Casini:” La Dc è morta, ma i democratici cristiani godono di ottima salute. Anzi, alle prossime elezioni temo un monocolore Dc, visto che i candidati democristiani spuntano da tutte le parti come funghi, sia nel centrodestra che nel centrosinistra.”
Se lo dice un democristiano come l’attuale presidente della Camera, c’è da crederci.
Si tratta di una battuta, del resto tante volte ripetuta negli anni della seconda repubblica, ma che induce a una riflessione sugli anni dal 92 ad oggi.
Mani Pulite distrusse alcuni dei partiti storici del dopoguerra e umiliò una parte importante della loro classe dirigente, ma non poteva cancellare il loro elettorato formato attraverso vere e durissime battaglie politiche e culturali. Inoltre mentre è stato possibile ridurre a poca cosa il ceto politico dei partiti meno forti, era assolutamente impossibile annullare una classe dirigente diffusa come quella democristiana.
A sinistra ciò che poteva restare del vecchio partito comunista non fu toccato e i suoi dirigenti, tutti di lungo corso , sono rimasti gli stessi.
Per quanto riguarda la democrazia cristiana, la sua parte di sinistra passò armi e bagagli nel centrosinistra e quella che era riuscita nel dopoguerra a restare dominante,malgrado tutto, cioè la componente moderata o apertamente conservatrice, si salvò nel centrodestra e in particolare in Forza Italia.
Nel caso molto probabile della vittoria dell’Unione, il tempo di Berlusconi, che solo l’ira delle variegate e talora sconsiderate componenti del centrosinistra può considerare come una parentesi ingiustificata, sarà finito e tutto tornerà in gioco.
La novità di Berlusconi ha tenuto il centro della politica di questi anni, ma non ha costruito una classe dirigente e una cultura minimamente diffuse e quindi è quasi sicuro che il confronto ripartirà da dove era finito: fra gli ex comunisti e gli ex democristiani.
Ammesso che quanto scrivo sia vero, le convulsioni che seguiranno alla possibile scomparsa, politica naturalmente, di Berlusconi porteranno ad un affrontamento fra una sinistra divisa fra chi, bene o male, ha maturato un’identità di governo e chi no, e un centro collocato un po’ di qua e un po’ di là.
La destra italiana è certamente legittimata, oggi, ma ha poco da dire sulle grandi questioni del nostro tempo e le componenti intermedie laiche del passato sono ormai un amarcord.
Al di là del fatto se si conserverà l’unica cosa nuova di questi anni, il bipolarismo, le appartenenze culturali e storiche , o perlomeno quelle rimaste, si faranno sentire, anche oltre le convenienze, che come si sa in Italia sono sempre di straordinaria importanza.
Ciò che potrà succedere, ad esempio per quanto riguarda la politica estera, sarebbe un discorso lungo che la pagina Web ora non consente.
LA DC E’ MORTA, I DEMOCRISTIANI STANNO BENE
di Franco Camarlinghi
Mani Pulite distrusse alcuni dei partiti storici del dopoguerra e umiliò una parte importante della loro classe dirigente, ma non poteva cancellare il loro elettorato formato attraverso vere e durissime battaglie politiche e culturali: era impossibile annullare una classe dirigente diffusa come quella democristiana.

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