Un trionfo, secondo i giornali bene informati e benevolenti, il viaggio del nostro Ministro degli Esteri Massimo D’Alema in Iraq. Gli interlocutori iracheni, dal Ministro degli Esteri Zebari, al premier Nuri Al Maliki fino al Presidente della Repubblica Jalal Talabani avrebbero manifestato non solo comprensione ma addirittura soddisfazione per l’annuncio del ritiro dei nostri soldati.
E questo perché D’Alema avrebbe accompagnato questo annuncio con la promessa di un maggiore impegno civile. Cioè aiuti economici in campo sanitario e nella realizzazione di opere pubbliche.
Anche in questo caso il provincialismo italiano non si smentisce. La tentazione di accreditare per i nostri leaders, siano essi di centro-sinistra o di centro-destra, apprezzamenti smisurati o particolari amicizie da parte dei Capi di Stato stranieri è irresistibile.
Cosa avrebbero dovuto dire gli interlocutori di D’Alema? “Restate perché abbiamo formato un governo, vogliamo rimettere in piedi il nostro Paese ma non siamo in grado di controllarlo se non ci siete voi?” Oltretutto il ritiro era già stato annunciato dal precedente governo italiano, quello di Berlusconi. E le cose si stanno evolvendo a favore di una grossa mobilitazione internazionale a sostegno del governo iracheno che coinvolgerà tutti i venticinque Paesi dell’Unione Europea.
In secondo luogo D’Alema, che a differenza del Presidente del Consiglio Prodi è un politico accorto, ha avuto buon gioco a portare avanti le sue proposte riconoscendo implicitamente il carattere pacifico e legittimo della missione italiana. In sostanza il governo di centro-sinistra si sta muovendo in una linea di continuità con il governo di centro-destra. Ma, mentre D’Alema sfrutta tale continuità nei rapporti con gli iracheni, Prodi, preoccupato del sostegno al suo governo da parte delle frange estremiste pone l’accento sul rispetto dei tempi per il piano di rientro.
Iraq: stessa politica ma non ditelo all’ ultrasinistra
Mentre D’Alema sfrutta tale continuità nei rapporti con gli iracheni, Prodi, preoccupato del sostegno al suo governo da parte delle frange estremiste pone l’accento sul rispetto dei tempi per il piano di rientro.

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