
indirizzo a voi questa mia lettera perché da voi soltanto, fra i più autorevoli protagonisti dell’ennesimo tentativo di ricomporre la diaspora socialista, laica e liberale, sento affermata a cadenza martellante la verità secondo la quale la riunificazione non può aver luogo se non “ a sinistra”.
Per molti di noi, voi sfondate una porta aperta: e mi riferisco non solo a chi, come me, proviene dal ceppo socialista e socialdemocratico; vale anche per i laici libertari, per moltissimi liberali, radicali, repubblicani.
Ma la storia travagliata di questi ultimi anni, le vicende drammatiche ed oscure cosiddette di Tangentopoli e il varo di un sistema elettorale che ha costretto tutti nelle camicie di forza dei due poli, hanno favorito il potere di oligarchie fondate sull’intreccio tra politica ed economia e creato una paradosso: Destra e Sinistra, in Italia, oggi sono di quà e di là.
Questo paradosso purtroppo pesa e voi non potete non tenerne conto.
Chi avesse qualche dubbio, ponga mente ad alcuni temi: regolamentazione dei rapporti di lavoro, welfare e pensioni, immigrati, laicità dello stato, politica estera; e confronti le scelte dei governi dal 1996 al 2001 con quelle del periodo 2001- 2005.
Dov’è la destra e dove la sinistra?
Se poi riunificazione “a sinistra” significasse una sorta di scelta antropologica (i simili con i simili), allora i rischi per il processo di ricomposizione della diaspora sarebbero ancora maggiori.
Da un lato si accrediterebbe la tesi secondo la quale “sinistra” è comunque il luogo dove si trovano i post comunisti e tutto ciò a prescindere.
Dall’altro si darebbe l’impressione, qualora andasse in porto l’aggregazione SDI, Nuovo PSI, Radicali dentro l’Unione, di aver definitivamente chiuso la partita di ridurre ad unità il mondo laico socialista. E il risultato sarebbe che la maggior parte di coloro che fanno parte di questo mondo ne resterebbero fuori.
Per tutti questi motivi, caro Enrico e caro Bobo, vi prego di riconsiderare le vostre posizioni anche alla luce del dibattito che si è aperto su una nuova legge elettorale proporzionale, e di esaminare l’opportunità di perseguire l’unità al di fuori dei due attuali poli, su una posizione rigorosamente autonoma. In modo che domani altri possano dire, assieme a noi, che “sinistra” è il luogo dove si trovano laici, libertari, liberali e socialisti.
Con rinnovata stima e affetto,
Nicola Cariglia
DESTRA E SINISTRA SON DI QUA E DI LA
Lettera aperta di Nicola Cariglia a Enrico Boselli e Bobo Craxi. Le vicende drammatiche ed oscure cosiddette di Tangentopoli hanno favorito il potere di oligarchie fondate sull’intreccio tra politica ed economia e creato una paradosso: Destra e Sinistra, in Italia, oggi sono di quà e di là.

Sul “Giornale “ del 20 settembre appare il seguente Appunto ‘dal titolo“per un collegio di lenticchie”.Riportiamo il testo:
Ma se non si fa politica col risentimento- d’accordo -allora diteci che cosa dovremmo fare della dignità e della semplice decenza. Uno si alza la mattina e scopre che Bobo Craxi e Chiara Moroni passeranno a sinistra : e parliamo di due orfani professionali ,due ragazzi ripescati personalmente da Silvio Berlusconi in ossequio alla memoria dei padri ,due ragazzi che da soli non sarebbero riusciti a sfondare in politica neppure in dieci vite ,brave personcine che furono pietosamente omaggiate di un collegio in quanto simboli mica del socialismo-fateci il piacere -ma della violenza che spazzò il buono ed il cattivo di coloro che li misero al mondo e lavò il tessuto di una Repubblica sino a ridurla in cencio. Ed ora bussano alla porta di servizio di chi ? Degli scippatori del socialismo europeo,coloro a cui (ai quali,direi io ) non parvero bastare neppure un suicidio ed una latitanza : per una collegio di lenticchie svendono la primogenitura ed annegano le antiche lacrime nell’oceano dell’ Unione. Salutateci Di Pietro e Violante . Oh,certo ,è per “ricostruire l’unità socialista” e naturalmente “in un rapporto di parità con i DS” Come no,ci crediamo tutti . Diceva sgradevolmente Rino Formica :”la politica è sangue e merda”. Ma se del sangue non v’è più traccia,che cosa rimane?
Questo il discorsetto ( a firma Filippo Facci ) sembrerebbe non fare una grinza ,e collima abbastanza con i pensieri che – lo confesso- mi frullano in mente ,tentatori. Io so di sbagliare ,ma vi chiedo : ditemi dov’è l’errore , vi prego! Forse sbaglio nel pensare a cosa sia la “sinistra”,non ravvisandola in certi signori ? O non sarò più “cambronnesco” di Formica ?!?
Forse tutti questi “passaggi a nord-ovest” nascondono solo una semplice verità ……..
anche gli “onorevoli”tengono famiglia!
Non capisco tutta questa fretta di chiudere la partita da parte del sig. Fornasini e di tanti altri.
Cariglia propone di andare avanti, possibilmente tutti (laici, liberali, radicali, socialisti, socialdemocratici, etc.) su una posizione autonoma.
E’ la strada più rischiosa, quella che non garantisce posti o strapuntini, al contrario di quello che succede stando col centro-sinistra o con il centro-destra.
Ma è anche l’unica via per affermare la cultura laica e socialista. Naturalmente bisognerebbe essere disposti a mettere nel conto anche il pericolo di non essere rieletti…
Non sono d’accordo con questa lettera. sembra il tentativo minaccioso di spaccare il capello in dieci parti per salvare cosa? Per far fronte a quale rischio?
Vogliamo progettare una ulteriore divisione?
Siamo stanchi di queste vestali che, nelle riunioni restano in ombra, e, quando si tratta di agire, lavorano negli angoli bui, progettano alchimie politiche per salvarsi una posizione, un panchetto.
Penso che, perdurando questa situazione, ogni socialista sarà libero di unirsi, a sinistra, con le nostre radici, lontani dai Sultani che offrono ricchi doni a tutti quelli che faranno atto di sottomissione.