Si è soliti dire che in questa campagna elettorale i poteri forti, grande industria e alta finanza, si sono schierati a sinistra. Verissimo. Si dice anche, ed è altrettanto vero, che in cambio di questo appoggio gli stessi, in casi di vittoria, si aspettino favori e prebende come già avvenne nel 1996 quando con quattro lire, e talvolta anche senza quelle grazie all’appoggio delle banche amiche, fecero la parte del leone nelle grandi privatizzazioni all’italiana di quel periodo. Vero anche questo. Ma è davvero possibile che i nostri eroi che certo non sono degli sprovveduti non vedano il rischio di consegnare il governo a gente come Diliberto, Pecoraro Scanio, Bertinotti e Correntone ds? Rispetto al ’96 queste componenti sono molto più forti e i loro deputati avranno un peso determinante, in termini di seggi, nel nuovo Parlamento. La risposta è no, non è possibile non si rendano conto della situazione e dei suoi pericoli. Allora perché? Il fatto è che stiamo assistendo ad una partita a poker sulle pelle degli italiani. I vari Della Valle, De Benedetti, Benetton, Tronchetti Provera e giovani Agnelli vogliono sì che vinca il centro sinistra ma poi, grazie alla stampa saldamente in loro mano, vogliono incidere sui rapporti di forza interni favorendo la nascita del nuovo partito democratico, il che ad un tempo significherebbe dare un colpo mortale a quello che resta della tradizione socialista, oggi rappresentata dalla maggioranza dei ds, ed avere una formazione politica senza radici, alla ricerca di nuovi valori e quindi facilmente condizionabile. La posta in palio non è rappresentata solo dalle nuove, grandi privatizzazioni di Eni, Enel e Rai ma è collegata direttamente alla stessa sopravvivenza dei nostri eroi. Perché questi signori, a ben guardare, sono proprietari o controllano grandi industrie fortemente indebitate e grandi banche con i piedi d’argilla. Altro che poteri forti, sono poteri deboli, anzi debolissimi che hanno bisogno di una politica ancora più debole e di un mercato inesistente. L’Europa, per quanto malconcia, avanza. Il centro destra, in un eventuale secondo mandato, potrebbe anche fare quelle liberalizzazioni che avrebbe dovuto fare nel primo, potrebbe davvero ridare fiato all’asfittico mercato interno. Il tempo stringe. Bisogna giocare subito la carta di questo centro sinistra, unito contro il governo ma poi diviso su tutto. Se il gioco riesce, bene; se non riesce, domani si cercherà di cambiare il gioco (dice niente il fatto che il Patto di sindacato che controlla il Corriere sia stato rinnovato per tre anni?).
Poteri forti e poteri deboli. La partita per distruggere i DS
Della Valle, De Benedetti, Benetton, Tronchetti Provera e i giovani Agnelli vogliono che vinca il centro sinistra ma poi, grazie alla stampa saldamente in loro mano, vogliono incidere sui rapporti di forza interni favorendo la nascita del nuovo partito democratico. Sono poteri deboli, anzi debolissimi che hanno bisogno di una politica ancora più debole e di un mercato inesistente.

I DS HANNO COMMESSO UN ERRORE STORICO CHE DECIDERA’ LA LORO ESISTENZA FUTURA. NON HANNO FATTO I CONTI CON LA STORIA, E DI CONSEGUENZA NON HANNO FATTO UNA SCELTA CHIARA NELLA DIREZIONE DELLA SOCIALDEMOCRAZIA, ANCHE SE SONO NELL’INTERNAZIONALE. VAGHEGGIANO UNO PSEUDOPARTITO DEMOCRATICO, CHE, SE NON ERRO, VOLEVA ANCHE CRAXI DOPO AVER SVUOTATO IL PSI. SITUAZIONE MOLTO EQUIVOCA, COME TUTTO E’ EQUIVOCO IN ITALIA. LA CONFUSIONE E IL DISORDINE FAVORISCONO I VARI RICUCCI DI TURNO E DANNEGGIANO GRAVEMENTE LE PERSONE CHE LAVORANO E SI IPEGNANO SERIAMENTE. IL PAESE E’ STANCO, MA SEMBRA CHE QUESTA CLASSE POLITICA NON ABBIA CAPITO.
Il partito democratico non si farà. Se andranno bene i DS a scapito della Margherita, quest’ultima si ritirerà per non essere fagocitata. Viceversa scatterebbe l’orgoglio di partito nei DS ed un feroce regolamento di conti all’interno.
Anche il partito unico dei moderati non è affatto all’orizzonte per gli stessi motivi.