Purtroppo, ciò serve a poco in un’ Italia dimenticona, dove il verbo ufficiale rimane “Francia o Spagna purchè se magna”, che ci provoca il totale dileggio internazionale.
Quel giorno del 1892 deve essere stato un venerdì 17, tanta è la cattiva fama che ci accompagna, pur con tutti i meriti che i nostri rappresentanti hanno nei confronti dell’Italia e degli Italiani.
Se Turati e Nenni, furono considerati socialtraditori, Bettino Craxi è solo considerato “ladro”
Questa è la “vox populi” che anche oggi sentivo vomitare a seguito dello spazio di filo diretto concesso da Radio Radicale a Margherita Boniver. Non per colpa sua (del popolo intendo), ma di quanti questa nomea hanno interesse di riproporre.
Mi riferisco all’ultima di Piero Ottone, degno baciapile di Calfari, che per fortuna ha avuto una risposta pacata e coraggiosa (anche se parziale) da Sergio Romano.
Una mitragliata di odio e di falsità, che stravolgono i fatti storici, propinando verità assolute, figlie del “dogma italico”, e seminano odio in quantità tale che noi non riusciremo mai ad estirpare.
Si saprà che ai socialisti viene addebitata l’affermazione in Italia del fascismo, così come a Bettino Craxi viene addebitata la rovina dell’Italia e il debito pubblico.
Ovviamente non c’è niente di più falso. Ma l’odio che ne scaturisce non ha paragoni né nei confronti di Mussolini, né di quanti hanno trucidato e infoibato compagni di lotte per la liberazione, i cui milioni di morti sono ancora pianti in quasi tutte le famiglie italiane, oltre che sostenuto regimi liberticidi, caduti rovinosamente e alle popolazioni dei quali è indispensabile tutta la nostra solidarietà.
Nessuno si ricorda che il debito pubblico è sempre esistito in Italia e che proprio i socialisti hanno tentato di ridurlo: Prima Giolitti, nel 1973 (chiama il Governo…), eppoi Craxi dall’84, quando l’inflazione galoppava verso il 20%?
Nessuno si ricorda la barzelletta che circolava negli anni ’70, quando il Cancelliere tedesco Smidth, consegnando un milione di marchi (chissà quanti miliardi di Lire sarebbero oggi!), chiese al Presidente del Consiglio Mariano Rumor “glieli incarto o li mangia (spende) subito?”.
Nessuno si ricorda che il buon Spadolini, gia direttore del “Corriere della Sera”, e maestro di Piero Ottone, non riuscì a ridurre di un centesimo l’inflazione e incrementò a colpi di 80 mila miliardi il debito annuo portando gli interessi sui BOT fino al 22%, per coprire le spese correnti (vale a dire, in primis, gli stipendi dei dipendenti pubblici)?
Nessuno si ricorda l’adagio “il medico pietoso fa la piaga purulenta” e che quando fu “concesso” a Craxi di governare, l’Italia era in cancrena?
Nessuno si ricorda che fu proprio con il Governo Craxi, che cominciò a ridursi il rapporto deficit/PIL, successivamente incrementato fino alla finanziaria Amato, come è ampliamente documentato da studi apparsi, per chi ha a cuore di informarsi e collega la bocca al cervello, sul Sole 24 Ore, verso la fine degli anni ‘ 90, in costanza del taumaturgo Prodi?
Se la gratitudine può essere grande, l’ingratitudine è immensa!
Questa è anche la trasmissione di esperienza e insegnamento al nostro giovane compagno bertinottiano, che ieri su Forumsocialista.it ci chiedeva la differenza tra riformisti e liberalsocialisti, ormai gemellati, mentre altri, vendendo “madonne di Gesso che piangono sangue”, o esaltando i grandi successi del’USSR, utilizzando le verità dogmatiche della fede o dell’ideologia, anziché la prassi pragmatica, cara ai gradualisti fabiani anglossassoni, ma anche ad altre culture europee, hanno fatto dell’Italia “un’ italietta” del tutto degna della spartizione di Yalta!
Ma avremo modo di parlare di quanto Bettino ha fatto e quanto è stato l’orgoglio in quegli anni di sentirsi I T A L I A N I (PSI= Pace; Sicurezza; Indipendenza!). E sopravvanzare potenze economiche. Altro che la cosiddetta quota 90!
Sappi Bettino che anche tu come tutti i grandi socialisti sarai sempre ricordato, e non messo come Lenin, Stalin, Krutchov, Brezniev ecc, in polverose soffitte in mezzo a ragnatele e alle tazzine del caffè della nonna.
Finendo, con un martire del fascismo, ma anche di altri, Gramsci, che non era propriamente un nostro amico, ma comunque sempre un grande intellettuale: in questi anni difficili la RAGIONE ci fa Pessimisti, ma la VOLONTA’ ci mantiene Ottimisti.
Giampaolo Mercanzin, socialista, libero e riformista. Sempre.

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