“Un dato è certo, la privatizzazione delle Terme di Montecatini è fallita”. Cosi Anna Maria Celesti, Consigliere Regionale di Forza Italia, in risposta alla relazione dell’Assessore Bramerini sulla situazione delle Terme di Montecatini.
“La privatizzazione ha fallito nei suoi obbiettivi primari venendo meno ai presupposti che l’avevano motivata. E questo, continua la consigliera azzurra, lo dice una forza politica che in essa ha creduto, l’ha fortemente voluta ed ha concorso alla sua attuazione. Affermo ciò perché credo che riconoscere questo è non solo un atto di onestà da parte di tutti i protagonisti della vicenda, in primo luogo Regione e Comune, ma è un presupposto necessario perché si possa affrontare il futuro con le idee più chiare di quanto finora sia avvenuto.
Non ci sottrarremo per questo ad un confronto con chi vorrà pretestuosamente ricercare responsabilità tutte volte al passato ma riteniamo che oggi sia prioritario ricercare soluzioni certe e definitive per un rilancio delle Terme di Montecatini e del suo indotto sperando a che si possa trovare sulla questione una città unita oltre gli schieramenti politici. Anche se questo non può portarci a rinnegare le nostre convinzioni su ciò che riteniamo più utili nell’interesse della città.
Da circa un anno chiediamo che le Terme tornino in mano pubblica e che questo avrebbe dovuto avvenire percorrendo tutte le strade possibili che ritenevamo e riteniamo non si escludessero a vicenda purché entrambe fossero state percorse con la stessa determinazione e convinzione. Da una parte quindi la ricerca di una soluzione transattiva della vicenda che, dopo un anno, possiamo ancora definire utopica, ma, nei confronti della quale, rimaniamo sempre disponibili a valutarla e a discuterla e a confrontarsi su essa qualora venga concretamente presentata. Dall’altra portando avanti tutte le iniziative tendenti a definire in via autoritativa e contenziosa la vertenza, quali la escussione della fideiussione rispetto al contratto di affitto e il ricorso all’articolo 700 per la restituzione coattiva, che ci erano sembrate le più logiche dato che la società di gestione, fin dalla stipulazione del contratto di affitto, non aveva rispettato le clausole contrattuali e non aveva dato attuazione al piano industriale presentato senza ovviamente prescindere da quanto avvenuto nell’agosto 2004. Non c’è più tanto tempo, conclude Anna Maria Celesti: la nuova stagione è alle porte e oltre ai 65 lavoratori dipendenti delle terme, 900 attività commerciali, più di 200 alberghi e circa 2500 addetti devono far fronte alla prossima stagione turistica”.

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