni, ma dove pure si devono attendere mesi per fare analisi e interventi, le liste di attesa sono sempre più gonfie e la parte burocratico amministrativa assorbe la parte più cospicua delle spese.
Già negli anni sessanta e settanta, un notissimo primario fiorentino non perdeva occasione per dire come andavano le cose negli ospedali toscani: “ se si libera un posto ed il PCI non ha l’uomo giusto per occuparlo, il posto non va a concorso finché non hanno preso un infermiere e l’hanno fatto laureare”.
Al momento nessuno può dire se il caso Cognetti sia la spia dell’estensione in tutta Italia del modello toscano.
Posso tuttavia suggerire come fare ad accorgersene. Se si assisterà ad una moltiplicazione di enti e di incarichi; se editori e giornali saranno blanditi e finanziati tramite convenzioni di copertura, attraverso le quali si finanzia con i soldi pubblici quello che dovrebbe essere normale informazione; se l’accesso al credito risulterà più facile agli imprenditori amici; se saranno create corsie preferenziali in ogni campo per gli stessi imprenditori amici e per le cooperative; se quello che è accaduto al prof. Cognetti si ripeterà puntualmente in altri settori (Università, banche, enti economici, aziende pubbliche, etc); ecco: allora ci accorgeremo che il modello Toscana si sta estendendo a tutta Italia.
Chi farà finta di non accorgersene, alleato di governo o forza di opposizione, sarà sospettabile di chiudere gli occhi per proprio tornaconto. E le probabilità che i sospetti abbiano fondamento, sempre in aderenza al modello toscano, sono molto elevate.
Benvenuti in Toscana
Se Francesco Cognetti fosse stato a capo di una qualsiasi struttura sanitaria o di ricerca scientifica toscana, la sua rimozione non avrebbe fatto notizia. Come accorgersi se il modello Toscana si sta estendendo in Italia.

Ela classica moltiplicazione di pani e pesci.
Con questo metodo un professore di storia della lingua sarda (posto che non ho niente contro la lingua sarda), tale Berlinguer, a Siena è diventato Rettore magnifico e poi Ministro dell’università e della ricerca scientifica illudendo gli infermieri professionali titolandoli con laurea breve per cui adesso non solo sono infermieri, ma come ridicolizzava un mio vecchio amico, anche dottori. Ovviamente come tante lauree brevi inventate da Berlinguer (non si saprà mai quanti e quali danni ha provocato da ministro, che ha anche distrutto il diritto allo studio garantito dall’art. 34 della Costituzione), che hanno reso tutti dottori i frequentatori del “Paese dei Balocchi” di Collodiana memoria!
Forza “operatori ecologici” non confondiamoci con gli “spazzini”!
Non a caso le ultime riforme di rilievo nella P.A. sono state quelle operate ed intitolate a Bassanini , con le quali sostanzialmente si riformava la dirigenza pubblica , creando il “ ruolo unico” ed eliminando i concorsi ( il merito è discriminante , ed il trucco dei concorsi è faticoso e compromettente !).I concorsi restano solo per i quadri ; e poi ci sono sempre gli “incarichi”e le “consulenze”! Una regolarizzazione dello Spoil System americano ( ma fatto all’italiana !) , con il piccolo difetto che da noi ,il titolo e lo stipendio rimangono . Poi sul ruolo unico si sono innestati gli “incarichi” di struttura più o meno complessa ,con responsabilità e retribuzioni adeguate .Con il che ,grazie al ruolo unico ,gli incarichi sono almeno di tre classi ,se non di più. Naturalmente la cosa è ben fatta ,e tutti ( il che significa tutti ) concordano .
Art. 97 della Costituzione ( ricordate lo slogan ? “salva la Costituzione”): “I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge “ In base alla legge Bassanini ,adesso l’organizzazione rientra nella disponibilità del “coordinatore”,che viene nominato dal potere politico . Si realizza così la separazione ed indipendenza (!!!) tra potere politico e dirigenza amministrativa.
Ci avevate fatto caso ? Beh ,fateci caso .